Mothers, Fathers, Sons & Daughters in scena a Piacenza

Figli si nasce, genitori si diventa. Entrambe le cose sono un’arte, l’arte di essere. Nella sua semplicità è questo il pensiero di uno spettacolo dal titolo inglese, ma dal messaggio universale: Mothers, Fathers, Sons & Daughters (“Madri, padri, figli e figlie”). Va in scena in prima assoluta domenica 19 maggio alle ore 16, al Teatro Municipale di Piacenza, inserito nella stagione della Fondazione Teatri di Piacenza. Uno spettacolo dove le arti della danza e della parola si sposano, complice l’arte della musica in un “viaggio” audace che porta da Ciaikovsky a Cat Stevens, passando per le composizioni e alcune canzoni rese indimenticabili dall’ugola di Claudio Villa.

Protagonisti nel ruolo (in scena e nella vita) dei “genitori”, sono Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana più ammirata oggi – già étoile del Opéra di Parigi, oggi direttrice del Teatro dell’Opera di Roma – e l’attore Kaspar Capparoni, con la partecipazione straordinaria di Vladimir Derevianko, già étoile del Teatro Bolshoi di Mosca. Nei ruoli dei “figli”, invece, Julia Balzaretti (figlia di Eleonora Abbagnato) e Alessandro Capparoni (figlio di Kaspar), entrambi allievi presso la Scuola di Ballo dell’Opera di Roma. La terza “figlia” è Aurora Pica, figlia di Claudio Villa.

Ideato da Daniele Cipriani su testi di Vittorio Sabadin (con la regia di Luis Ernesto Doñas, il disegno luci di Alessandro Caso) in Mothers, Fathers, Sons & Daughters diversi filoni si sono venuti a intrecciare in maniera quasi karmica, sicché viene da chiederci se si diventi figli d’arte, oppure lo si sia fin dalla nascita; o meglio, se non sia stato il nascituro a scegliere consapevolmente i genitori per entrare in una famiglia dove si respirasse arte, per ereditare quei geni che predisponessero a una ricerca di bellezza…

Un rapporto, quasi di simbiosi, si intuisce tra Eleonora Abbagnato e la figlia dodicenne Julia nel balletto di ispirazione scespiriana Giulietta, firmato dai danzatori/coreografi Sasha Riva e Simone Repele (che ne sono anch’essi interpreti) e danzato sulle note dell’ouverture-fantasia Romeo e Giulietta di Piotr I. Ciaikovsky. Vediamo una bionda bambina assorta in romantici sogni ad occhi aperti: una piccola Giulietta dei nostri giorni la quale immagina se stessa adulta, bellissima e appassionata, accanto al suo innamorato. L’assomiglianza tra la piccola e la grande Giulietta è impressionante e non è un dettaglio da poco che la giovane porti lo stesso nome dell’eroina veronese.

Madre e figlia saranno poi interpreti di Sublime (sulla musica omonima di Dardust) ancora a firma del duo Riva-Repele, mentre questi, accompagnati dalla voce portentosa di Claudio Villa, il danzeranno, prestando la loro cifra coreografica, così moderna e personale, ad alcuni successi di ieri. Ovviamente non può mancare, visto il contesto, la celebre Mamma (Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini)!

Nel cast di questo spettacolo, dedicato ai rapporti fra genitori e figli, o forse ai loro destini intrecciati,  c’è anche una rossovestita “madre”: la danzatrice Anne Jung (già Nederlands Dans Theater I), tra le più apprezzate interpreti dei maggiori coreografi nordeuropei ma che qui presenterà Undone Reverie, un assolo da lei stessa creato su alcuni Lieder di Franz Schubert.  

Mentre aleggia la presenza di suo padre, Aurora Pica leggerà un’inedita e toccante poesia dedicata a Villa e scritta insieme alla sorella Andrea Celeste. Alla figura paterna è dedicato anche il balletto Father and Son, sulle note dell’omonimo hit di Cat Stevens (oggi noto come Yusuf/Cat Stevens) che, dal 1970, descrive le eterne incomprensioni generazionali. Kaspar Capparoni dà voce alla difficoltà del padre a capire le ribellioni del figlio e ha un alter ego, Vladimir Derevianko che danzerà con il figlio quindicenne di Capparoni, Alessandro.

La coreografia è una creazione, presentata in prima assoluta, firmata da Giovanni Castelli, danzatore della Compagnia di Ballo del Teatro dell’Opera e di cui, guarda caso, Derevianko può in qualche maniera dirsi “padre artistico”, avendone scoperto il talento molti anni fa e proponendolo per una borsa di studio che permise, al bambino nativo di Porto Empedocle, di studiare al Scuola del Teatro dell’Opera. Chissà se aver ritrovato il suo mentore di allora, coreografando per lui un brano così significativo, rifletta un disegno karmico. “A me piace pensare di sì”, commenta Daniele Cipriani, ideatore dello spettacolo che aggiunge: “Quando ho cominciato a concepire questo spettacolo, le varie tessere che lo compongono si sono incastrate come d’incanto, secondo un piano preciso e assolutamente emozionante.”

Sara Zuccari

Opera di Roma “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola diretta da Eleonora Abbagnato

Lunedì 25 marzo, alle 19.00, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sarà protagonista al Teatro Costanzi della “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola. Si tratta del secondo appuntamento dall’arrivo di Eleonora Abbagnato che, oltre al Corpo di Ballo, da settembre 2022 dirige anche la storica Scuola della Fondazione capitolina. Una serata speciale, un passaggio importante nel corso del quale la Direttrice presenterà al pubblico gli insegnanti, gli allievi dei vari livelli di formazione e le diverse discipline oggetto dello studio quotidiano nelle sale di una delle più antiche e prestigiose scuole di danza italiane. Tutti gli allievi avranno modo così di mostrare al pubblico il progetto didattico e il percorso formativo della Scuola. Durante l’esibizione, gli insegnanti annunceranno brevemente gli esercizi e interagiranno con gli allievi, proprio come durante le quotidiane lezioni che si tengono nello storico edificio di via Ozieri a Roma.

“Sono certa – ha dichiarato la Direttrice Eleonora Abbagnato –che la nostra esibizione sarà, anche quest’anno, motivo di grande interesse e che la Scuola di Danza sarà in grado di confermarsi quale polo di riferimento della formazione professionale coreutica.”

La serata sarà dedicata nella prima parte alla dimostrazione tecnica dei diversi Corsi: ogni insegnante presenterà la propria classe e il lavoro che con essa svolge abitualmente. Il programma proseguirà con la presentazione di brani estratti dal repertorio classico, tra cui La bottega fantasticarecentemente portata in scena al Teatro Nazionale dagli Allievi della Scuola, ma anche dal repertorio contemporaneo e dalle danze di carattere, e si chiuderà con un grande defilé finale.

Le musiche della serata sono eseguite dal vivo al pianoforte e su base registrata.

Sara Zuccari

Dittico Millepied con il Balletto del Teatro dell’Opera al Festival Equilibrio

A partire dal 9 febbraio un prezioso dittico inaugura il Festival con tre serate all’insegna della coreografia neoclassica di Benjamin Millepied e della musica minimale di Philip Glass e vede per la prima volta il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma esibirsi nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

Un prezioso dittico inaugura il Festival Equilibrio 2024 con tre serate all’insegna della coreografia neoclassica di Benjamin Millepied e della musica minimale di Philip Glass e vede per la prima volta il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma esibirsi nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Di Benjamin Millepied, oggi nome di punta del panorama internazionale con coreografie commissionate e interpretate dalle più prestigiose compagnie di danza, verranno presentati due diversi lavori: “Closer”, dall’impianto classico e dalla forte sensibilità moderna, è un arioso duetto tra un uomo e una donna creato nel 2006 sulla partitura pianistica “Mad Rush”, e “On the other side”, terzo capitolo della trilogia “Gems”, una rivisitazione di “Diamonds” di Balanchine, creato nel 2016 e ora presentato in prima italiana in una nuova versione modellata sugli interpreti del corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato.

La Fondazione Musica per Roma ha presentato oggi la diciottesima edizione di Equilibrio, il festival di danza contemporanea di Roma, che accoglie il meglio della coreografia internazionale e italiana all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in altri teatri della capitale. Dopo un’anteprima a fine gennaio con l’attesissima ultima creazione di Peeping Tom al Teatro Argentina, il programma si snoda per due settimane – dal 9 al 24 febbraio 2024 – con grandi nomi della scena europea, come Benjamin Millepied, Wayne McGregor, Anne Van den Broek, Marcos Morau, il Leone d’oro alla carriera Meg Stuart, oltre ad alcune delle più eclettiche firme della coreografia nazionale: Sofia Nappi, Damiano Bigi, Camilla Monga, Piergiorgio Milano e Irene Russolillo. Sarà invece appendice del Festival la performance “Rencontre
avec St. François” di un altro Leone d’oro, Germaine Acogny, nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, un progetto di danza dedicato alle Celebrazioni dell’ottavo centenario della prima rappresentazione del presepe di Francesco di Greccio 2023.

BENJAMIN MILLEPIED
Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma CLOSER
Closer/On The Other Side
PRIMA ITALIANA
in corealizzazione con Teatro dell’Opera di Roma

Sara  Zuccari

Opera di Roma “Serata Giovani Coreografi” in scena al Nazionale

I nuovi talenti della scena coreografica internazionale arrivano sul palco del Teatro Nazionale, dal 31 gennaio al 2 febbraio, per tre serate di danza nell’ambito della stagione 2023-2024 del Teatro dell’Opera di Roma.

In scena, due straordinarie creazioni per le étoiles, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo dello storico teatro capitolino, su musiche di autori vari. In apertura di programma, con le scene di Michele della Cioppa e le luci di Alessandro Caso, Yellow di Adriano Bolognino, nato a Napoli nel 1995, alla sua prima esperienza con i danzatori dell’Opera di Roma.

A seguire, Simone Repele, torinese, classe 1993, e Sasha Riva, nato nel ’91, originario di Fairfax County, Virginia, e cresciuto in Italia, presentano I died for love, con le scene di Michele della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Alessandro Caso, tornando a collaborare dopo il successo della Mass di Bernstein della scorsa estate.

Sara Zuccari

Lo Schiaccianoci di Paul Chalmer al Teatro dell’Opera di Roma

«La coreografia di questo nuovo Schiaccianoci si ispira alle tradizionali e iconiche produzioni che ho danzato e ammirato ormai da più di cinquant’anni». Sono le parole di Paul Chalmer, coreografo canadese classe 1962, che torna all’Opera di Roma per la sua ottava produzione dopo quelle firmate tra il 2000 e il 2019. A lui è affidata la creazione del nuovo allestimento de Lo schiaccianocia Nir Kabaretti, che dirige l’Orchestra capitolina, sono affidate le celebri musiche composte da Čajkovskij. Il titolo più ambito dal pubblico nel periodo natalizio arriva puntuale al Costanzi proprio nei pressi delle feste, con 12 rappresentazioni dal 21 al 31 dicembre.

Chalmer è legato a Lo schiaccianoci dall’infanzia: è stato il primo che ha visto a teatro e il primo in cui ha danzato. Nella sua carriera di coreografo lo ha affrontato solo due volte. In questa nuova versione cerca la sintesi delle precedenti, quella del Balletto di Lipsia (2007) e quella dell’Opera Nova a Bydgoszcz in Polonia (2015). Molto attesi gli ospiti internazionali Maia Makhateli e Victor Caixeta che interpretano la Fata Confetto e il suo cavaliere: lei georgiana e lui brasiliano, su questo palcoscenico hanno già conquistato gli spettatori ne La Bayadère lo scorso febbraio. Negli stessi ruoli si alternano con loro le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi con i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano e il solista Giacomo Castellana. In scena anche le étoiles Alessandra Amato e Alessio Rezza, che danza il principe Schiaccianoci, i solisti e tutto il Corpo di Ballo. Partecipano alla produzione anche gli allievi della Scuola di Danza.

«Ciò che mi ha sempre colpito delle numerose produzioni de Lo schiaccianoci che ho ballato e visto, a parte la magnifica partitura, – spiega Chalmer – sono i mondi visivi unici creati da grandi scenografi come Jurgen Rose, Desmond Heeley, David Walker o Nicholas GeorgiadisAnche se la coreografia è senza dubbio di vitale importanza – conclude –, penso che sia la forza degli aspetti drammaturgici e visivi di una produzione a determinare il suo successo nel trasportare il pubblico in un viaggio magico». In stretta collaborazione con il team creativo, che vede Andrea Miglio alle scene, Gianluca Falaschi ai costumi e Valerio Tiberi alle luci il coreografo ha ripensato il balletto ideato da Marius Petipa e Lev Ivanov nel 1891-92, ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann (Schiaccianoci e il re dei topi) nella versione già edulcorata di Alexandre Dumas (Storia di uno schiaccianoci). Gli elementi oscuri e psicologici della trama originale lasciano il posto ad una favola amata da grandi e piccoli che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri interiori della giovane protagonista, Clara, iniziano a realizzarsi.

Lo schiaccianoci è il primo dei tre balletti musicati da Pëtr Il’ič Čajkovskij nella stagione 2023/24 dell’Opera di Roma. Del compositore russo sono in programma anche Il lago dei cigni (19-27 giugno 2024) e La bella addormentata (14-22 settembre 2024).

Paul Chalmer è nato a Ottawa. Ha iniziato la carriera al National Ballet of Canada. Primo ballerino dello Stuttgart Ballet di John Cranko (1980) e del Ballets de Monte-Carlo (1985), ha ballato con English National Ballet, Birmingham Royal Ballet e Scottish Ballet, al Colón di Buenos Aires, all’Opera di Roma e alla Scala di Milano. Oltre ai grandi ruoli del repertorio classico ha interpretato coreografie di Balanchine, Tetley, MacMillan, Kylián, Forsythe e Scholz. È stato partner di famose étoiles quali Thesmar, Fracci, Seymour, Makarova, Evdokimova, Savignano e Terabust. Ha intrapreso la carriera di coreografo nel 1996 vincendo il Premio Massine nel 1997 per Il Talismano. Nel 1999 è Ballet Master alla Semperoper Dresden, nel 2000 al Leipziger Ballett di Uwe Scholz. Nel 2005 Chalmer gli succede alla direzione della compagnia. Per l’Opera di Roma ha già realizzato: Il lungo viaggio della notte di Natale 2000, La bella addormentata nel bosco 2002, La gitana 2004, La Vestale 2006, Sogno di una notte di mezza estate 2009, Chopin racconta Chopin 2010, La Sylphide 2019.

Nir Kabaretti ha diretto la Raanana Symphonette Orchestra in Israele (2002-2008), la Santa Barbara Symphony in California (2006) e dal 2014 è Direttore Musicale della Southwest Florida Symphony. Collabora con le maggiori orchestre e i maggiori teatri del mondo. Dopo la laurea all’Università della Musica di Vienna è stato maestro collaboratore e direttore del Coro alla Wiener Staatsoper e al Festival di Salisburgo e poi assistente personale di Zubin Mehta al Maggio Musicale Fiorentino. Ha debuttato alla Scala di Milano nel 2004 con lo storico allestimento di Schiaccianoci.

La prima de Lo schiaccianoci di giovedì 21 dicembre (ore 20.00) è preceduta dall’Incontro con la Danza di domenica 17 dicembre (ore 17.00) a ingresso gratuito e dall’Anteprima Giovani di mercoledì 20 dicembre ore 19.00: riservata a chi non abbia compiuto 30 anni, vede impegnati nei ruoli della Fata confetto e del Cavaliere i solisti Federica Maine e Mattia Tortora. Lo spettacolo torna in scena venerdì 22 (ore 20.00), sabato 23 (ore 15.00 e ore 20.00), domenica 24 (ore 11.00), mercoledì 27 (ore 20.00), giovedì 28 (ore 15.00 e ore 20.00), venerdì 29 (ore 20.00), sabato 30 (ore 15.00 e ore 20.00) e domenica 31 dicembre (ore 18.00).

Sara Zuccari

A Voghera in scena Valentino Garavani e la danza

La città di Voghera dedica il proprio teatro a Valentino Garavani con una speciale notte di danza formata da alcune stelle del balletto e dell’arte. Un’inteeccio di storie di prestigio e creatività che trovano casa in una splendida cornice risalente al 1845.

Dopo 37 anni di inattività, il sipario del teatro di Voghera si apre nuovamente, in nome di una delle personalità più influenti del sistema moda internazionale. Con Eleonora Abbagnato non solo sul palco, ma anche tra gli organizzatori della serata evento, la moda ha saputo ritagliarsi un proprio momento di gloria con abiti scarlatti d’archivio sotto i riflettori.

Per celebrare la riapertura la città di Voghera, insieme alla Fondazione Valentino Garavani e a Giancarlo Giammetti, ha organizzato un evento speciale di danza insieme all’étoile Eleonora Abbagnato. Nella serata del 26 novembre, al Teatro Valentino Garavani è infatti andato in scena lo spettacolo inedito ‘Una sera all’opera con Valentino’, opera diretta da Abbagnato in collaborazione con Daniele Cipriani. L’artista digitale Massimiliano Siccardi ha curato la video-installazione immersiva che ha accolto gli ospiti all’ingresso a teatro e durante lo show.

Ad aprire la serata, la performance della giovane soprano di Fabrica del Teatro dell’Opera di Roma Valentina Gargano, sulle note de ‘La Traviata’, che ha incluso tre diversi quadri coreografici con Eleonora Abbagnato e Sergio Bernal. Nel primo, ideato dal famoso coreografo Christopher Wheeldon, si sono susseguiti due duetti con i danzatori Rebecca Bianchi e Michele Satriano, rispettivamente étoile e primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma.

In seguito, sono saliti sul palco sei ballerini del Teatro dell’Opera di Roma e Davide Dato, primo ballerino dell’Opera di Stato di Vienna, che su coreografia di Renato Zanella, ‘Il Valzer dell’Imperatore’, riproporranno un estratto della performance del Capodanno di Vienna degli inizi del Duemila in cui si esibì Abbagnato in abiti disegnati da Valentino Garavani.

Sara Zuccari

Wheeldon, Montero e Pastor tre autori all’Opera di Roma

Un omaggio al compositore e pianista Ezio Bosso nel mese in cui avrebbe compiuto 52 anni: ad aprire la Serata Coreografi Contemporanei – in scena al Teatro Costanzi dal 19 al 24 settembre – è Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, coreografia sulla musica del compositore e musicista italiano scomparso nel 2020. Questo balletto è solo il primo dei tre titoli che costituiscono la Serata, con cui torna e si rinnova – a seguito del successo ottenuto nelle precedenti stagioni – la formula del Trittico di danza fortemente voluta da Eleonora Abbagnato. Tre lavori molto diversi tra loro vengono accostati in un unico programma: oltre a Within the Golden Hour, saranno eseguiti Chacona di Goyo Montero – entrambi i titoli entrano per la prima volta nel repertorio della compagnia dell’Opera di Roma – e Bolero di Krzysztof Pastor – andato in scena a Caracalla lo scorso luglio. Protagonisti le étoiles Alessandra Amato, Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti Federica MaineMarianna Suriano e Giacomo Castellana, e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Dopo la prima di martedì 19, cinque le repliche fino al 24 settembre.

La serata si apre dunque con Within the Golden Hour, creato dal coreografo Christopher Wheeldon nel 2008 per il San Francisco Ballet: balletto contemporaneo in un atto unico, è una poesia per quattordici danzatori sulla partitura per archi composta da Ezio Bosso e sul Movimento andante del Concerto per violino in si bemolle maggiore RV583 di Vivaldi. La pulsante partitura prende corpo nel linguaggio coreografico di Wheeldon, intimo, ipnotizzante e valorizzante la bellezza del movimento puro. Uno spettacolo per gli occhi, cui contribuiscono gli scintillanti costumi di Anna Biagiotti e le luci di Peter Mumford. Christopher Wheeldon – Officer of the Order of the British Empire – è stato un danzatore del Royal Ballet (1991), di cui è attualmente Artistic Associate, e del New York City Ballet (1993), dove ha iniziato il percorso come coreografo nel 2001. Da allora ha creato e messo in scena produzioni per molte delle principali compagnie di balletto del mondo. Ha vinto il Tony Award e l’Outer Critics Award (An American in Paris), il Benois de la Danse (Cenerentola e Winter’s Tale)l’Olivier Award (Aeternum e Polifonia). Within the Golden Hour è considerata una delle sue migliori creazioni.

Il Trittico prosegue con Chacona, coreografia che lo spagnolo Goyo Montero ha creato nel 2011. La musica di Bach – che il coreografo ama particolarmente, utilizzandola spesso nelle sue creazioni – è eseguita dal vivo da Vincenzo Bolognese (violino solo), Enrica Ruggiero (pianoforte) e Sergio Segato (chitarra). Il balletto, che vede otto coppie, è stato pensato per danzatori classici ma si realizza in uno stile contemporaneo dinamico e brillante tale da renderlo particolarmente impegnativo dal punto di vista fisico. In questa danza ritroviamo la cifra distintiva del coreografo spagnolo che, formatosi inizialmente a Madrid, sua città natale, ha proseguito la formazione in ambito internazionale e soprattutto in Germania, dove ha potuto studiare un ampio repertorio che abbraccia lavori contemporanei e neoclassici oltre a quelli più classici. Coreografo dal 2000, ha lavorato per le maggiori compagnie europee. Dal 2008, è direttore del Balletto dello Staatstheater Nürnberg. Con Chacona debutta all’Opera di Roma. Di Chacona Montero firma anche costumi e scene, con Verena Hemmerlein, oltre che le luci con Nicolás Fischtel.

Conclude la serata il Bolero di Krzysztof Pastor, creato nel 2012 sul capolavoro di Ravel e che la compagnia capitolina ha interpretato per la prima volta sul palcoscenico delle Terme di Caracalla lo scorso luglio. Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza: anche all’Opera di Roma, il balletto è stato presente nel cartellone già dal 1944, andando in scena nella versione di Milloss, Dolin, Urbani e in quella che ha segnato la storia e che ancora oggi si pone come un’icona è quella leggendaria di Maurice Béjart. Da sempre il Bolero è stato concepito “in cerchio”, generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico su cui danza un solista, donna o uomo, e gli altri ballerini tutti intorno: nella sua versione, Pastor sceglie di usare un ampio spazio rettangolare e di affidare l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale, con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia. Le scene e i costumi sono di Tatyana van Walsum, le luci di Bert Dalhuysen. Dopo essersi ritirato come ballerino e aver intrapreso la strada della coreografia al Washington Ballet (1997-1999), Pastor ha proseguito la carriera ad Amsterdam, come coreografo residente al Dutch National Ballet (2003-2017). È qui che ha creato la maggior parte dei suoi balletti originali incluso il Bolero. Nel 2009 prende la direzione del balletto al Teatr Wielki di Varsavia, riuscendo a portare la compagnia ad una tale autonomia artistica da essere elevata allo status di Balletto Nazionale Polacco.

Le musiche di Chacona sono eseguite dal vivo. Within the Golden Hour e Bolero vedono le musiche su base registrata eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Nel primo titolo le parti soliste sono affidate a Vincenzo Bolognese (violino) e Koram Jablonko (viola), la direzione a Carlo Donadio. Nel secondo l’orchestra è diretta da Kevin Rhodes.

Lo stesso programma verrà portato a Bologna dove la compagnia, diretta da Eleonora Abbagnato, sarà ospite del Teatro Comunale il 10 e 11 novembre.

Sara Zuccari

Roma la Danza omaggia Bernini

La Danza omaggia Bernini: sulla scia dei numerosi eventi di danza e musica da lui ideati e allestiti all’interno di siti storici e culturali, Daniele Cipriani annuncia il suo progetto speciale per il Ministero della Cultura che si svolgerà alla Galleria Borghese di Roma, mercoledi 13 settembre alle 20,30 e 21,30. Una performance itinerante di danza tra le sale della Galleria Borghese che prende ispirazione dalla potenza teatrale dell’opera di uno dei più grandi e poliedrici artisti di tutti i tempi, Gian Lorenzo Bernini (1598-1680).

A rendere omaggio al geniale architetto/scultore/pittore, ideale rappresentante del barocco, saranno dei protagonisti della danza internazionale, Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opéra de Paris e direttrice del Corpo di ballo dell’Opera di Roma, Benjamin Pech, anch’egli già étoile dell’Opéra de Paris, e Sergio Bernal, già primo ballerino del Ballet Nacional de España. Con loro, i coreografi/danzatori Sasha Riva Simone Repele, ognuno dei quali condurrà il pubblico lungo un percorso immersivo, un viaggio tra suggestioni coreutiche, artistiche, storiche e architettoniche che porterà alla scoperta di opere, storie, miti e artisti, in un inedito dialogo tra antichità d’arte e modernità d’ispirazione, tra storia e contemporaneità.  Danzano, inoltre,  Rosaria Di MaroAlessio Rezza, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, e altri ballerini del teatro capitolino.

Con un cast complessivo di dieci artisti, La Danza omaggia Bernini si concentra su tre capolavori del Bernini custoditi all’interno della Galleria Borghese – Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, David – simboli di un’arte in grado di infondere movimento all’immobilità della materia e colore al candore della pietra. Il percorso si snoda dalla sala degli Imperatori, dominata dalla celebre scultura Il ratto di Proserpina, a quelle del David e di Apollo e Dafne, per concludersi nel monumentale salone di Mariano Rossi.

Dal balletto Le Parc (cor. Angelin Preljocaj), diventato uno dei cavalli di battaglia della celebre ballerina, Eleonora Abbagnato interpreterà due momenti clou:  il passo a cinque detto “dei Giardinieri” e, insieme a Benjamin Pech, il passo a due, detto “del bacio”. Sergio Bernal ci propone una danza di grande intensità dal lavoro da lui stesso creato in onore di un altro celebre scultore: Rodin. C’è attesa per la nuova creazione di Sasha Riva e Simone Repele, interpreti e autori sempre più apprezzati nel panorama tersicoreo mentre, ancora in chiave moderna, un momento particolarmente suggestivo sarà l’assolo creato da Adriano Bolognino, giovane coreografo tra i più apprezzati sull’attuale scena contemporanea, per la danzatrice Rosaria Di Maro, quasi una novella Galatea completamente ricoperta di creta.

La Danza omaggia Bernini, frutto dell’incontro tra espressioni artistiche differenti (danza, musica, e video design), presenta storie che appartengono a tutti, la proiezione danzante di stati d’animo che abitano il nostro mondo interiore, opere d’arte “in movimento” in un passaggio senza soluzione di continuità, da scene marmoree a momenti tersicorei: dall’attimo eterno della scultura a quello fuggente del gesto danzato.

Si rinnova il messaggio di una capitale accogliente e sperimentatrice che spalanca le porte di uno dei suoi luoghi simbolo, la Galleria Borghese, scrigno di capolavori artistici tra i più celebri al mondo, con uno spettacolo site-specific appositamente immaginato per farne risplendere di nuova luce la già straordinaria bellezza e per regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile. Roma, città eterna e capitale d’eterna bellezza, punta sull’arte e la cultura quali strumenti d’elevazione dell’animo e del pensiero.

Sara Zuccari

Premio Internazionale Ginestra d’Oro 2023

Sabato 9 settembre 2023 alle ore 21.00 in Piazza Cesare Battisti nel  Comune di Marcellina, si svolgerà  la 23°esima edizione del Premio Internazionale Ginestra d’Oro per la Danza, riconoscimento annuale dedicato al mondo della danza e della cultura,  negli anni sono stati insigniti più di 100 personalità portando lustro e successo in ventidue anni di edizioni al Comune di Marcellina  diventando uno degli eventi più seguiti dell’area della sabina e della Valle dell’Aniene.

Sabato 9 settembre si consegneranno gli ambiti  Premi Internazionali Ginestra d’Oro 2023 alle ore 21.00 in Piazza Cesare Battisti a Marcellina, l’evento è organizzato dal Giornale della Danza, La scuola di danza La Gioia di Danzare e la Proloco di Marcellina, con il Patrocinio del Comune di Marcellina.

Tra i premiati della 23° edizione del Premio Internazionale Ginestra d’Oro spicca il riconoscimento alla carriera per la danza  andrà  all’étoile internazionale dell’Opera di Parigi, Direttore del Corpo di Ballo e della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma  Eleonora Abbagnato. Il riconoscimento per la televisione e la danza verrà assegnato alla Showgirl e prima donna di tanti varietà in Tv  Matilde Brandi. Un altro importantissimo premio Ginestra d’Oro alla carriera per la danza verrà conferito all’étoile internazionale Giuseppe Picone, già direttore del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli e Guest Star nei Teatri più importanti e famosi del mondo. Riceveranno il prestigioso premio per la danza le Stelle del Teatro dell’Opera di Roma l’étoile Susanna Salvi e il primo ballerino Michele Satriano. Quest’anno sarà  il coreografo Fabrizio Mainini a ricevere, per la seconda volta dopo 23 anni, l’ambito premio Ginestra d’Oro per la Danza e la Tv come coreografo. Il Premio Ginestra d’Oro alla formazione di danza verrà conferito al Maestro Gerardo Porcelluzzi, docente della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Il premio speciale al valore, per aver sempre dimostrato nel suo ruolo impegno e  professionalità, verrà conferito all’Onorevole Alessandro Palombi. Infine il premio Ginestra d’Oro alla danza quest’anno verrà consegnato al manager e organizzatore di grandi eventi di danza Daniele Cipriani. Sempre per la danza verranno insignite Daniela Maccari, danzatrice e musa di Lindsay Kemp e Gaia Canichella per i successi ottenuti con la divulgazione della danze orientali.

Il premio, che nasce per iniziativa della Scuola di Danza La Gioia di Danzare  nel corso delle precedenti edizioni il premio Internazionale Ginestra d’Oro è stato conferito a personalità di spicco di livello internazionale del mondo della danza e del balletto, per citarne alcuni, come: Carla Fracci, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Claudio Baglioni, Mara Venier, Renzo Arbore, Fabrizio Frizzi, Giorgia Meloni,  Roberto Bolle, Raffaele Paganini, Don Lurio, Fabrizio Mainini, Misha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Valter Zappolini, Andrè De La Roche, Silvio Oddi, Kledi Kkadiu, Ugo dell’Ara, Alberto Testa, Rossella Brescia, Igor Yebra, Franca Bartolomei, Laura Comi, Gaia Straccamore, Alessandra Amato, Alessandro Riga, Claudio Coviello, Luciano Cannito, Paola Jorio, Margherita Parrilla, Elettra Morini, Alessandra Celentano, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi e tanti altri..

Nel 2006 l’ètoile mondiale Carla Fracci  venne insignita del Premio Internazionale Ginestra d’Oro e in quell’occasione gli venne conferita la “Cittadinanza Onoraria di Marcellina”, evento che vede una targa affissa per ricordare il memorabile evento all’interno dell’edificio del Comune di Marcellina.

Sara Zuccari

Taormina Arte Eleonora Abbagnato in scena con “Giulietta”

Dopo la prima assoluta la scorsa estate al Teatro Romano di Verona, mercoledì 26 luglio il festival Taormina Arte ospiterà un grande evento di musica e danza a cura di Daniele CiprianiGiulietta, omaggio alla piccola grande donna immortalata da William Shakespeare e, dopo di lui, da innumerevoli pittori, musicisti, scrittori, registi e coreografi, che vedrà protagonista Eleonora Abbagnato, direttrice della scuola  e della Compagnia di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e già étoile dell’Opéra di Parigi. Nello spettacolo, in programma in data unica al Teatro Antico di Taormina alle ore 21:30, le arti della musica, della danza e della poesia si uniscono per dipingere a colori – ora delicati, ora vivissimi – un ritratto nuovo e inusuale della più celebre veronese di tutti i tempi.

Ad aprire la serata sarà un lavoro coreografico in cui la danza intreccia uno stretto legame con la poesia, La rose malade di Roland Petit (1973), ispirato alla poesia The Sick Rose di William Blake (1794): un passo a due di amore e di morte sull’Adagietto dalla Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, creato per la leggendaria ballerina russa Maya Plisetskaya. Eleonora Abbagnato, che lo danzerà insieme a Giacomo Castellana, indosserà in questo ambito un bellissimo costume disegnato da Yves Saint Laurent.

A seguire, è in programma una composizione coreografica di Giorgio Mancini sulla West Side Story Suite per due pianoforti di Leonard Bernstein, dal titolo Rainbow, Love & Peace: un lavoro che ha come filo conduttore l’amore in tutte le sue sfaccettature e nel quale, al noto slogan della rivoluzione psichedelica degli Anni ’60, viene aggiunto un elemento che fa riferimento sia all’odierno riconoscimento dei diritti LGBT, sia alla pressante esigenza di ricercare una pace sul nostro pianeta.

West Side Story, celeberrimo musical con coreografie di Robbins, dal quale fu realizzato un film nel 1961 (recentemente rivisitato da Steven Spielberg) trasponeva la vicenda da Verona a New York; il balletto di Mancini, invece non ci parla di amanti provenienti da etnie diverse oppure da famiglie rivali: evoca invece l’amore tra persone dello stesso sesso, andando comunque ‘oltre l’arcobaleno’ per raggiungere una fratellanza più estesa. Molti “Giulietti”, e una “Giulietta”, si fanno rappresentanti dei temperamenti umani (qui sono sei, non più quattro), ognuno simboleggiato da un colore diverso della iconica “Rainbow Flag: danzano Rebecca Bianchi (Rosso-La vita), Simone Agrò (Giallo- La luce), Mattia Tortora (Verde – La natura), Gabriele Consoli (Arancione – La salute), Giacomo Castellana (Blu – La serenità), Ramon Agnelli (Viola- Lo spirito).

Il gran finale, Giulietta, sarà danzato sull’ouverture-fantasia di Ciaikovsky con le coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. anche autori degli intermezzi coreografici Blanc et noir, con musica di Charles Ives, in programma nel corso della serata. La scenografia di quest’ultimo atto è di Michele della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e il disegno luci di Alessandro Caso. Al contempo eterea e sensuale, impalpabile e volitiva, dal fascino senza tempo, Eleonora Abbagnato, rappresenta (piuttosto che un personaggio) “l’idea” di Giulietta quale simbolo dell’amore: amore tra uomo e donna, ma anche tra persone dello stesso sesso; amore tra adolescenti (come nella tragedia di Shakespeare), ma anche tra persone di età diverse. L’étoile danzerà infatti in scena con la figlia undicenne, Julia Balzaretti, che le assomiglia tantissimo e che interpreta una piccola Giulietta dei nostri giorni la quale, specchiandosi e immergendosi in sogni romantici ad occhi aperti, vede riflessa l’immagine della donna innamorata che diventerà. Le sorprese di questo balletto saranno tante: presente, futuro e anche passato (con reminiscenze di Capuleti e Montecchi) si fondono, mentre uno strano angelo custode, scandisce il tempo a giri di bicicletta. Insieme alle due ballerine danzeranno gli stessi coreografi, Riva e Repele.

Sara Zuccari