Informazioni su Sara Zuccari

Sara Zuccari - Giornalista e critico di danza

Aterballetto a Caracalla per danzare sull’acqua

Il 13 aprile Aterballetto danzerà sull’acqua: quella del Centro Coreografico Nazionale sarà infatti la prima performance sullo Specchio presentando in prima romana Rhapsody in blue, coreografia di Iratxe Ansa e Igor Bacovich creata per il centenario della partitura di George Gershwin.

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Electa e programmato alle Terme di Caracalla grazie a una idea iniziale di Cristiano Leone, consulente artistico per le attività culturali nel sito, sarà presentato in doppia replica, alle 16:00 e alle 17:30. Alla performance si accede con il biglietto di ingresso al sito.

Dopo oltre mille anni l’acqua, elemento fondativo e vitale di tutti gli impianti termali, torna alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua: un intervento di architettura contemporanea promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro.

Il progetto nato dalla collaborazione di Mirella Serlorenzi, direttore del sito, con l’architetto Hannes Peer, rende le suggestioni degli ambienti termali con nebulizzazioni, zampilli e giochi di luce che avranno la funzione di evocare le antiche Terme. Cui si aggiunge l’elemento del riflesso delle architetture archeologiche nello Specchio d’acqua, che invita alla contemplazione in parallelo all’esperienza immersiva.

Rhapsody in Blue di George Gershwin ha per i coreografi Iratxe Ansa e Igor Bacovich vari punti attraenti, una musica splendida e conosciuta ma non così in voga fra le nuove generazioni. Far conoscere questo lavoro ai giovani è l’obiettivo che gli autori si sono prefissati, e la loro nuova creazione per la compagnia Aterballetto vuole trovare nuove modalità per dare una visione meno lontana e meno “americana” di Gershwin, andando oltre al contesto culturale in cui la rapsodia è stata creata. È la rapsodia stessa a dettare la trama del lavoro coreografico, i cambi energici, le modulazioni elettriche con cui giocare. 

Gli autori Iratxe Ansa e Igor Bacovich descrivono così questa nuova sfida: 

“L’idea iniziale di questo lavoro era di giocare con la rapsodia di Gershwin, poterla riscrivere attraverso un altro immaginario. In Rhapsody in blue la cosa interessante non è solo portare il nostro sguardo, fatto della nostra esperienza, del confronto internazionale e dello stile maturato negli anni, ma soprattutto regalare al pubblico una visione più universale, meno legata al contesto Newyorkese o allo spirito di quell’epoca. Abbiamo cercato di trasportare, di rivedere Gershwin a livello storico, cercando di de-contestualizzarlo per potenziare ancora di più l’universalità del suo capolavoro. Chiudere gli occhi, sentire cosa vuole dirci quella musica, e rappresentarla attraverso l’oggi, attraverso la nostra poetica, esprimerla con il nostro approccio al movimento e al corpo scenico.

Aterballetto hai dei bellissimi ballerini con una grandissima varietà e versatilità, che già di per sé offrono tantissimo materiale d’ispirazione. C’è così tanto da cui attingere che è quasi un peccato aver già finito questa creazione, in cui i ballerini avrebbero avuto ancora molto da dare… il pezzo non è così esteso da poter tirar fuori tutto quello che la compagnia aveva ancora da dire, bisogna condensare nel poco tempo della rapsodia tutte le variazioni e tutte le energie, ma questa è anche la forza di questa operazione. 

Rhapsody in blue è di per sé un giocattolo fantastico per un coreografo, per un creativo. Essendo così potente, così allegra, così frizzante, è percorsa da varianti di forma costanti, e sembra di attraversare una foresta incantata: nel giro di pochi passi, di pochi minuti, incontri un essere magico, un cielo irreale che cambia di colore sopra di te… ci si muove in questo mondo fantastico, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro dove tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e tu sei continuamente sorpreso. I corpi reagiscono ad input concitati e sempre diversi. Abbiamo giocato con tutto questo, chiudendo gli occhi e sognando nuovi mondi ogni volta che entravamo in contatto con un nuovo tema”.  

Sara Zuccari

Mandala Dance Company in tournée in Italia e negli Stati Uniti

Con una tournée in Italia e negli Stati Uniti parte la stagione 2024 di Mandala Dance Company, compagnia internazionale di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa che dal 6 fino al 21 aprile, sarà in scena con le prime date di spettacoli in Italia, in tre regioni Lazio, Sicilia e Sardegna, per approdare, dal 23 aprile al 4 maggio, in USA per il progetto Boarding Pass Plus a Jefferson e a New York per residenze, laboratori e spettacoli.

Il primo appuntamento della tournée di Mandala Dance Company è il 6 aprile presso lo Spazio Agorà di  Ladispoli (RM) con l’anteprima delle produzioni Balancier e Insieme, concept, coreografia e regia di Paola Sorressa. Balancier sarà poi in scena il 7 e l’8 aprile in Sicilia, al Palazzo beneventano di Lentini e all’Auditorium Leonardo di Carlentini all’interno della Rassegna Incontroscena. La produzione artistica che si interroga sulla ricerca di un equilibrio statico o dinamico, sarà presentata in versione site-specific presso l’Anfiteatro di Villa Lais a Roma il 19 aprile all’interno di Corpo Mobile Festival, mentre il 20 e il 21 aprile in Sardegna, in scena nella Sala Estemporada per la Rassegna Primavera a Teatro e al PalaSerradimigni di Sassari per la squadra di basket serie A  DINAMO Sassari.

Dal 23 aprile fino al 4 maggio, la compagnia, nell’ambito del progetto vincitore di Boarding Pass Plus, sarà negli USA insieme a Canova22 e la Luna Dance Center, ospite del Middlebrook Arts Research/Residency Center di Jefferson (New York) sede della compagnia Bodiestories per un percorso internazionale mirato allo sviluppo di processi di formazione, residenza e di produzione artistica a cura della coreografa Paola Sorressa, Simona Ficosecco e Teresa Fellion, che prevede la collaborazione internazionale tra artisti professionisti e allievi danzatori. Due settimane di intensa attività finalizzate alla realizzazione di un percorso internazionale di creazione, valorizzazione e diffusione della coreografia con un focus sugli elementi identitari della tradizione italiana.

Durante l’apertura pubblica dei laboratori e dei processi creativi frutto delle residenze, Mandala porterà in scena anche lo spettacolo cameo Insieme, omaggio all’amore del corpo dell’uomo o della donna, produzione che nata nel 2023 per il progetto CLOSE UP – Culture in Movimento bando di Roma Capitale/Siae, nel 2024 viene rivisitato per Mandala con i danzatori Alessia Stocchi e Davide Galuppi.

Sara Zuccari

Iana Salenko nominata “Berlin Chamber Dancer”

Iana Salenko, Principal Dancer dell’Opera di Berlino, ha ricevuto il titolo onorifico di “Berlin Chamber Dancer” il 17 marzo. Joe Chialo, senatore per la Cultura e la Coesione Sociale, hanno conferito  il riconoscimento dopo la rappresentazione di Giselle presso la Staatsoper Unter den Linden.

Il titolo «Berliner Kammertänzer*in» è stato conferito soltanto a Oliver Matz (1995), Raffaela Renzi (1995), Gregor Seyffert (1999), Vladmimir Malakhov (2014), Michael Banzhaf (2017), Polina Semionova (2017) e Marian Walter (2018).

La ballerina ucraina Iana Salenko ha fatto il suo debutto al Royal Ballet come Guest Artist nel 2013 come Kitri (Don Chisciotte ). Da allora è tornata a ballare Kitri e Odette/Odile ( Il lago dei cigni ) e nella stagione 2015/16 balla Giulietta ( Romeo e Giulietta ), Tchaikovsky Pas de deux, Giovane ragazza (I due piccioni ), Fata Confetto ( Lo Schiaccianoci ) e Giselle con il Royal Ballet.

Salenko è nata a Kiev e si è formata alla Pisarev Ballet School, Donetsk, diplomandosi nel 2000. È stata membro del Donetsk Ballet 2000-02 prima di entrare a far parte del Kiev Opera Ballet come preside. È entrata a far parte del Berlin State Ballet nel 2005 come demi-solista, promossa a solista nel 2006 e principale nel 2007. I suoi ruoli a Berlino hanno incluso Cenerentola di Vladimir Malakhov, Principessa Aurora (La bella addormentata nel bosco di Malakhov), Marie (Lo schiaccianoci di Patrice Bart) , Olga (Onegin di John Cranko), Tchaikovsky Pas de deux , Sylphide di Peter Schaufuss e Romeo e Giulietta di Cranko . I suoi numerosi premi includono i primi premi ai Concorsi Internazionali di Balletto di Helsinki e Nagoya nel 2005.

Salenko si esibisce regolarmente come artista ospite in tutto il mondo, con impegni tra cui Kitri a Firenze, Monaco, Mosca e Roma, Principessa Aurora a Essen e Bratislava, Odette/Odile (Il lago dei cigni ) a Bratislava e la Fata Confetto in Slovenia.

Sara Zuccari

Opera di Roma “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola diretta da Eleonora Abbagnato

Lunedì 25 marzo, alle 19.00, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sarà protagonista al Teatro Costanzi della “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola. Si tratta del secondo appuntamento dall’arrivo di Eleonora Abbagnato che, oltre al Corpo di Ballo, da settembre 2022 dirige anche la storica Scuola della Fondazione capitolina. Una serata speciale, un passaggio importante nel corso del quale la Direttrice presenterà al pubblico gli insegnanti, gli allievi dei vari livelli di formazione e le diverse discipline oggetto dello studio quotidiano nelle sale di una delle più antiche e prestigiose scuole di danza italiane. Tutti gli allievi avranno modo così di mostrare al pubblico il progetto didattico e il percorso formativo della Scuola. Durante l’esibizione, gli insegnanti annunceranno brevemente gli esercizi e interagiranno con gli allievi, proprio come durante le quotidiane lezioni che si tengono nello storico edificio di via Ozieri a Roma.

“Sono certa – ha dichiarato la Direttrice Eleonora Abbagnato –che la nostra esibizione sarà, anche quest’anno, motivo di grande interesse e che la Scuola di Danza sarà in grado di confermarsi quale polo di riferimento della formazione professionale coreutica.”

La serata sarà dedicata nella prima parte alla dimostrazione tecnica dei diversi Corsi: ogni insegnante presenterà la propria classe e il lavoro che con essa svolge abitualmente. Il programma proseguirà con la presentazione di brani estratti dal repertorio classico, tra cui La bottega fantasticarecentemente portata in scena al Teatro Nazionale dagli Allievi della Scuola, ma anche dal repertorio contemporaneo e dalle danze di carattere, e si chiuderà con un grande defilé finale.

Le musiche della serata sono eseguite dal vivo al pianoforte e su base registrata.

Sara Zuccari

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala in tour a Hong Kong e Shanghai

Dal 15 al 24 marzo il Balletto scaligero si esibirà in Cina, atteso al Grand Theatre dell’Hong Kong Cultural Centre, con Le Corsaire di Manuel Legris all’interno dell’Hong Kong Arts Festival, alla sua 52.ma edizione, e al Grand Theatre di Shanghai con Giselle. Otto recite e due produzioni con cui la Compagnia intraprende la sua sesta tournée in Cina, dopo il 2006, Anno dell’Italia in Cina, con recite a Hong Kong, Tianjin, Pechino e Shanghai, il 2014 a Hong Kong, il 2016 a Tianjin, Shanghai e Canton, il 2018 in due piazze consolidate, Shanghai e Tianjin e due nuove città, Xi’an e Macao e nel 2019 al National Centre for the Performing Arts (NCPA) di Pechino, dove ha inaugurato l’edizione 2019 dell’NCPA Dance Festival sul palcoscenico dell’Opera House.

Ad aprire le recite a Hong Kong dal 15 al 17 marzo sarà uno dei più recenti ingressi nel repertorio scaligero, Le Corsaire di Manuel Legris: prima sua opera di rilettura dei classici dell’Ottocento, creata nel 2016 e approdata per la prima volta alla Scala lo scorso anno, occasione per rimodulare sui ballerini scaligeri l’energia e i virtuosismi ma anche il lirismo e il romanticismo di uno dei più entusiasmanti e avventurosi ballet d’action del XIX secolo. Una trama resa più accessibile e chiara, una profonda attenzione alla musicalità e una sensibile attenzione alle relazioni tra i personaggi, il tutto esaltato dalle suggestioni orientaleggianti del sontuoso allestimento di Luisa Spinatelli, con molte sezioni create dallo stesso Legris e perle originali da Petipa nella versione di San Pietroburgo, sarà una grande vetrina per gli artisti del Corpo di Ballo.

Giselle, il balletto romantico per eccellenza sarà  in scena a Shanghai, Grand Theatredal 21 al 24 marzo, nell’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot, perfetta nella sua struttura, impreziosita dall’allestimento scaligero di Aleksandr Benois, nella ripresa di Yvette Chauviré, indimenticata étoile, interprete lei stessa alla Scala della sua versione  per la prima volta nel 1950, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta la sua purezza e consegnato la sua fama al mondo. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di Willi, affascinanti quanto spietate, Giselle è un titolo che fa parte della storia del nostro Teatro, patrimonio della compagnia da innumerevoli anni, e degli artisti scaligeri che la hanno rappresentata in molti Paesi del mondo, infondendo ad ogni ripresa linfa nuova e nuove emozioni mantenendo vivo questo meraviglioso spettacolo.

Nelle recite di Le Corsaire saranno protagonisti Nicoletta Manni poi Alice Mariani (nel ruolo di Medora), Timofej Andrijashenko e Mattia Semperboni (Conrad), Martina Arduino e Maria Celeste Losa (Gulnare), Marco Agostino e Nicola Del Freo (Lankedem), Claudio Coviello, Rinaldo Venuti e Domenico Di Cristo (Birbanto); Linda Giubelli e Alessandra Vassallo (Zulmea), Gabriele Corrado e Edoardo Caporaletti (il Pascià Seyd). Le tre Odalische saranno Agnese Di Clemente, Gaia Andreanò, Camilla Cerulli in alternanza con Linda Giubelli, Benedetta Montefiore, Caterina Bianchi.

Giselle vedrà in scena Nicoletta Manni con Timofej Andrijashenko poi Martina Arduino con Nicola Del Freo e Vittoria Valerio con Claudio Coviello nei ruoli di Giselle e Albrecht.  Accanto a loro saranno Maria Celeste Losa poi Alice Mariani (nel ruolo di Myrtha), Marco Agostino, Christian Fagetti, Massimo Garon (Hilarion) mentre il passo a due dei contadini verrà affidato a Agnese Di Clemente con Mattia Semperboni poi con Edward Cooper, Linda Giubelli con Navrin Turnbull, Camilla Cerulli con Alessandro Paoloni.

Per il Teatro alla Scala le tournée all’estero costituiscono un’attività costante che ha offerto nel corso del tempo un importante contributo alla diffusione del nostro patrimonio culturale e all’immagine dell’Italia nel mondo. Dal 1878, quando venne realizzata a Parigi la prima tournée della storia scaligera in occasione del Centenario del Teatro, a oggi sono stati realizzati 170 progetti per 906 aperture di sipario (344 d’opera, 366 di balletto e 196 concerti) e 43 le Nazioni visitate dal Teatro alla Scala nel corso della sua storia. 

La tournée del Corpo di Ballo ad Hong Kong e Shanghai vede la fattiva collaborazione del Teatro alla Scala con le rappresentanze diplomatiche italiane operanti in Cina, e in modo particolare con l’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese, il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong, l’Istituto Italiano di Cultura di Hong Kong, il Consolato Generale d’Italia a Shanghai e l’Istituto Italiano di Cultura a Shanghai, nell’ottica di un rafforzato approccio alle relazioni culturali internazionali.

E sarà anche l’occasione per una collaborazione e incontro con gli artisti locali: per l’esecuzione musicale, che vedrà, sotto la direzione di Valery Ovsyanikov, la Hankyung arte Philharmonic per la partitura di Le Corsaire a Hong Kong e la Shanghai Opera House Orchestra per Giselle a Shanghai; e per i giovani allievi della Jean M. Wong School of Ballet di Hong Kong coinvolti in diversi momenti di Le Corsaire, tra cui l’evocativo Jardin Animé. Previsti anche momenti di incontro, come quelli già confermati che vedono la partecipazione del M° Legris il 16 marzo a un dibattito moderato da Grace Lang, Programme Director dell’Hong Kong Arts Festival, all’interno della 11.ma edizione del HKAF Distinguished Cultural Leadership Series, e una masterclass, il 17 marzo, tenuta da Antonino Sutera Maître de Ballet della Compagnia scaligera.

Sara Zuccari

Lili Elbe Show di Sasha Riva e Simone Repele torna in scena

Venerdì 8 marzo 2024, alle ore 20.30, sul palco del Teatro Ristori di Verona torna in scena Lili Elbe Show,  lo spettacolo porta la firma di  Sasha Riva e Simone Repele che porteranno in scena la storia del pittore paesaggista Einar Wegener e della moglie, la ritrattista Gerda Wegener.

Una storia vera. Una vicenda privata e intima che, in realtà, appartiene a ognuno di noi. Questo racconto apparentemente lontano, è invece più̀ vicino di quanto possa sembrare grazie all’interpretazione e alla scrittura coreografica di Sasha Riva e Simone Repele che esplorano il demone dell’insoddisfazione umana, il bisogno di accettazione che ognuno di noi pretende da se’ stesso e quel senso di inadeguatezza che spesso prende il sopravvento.Questa è la storia del pittore paesaggista Einar Wegener e della moglie, la ritrattista Gerda Wegener: viaggio di trasfigurazione e di metamorfosi oggi interpretato attraverso la magica lente della danza e della coreografia, dopo essere stata affrontata in un libro e in una pellicola cinematografica. Nella narrazione chiara e leggibile, caratteristica peculiare delle pièce di Riva & Repele, si affacciano in Lili Elbe Show due piani di realtà: il racconto della vicenda di Einar che, nell’ansia di ricerca della propria identità diventerà Lili e il livello della fiaba, degli “spiriti”, dei “fantasmi” che intorno a Lui/Lei si aggirano.

Una “petite femme fatale” scolpisce fin dall’inizio l’anima nuda di Einar ma è anche l’immagine della figlia desiderata che Gerda e Einar non sono mai riusciti a concepire seppure spinti da un profondo e controverso desiderio di genitorialità. Sulla scena una cornice senza specchio rappresenta uno “stargate”, un passaggio segreto che porta a questa dimensione altra, dove si scatenano le visioni dei sogni e dove la “petite femme” è già Lili: sagoma fedele delle emozioni più intime di Einar.
La cornice riprende quindi anche la figura forte e carismatica di Gerda che, compassionevole, sostiene il marito nella ricerca e nell’affermazione della sua identità̀ finale: è lei l’artista che sulla tela ha saputo disegnare l’immagine esatta di Einar vestito da donna e sono proprio questi i quadri che l’hanno resa famosa. L’altra figura senza nome, ma dalla forte connotazione maschile, è lo stereotipo del sesso forte che incarna il desiderio: quello che dovrebbe esserci, quello che in questa vicenda prende forme inaspettate, quello che sottolinea la spinosa “differenza”. Il pittoresco narratore, deus ex machina, è l’incarnazione  dell’estro artistico di Einar e Gerda  e del destino che si compie,: lui sa già quale sarà il finale. Einar seduto su una sedia rotelle, aiutato da tutti i personaggi che si vestono di camice bianco e strumenti operatori, trasforma la morte in metamorfosi. Con struggente ironia e gusto impeccabile, Einar lascia dunque la scena a Lili che è finalmente pronta per il suo sfavillante Show.

Sara Zuccari

Les Étoiles le stelle della danza a Roma

Il gala internazionale di danza Les Étoiles, per la direzione artistica di Daniele Cipriani, si tinge e profuma di primavera, portando a Roma nei giorni 15 marzo (ore 21), 16 marzo (doppio spettacolo, ore 16.30 e 21) e 17 marzo (ore 16.30), un’anticipazione delle forze vitali e di rinascita di questa stagione. A grande richiesta, le rappresentazioni si quadruplicano per dare modo a un numero sempre maggiore di spettatori di assistere a quello che è da molti anni un gala irrinunciabile. Ancora una volta, ad ospitarlo nella capitale sarà la grande Sala S. Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nel quadro della collaborazione tra Daniele Cipriani Entertainment e Fondazione Musica per Roma.

Uno sciame di stelle da tre continenti diversi — Asia, Europa, Americhe — spargerà in palcoscenico la frizzante energia della primavera incipiente, nonché la diversità delle sue rigogliose fioriture, poiché ogni étoile ospite porta con sé non solo la sua cifra personale, ma anche le peculiarità delle varie “scuole” e delle rinomate compagnie di provenienza. Tra i danzatori che si esibiranno gli spettatori saranno felici di ritrovare ‘beniamini’ del gala come il kazako Bakhtiyar Adamzhan (Opera di Astana), lo spagnolo Sergio Bernal (Sergio Bernal Dance Company, danzerà nei giorni 15 e 16), la georgiana Maia Makhateli (Het Nationale Ballet di Amsterdam), il russo-tedesco Daniil Simkin (ritratto sulle locandine che già tappezzano la capitale, in forza all’American Ballet Theatre) e l’americana Tiler Peck che arriva, insieme al texano Roman Mejia, dal New York City Ballet, entrambi sprizzanti lo spirito e lo stile velocissimo del leggendario nume tutelare della grande compagnia statunitense, George Balanchine. Fa un gradito ritorno aLes Étoiles anche Alessandro Frola dello Hamburg Ballett di cui è demiurgo l’altrettanto leggendario coreografo John Neumeier.

Tra le “new entry” di quest’edizione di Les Étoiles ci sono i cubani Claudia García Carriera e Dani Hernández che giungeranno carichi del prezioso retaggio di un’altra leggenda della danza mondiale, la “prima ballerina assoluta” Alicia Alonso, fondatrice del Ballet Nacional de Cuba (la compagnia da cui proviene la coppia), colei che, aggiungendo alle linee stilizzate del balletto classico le ‘spezie’ della gioiosa esuberanza latino-americana, rese l’isola caraibica una delle grandi patrie della danza. La stessa esuberanza che trapela dal temperamento del messicano Isaac Hernández (già English National Ballet) il quale, parallelamente ad essere uno dei danzatori più apprezzati internazionalmente, ha a suo attivo anche una carriera di attore (visto, tra l’altro, nel ruolo di Lázaro nella serie Netflix Qualcuno deve morire).

Les Étoiles sarà l’occasione per il pubblico italiano di scoprire che all’estero, e precisamente presso la Compañía Nacional de Danza di Madrid, c’è una bellissima stella italiana: la fiorentina Giada Rossi, cresciuta artisticamente al Conservatoire de Paris e alla prestigiosa Royal Ballet School di Londra. A seguito di una memorabile interpretazione de La Silfide di Bournonville, lo scorso dicembre al Teatro de la Zarzuela di Madrid, Giada Rossi viene promossa in palcoscenico al rango di “Primera Figura” (étoile) dal direttore della CND, Joaquin de Luz.

Alcune variazioni di programma, a seconda della data, faranno sì che gli appassionati, provenienti da tutto il mondo, vorranno “fare il pieno” e assistere a più spettacoli. Come sempre, Les Étoiles permetterà di vedere uno spaccato dell’eccellenza mondiale balletistica, i maggiori danzatori del momento impegnati nei “virtuosismi in volo e sulle punte” che sono sinonimi di questo gala: passi a due dal repertorio di tradizione e lavori dei grandi coreografi del ‘900, fino ad arrivare ai giorni nostri, con brani di sofisticata modernità firmati dai coreografi sulla cresta dell’onda.

Qualche anticipazione del programma: “nuestra querida Giada” (come al CND chiamano affettuosamente Giada Rossi) presenterà il passo a due da La Bella Addormentatadi Marius Petipa, accanto all’altra étoile italiana, Alessandro Frola, mentre in coppia con Bakhtiyar Adamzhan interpreterà l’acrobatico passo a due tratto da Spartacus di Yuri Grigorovich. Claudia García Carriera e Dani Hernández renderanno omaggio alla “grande signora” cubana della danza con i cavalli di battaglia dell’Alonso stessa, tratti dalle sue coreografie dei balletti Giselle e de Il Lago dei Cigni (“Il Cigno Nero”). Tiler Peck e Roman Mejia “elettrificheranno” il palcoscenico con iconici lavori di Balanchine: Who Cares? (il brano dell’indimenticabile canzone di George e Ira Gershwin, The Man I Love che, come si vedrà, diventa un po’ il leitmotiv di questa edizione di Les Étoiles) e Tschaikovsky Pas de Deux (la traslitterazione è quella usata dal coreografo). La sera del 16 marzo, invece, la coppia americana interpreterà This Bitter Earth di Christopher Wheeldon, con i costumi originali di Valentino.

Oltre all’ “étoile a sorpresa”, la cui identità verrà svelata soltanto alla vigilia del gala, Les Étoiles vede la partecipazione straordinaria di Lutz Förster, interprete per oltre 40 anni dei lavori di Pina Bausch e già direttore artistico del Tanztheater Wuppertal – Pina Bausch. Förster offrirà la sua personale versione, nella lingua dei segni, della canzone The Man I Love e che fu integrata nel celebre lavoro Nelken (1982) di Pina Bausch. Il “danzattore” tedesco verrà raggiunto in palcoscenico dagli altri protagonisti maschili del gala, a cui Förster stesso insegnerà i “segni”, sicché il pubblico assisterà a un momento magico in cui ciò che nasce dal linguaggio dei segni dei non udenti diventa un’elegante coreografia.

“Anche questa è danza, anzi è una danza meravigliosa”, dice il direttore artistico di Les Étoiles Daniele Cipriani, “Ma tutta la danza è priva di parola, e di conseguenza in grado di ‘parlare’ a tutti. Come già in edizioni precedenti di Les Étoiles, tengo a sottolineare l’urgenza di affrontare il tema dell’inclusione che deve essere totale nella società del futuro che si va costruendo, passo dopo passo, ognuno con i propri mezzi, noi con l’arte della danza. Sarei felice se l’inserimento nel programma di un brano nella lingua dei segni potesse attirare anche una presenza di non udenti tra il pubblico. I brani qui menzionati hanno musiche bellissime: Ciaikovsky, Khaciaturian, Gershwin; eppure la voce dell’anima risuona più forte di qualsiasi parola o musica. La danza è per tutti.

Sara Zuccari

“Madina” torna al Teatro alla Scala con Antonella Albano e Roberto Bolle

Dopo il successo della prima mondiale, dal 28 febbraio al 9 marzo torna alla Scala Madina, creazione musicale e coreografica, progetto nuovo nell’approccio e nelle tematiche, attuali ma universali, raramente declinate in balletto.

Antonella Albano e Roberto Bolle, dopo il successo della prima mondiale, tornano sul palcoscenico della Scala con Madina, creazione musicale e coreografica, progetto nuovo nell’approccio e nelle tematiche, attuali ma universali, raramente declinate nel balletto. A Roberto Bolle si alternerà nel ruolo principale Gabriele Corrado, mentre Antonella Albano sarà sempre nel ruolo di Madina in cui la sua drammaticità e la sua intensità vengono assai valorizzate. I protagonisti saranno affiancati da Alessandra VassalloGioacchino Starace, Emanuele Cazzato e il Corpo di Ballo scaligero.

La vicenda, ricalcata su un fatto di cronaca, ha per protagonista la giovane Madina, cresciuta in un teatro di guerra e spinta dalla famiglia a compiere un attentato suicida in una capitale occidentale. La ragazza sceglierà all’ultimo istante di non morire e non uccidere ma dovrà ugualmente affrontare un processo. Pulsioni ancestrali, luoghi simbolici, dinamiche perverse di una violenza che stritola se stessa, in cui il bene e il male si contrappongono ma continuano a mescolarsi. Con le coreografie di Mauro Bigonzetti, la composizione di Fabio Vacchi su libretto di Emmanuelle de Villepin tratto dal romanzo La ragazza che non voleva morire,  un lavoro di Danza e di Teatro, dove coesistono parola, canto, musica e corpo per una sintesi delle forme tradizionali e contemporanee dei tanti generi del teatro musicale, che cancella i confini fra queste diverse espressioni.

Sara Zuccari

Dittico Millepied con il Balletto del Teatro dell’Opera al Festival Equilibrio

A partire dal 9 febbraio un prezioso dittico inaugura il Festival con tre serate all’insegna della coreografia neoclassica di Benjamin Millepied e della musica minimale di Philip Glass e vede per la prima volta il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma esibirsi nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Un prezioso dittico inaugura il Festival Equilibrio 2024 con tre serate all’insegna della coreografia neoclassica di Benjamin Millepied e della musica minimale di Philip Glass e vede per la prima volta il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma esibirsi nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Di Benjamin Millepied, oggi nome di punta del panorama internazionale con coreografie commissionate e interpretate dalle più prestigiose compagnie di danza, verranno presentati due diversi lavori: “Closer”, dall’impianto classico e dalla forte sensibilità moderna, è un arioso duetto tra un uomo e una donna creato nel 2006 sulla partitura pianistica “Mad Rush”, e “On the other side”, terzo capitolo della trilogia “Gems”, una rivisitazione di “Diamonds” di Balanchine, creato nel 2016 e ora presentato in prima italiana in una nuova versione modellata sugli interpreti del corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato.

La Fondazione Musica per Roma ha presentato oggi la diciottesima edizione di Equilibrio, il festival di danza contemporanea di Roma, che accoglie il meglio della coreografia internazionale e italiana all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in altri teatri della capitale. Dopo un’anteprima a fine gennaio con l’attesissima ultima creazione di Peeping Tom al Teatro Argentina, il programma si snoda per due settimane – dal 9 al 24 febbraio 2024 – con grandi nomi della scena europea, come Benjamin Millepied, Wayne McGregor, Anne Van den Broek, Marcos Morau, il Leone d’oro alla carriera Meg Stuart, oltre ad alcune delle più eclettiche firme della coreografia nazionale: Sofia Nappi, Damiano Bigi, Camilla Monga, Piergiorgio Milano e Irene Russolillo. Sarà invece appendice del Festival la performance “Rencontre
avec St. François” di un altro Leone d’oro, Germaine Acogny, nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, un progetto di danza dedicato alle Celebrazioni dell’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe di Francesco di Greccio 2023.

BENJAMIN MILLEPIED
Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma CLOSER
Closer/On The Other Side
PRIMA ITALIANA
in corealizzazione con Teatro dell’Opera di Roma

Sara  Zuccari

Al via Grease firmato dalla Compagnia della Rancia

Ha dato il via allamusical-mania Grease firmato dalla Compagnia della Rancia, che replica il successo dello scorso anno al Teatro Celebrazioni di Bologna con tre date, in programma venerdì 9 e sabato 10 febbraio alle 21.00 e domenica 11 febbraio alle 18.00.

Scritto da Jim Jacobs e Warren Casey, Grease – che ha debuttato a Broadway nel 1971 e a cui è seguito nel 1978 il film campione di incassi che ha consacrato John Travolta e Olivia Newton-John nei ruoli dei due protagonisti Danny e Sandy – ancora oggi, dopo più di cinquant’anni, continua a essere rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo.

Considerato il musical dei record, quello della produzione marchigiana – con la regia di Saverio Marconi e la regia associata di Mauro Simone – è diventato un vero e proprio fenomeno di costume “pop”: uncult intergenerazionale, in cui ci si immedesima in una storia d’amore e di amicizia senza tempo, che la Compagnia della Rancia, dopo aver superato i 2.000.000 di spettatori complessivi dal primo debutto, propone di anno in anno in una versione sempre più attuale e con un cast completamente rinnovato. A rappresentare infatti i personaggi, diventati vere e proprie icone generazionali, giovani e talentuosi performer appositamente selezionati tra oltre 650 candidati.

«È stato stimolante e divertente lavorare con il nuovo cast – sottolinea il regista Saverio Marconi – in un clima di grande professionalità e nuove energie, in uno scambio continuo. Affrontiamo ogni edizione con la massima serietà per garantire il successo di questo spettacolo con il “marchio di fabbrica” di Rancia, fatto di queste parole chiave: qualità, talento, emozioni, coinvolgimento».

A interpretare i due protagonisti Eleonora Buccarini (Sandy) e Tommaso Pieropan (Danny). Assieme a loro sul palco Arianna Bertelli (Rizzo), Valerio Angeli (Kenickie), Federica Laganà (Marty) Khomolchanok De Pace (Jan), Iris Trivisano (Frenchy), Giuseppe Brancato (Sonny), Dario Napolitano, (Roger), Riccardo Rossini (Doody), Amerigo Vitiello (Vince Fontaine/Teen Angel), Giovanni Ernani Di Tizio (Tom), Elena Barani (Cha-Cha), Chiara Bonfrisco (Miss Lynch), Valentina Pini (Patty), Lodovico Gaffuri (Eugene), Monica Ruggeri (Studentessa di Rydell), Michael Pagliaro (Studente di Rydell) e Angela Ranica (Swing Off Stage).

L’amore adolescenziale tra Danny e Sandy risuona tra le note dell’inconfondibile colonna sonora a ritmo di rock’n’roll, caratterizzata da alcuni brani indimenticabili come Restiamo InsiemeGreased Lightnin e Sei perfetto per me, qui nella versione italiana di Franco Travaglio e Michele Renzullo.

Lo spettacolo si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti vocali di Gianluca Sticotti, del disegno fonico di Enrico Porcelli, degli arrangiamenti e delle orchestrazioni di Riccardo Di Paola. Le coreografie, costruite “sartorialmente” sul cast da renderle ancora più energiche ed esplosive, sono di Gillian Bruce. I linguaggi della danza, del canto e della recitazione si integrano perfettamente con le scenografie di Gabriele Moreschi e gli oltre 80 costumi di Chiara Donato, che per la realizzazione si è affidata ad alcune delle principali sartorie teatrali italiane – quali il Laboratorio del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e di FG Teatro di Udine – e alle aziende artigiane delle Marche Sartoria Tul.Ma di Massimo Eleonori e Tranky Shoes. Il coloratissimo disegno luci è di Valerio Tiberi, curato insieme a Emanuele Agliati e in collaborazione con Francesco Vignati.

«Ogni allestimento di Grease è l’occasione per introdurre nuove idee registiche, di concerto con tutto il team creativo e i performer in scena – afferma il regista associato Mauro Simone – per portare sul palcoscenico quello che è ormai un classico del teatro musicale, ma che resta aperto a spunti e suggestioni sempre nuovi e attuali».

Sara Zuccari