Eleonora Abbagnato in Serata Preljocaj

Dopo la pausa estiva il sipario torna ad alzarsi al Teatro Costanzi. Dal 13 settembre, per sei sere consecutive fino al 18 settembre, l’appuntamento è con la grande danza. Serata Preljocaj celebra uno dei coreografi più innovativi della scena internazionale con due creazioni di Angelin PreljocajAnnonciation e, in prima assoluta, Nuit romaine.

Protagonisti Eleonora Abbagnato e l’ospite Friedemann Vogel con étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma. Una serata speciale che unisce danza e moda, che segna il ritorno di Preljocaj e una nuova straordinaria collaborazione con l’haute couture di Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior.

La Serata si apre con Annonciation creazione che ha visto la sua prima assoluta all’Opéra de Lausanne nel 1995, vincitrice del «Bessie Award» 1997. Sulle note di Crystal Music di Stéphane Roy e del Magnificat di Vivaldi, Preljocaj porta in scena un momento chiave della cultura cattolica, l’incontro tra la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele. È il primo coreografo ad affrontare il tema dell’Annunciazione su un palcoscenico:

«Mentre numerosi pittori nel corso degli ultimi due millenni non hanno mai cessato di interrogarsi sulla moltitudine di simboli antitetici presenti nell’Annunciazione, – ha dichiarato Angelin Preljocaj – è sorprendente constatare come questo tema così legato al corpo sia quasi rimosso dall’arte coreografica. Ci sono più di venti secoli di iconografia e annunciazioni molto differenti. C’è una grande varietà di sguardi, di gesti, di emozioni. È quasi un fumetto che si può ricostruire e questo mi ha dato l’idea di farne un balletto. Si può raccontare una storia, non solamente un istante bloccato in un’immagine».

La coreografia è ideata per un duo femminile, più complice e intimo rispetto a quello uomo-donna. L’angelo diventa un riflesso della donna e la donna un riflesso dell’angelo, due corpi-specchio. Nel corso delle sei serate Annalisa Cianci e l’étoile Rebecca Bianchi, rispettivamente nel ruolo dell’Arcangelo e di Maria, si alternano con Federica Maine e Giorgia Calenda. Andato in scena all’Opera di Roma per la prima volta nel 2017, è ripreso anche in questa occasione da Claudia De Smet. Le scene sono dello stesso Preljocaj, i costumi di Nathalie Sanson, Eric Soyer riprende le luci di Jacques Chatelet.

Completa e impreziosisce la serata la nuova creazione Nuit romaine. Pensata da Angelin Preljocaj per la compagnia romana durante la pandemia, ha avuto un primo debutto nell’aprile 2022 con la première del film omonimo, proiettato anche lo scorso agosto in occasione del “Cinema Opera” sul piazzale del Teatro. Il film, frutto della collaborazione tra la Maison Dior e la Fondazione capitolina, in sinergia con l’Ambasciata di Francia, è stato girato a Palazzo Farnese. Il 13 settembre al Costanzi si vedrà in prima assoluta il balletto:

«Ho accolto come impegnativa la proposta di trasformare il mio film in un balletto per la scena – confessa Preljocaj, regista e coreografo – di solito avviene il contrario: prima nasce lo spettacolo e poi si pensa di filmarlo, anche per mostrarlo a chi a teatro non può vederlo. Il lavoro è davvero molto interessante, benché complesso. È un’esperienza diversa per me e anche il risultato sarà diverso».

I protagonisti sono la guest star Friedemann Vogel ed Eleonora Abbagnato. Sarà lei, come nel film nel ruolo della dea della notte Nox, a guidare lo spettatore attraverso la successione di quadri coreografici molto diversi tra loro concepiti da Angelin Preljocaj. Le musiche partono da Vivaldi e Händel a Bach, passano per Schubert e Rossini, per arrivare a Wagner e Ligeti fino ai Daft Punk. Le étoiles Alessandra AmatoRebecca BianchiSusanna Salvi Alessio Rezza, i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma interagiranno con la dea Nox. Tutti gli artisti in scena indossano oltre cento costumi firmati da Maria Grazia Chiuri per la Maison Dior. La fusione tra le capacità virtuose degli atelier Dior e quelle del Teatro dell’Opera di Roma ha ricoperto un ruolo fondamentale nel design. Drappeggi e plissettature fatte a mano rivelano tutta la loro delicatezza su cappe e abiti. Intarsi di pizzo, miriadi di perline e sfumature di colori, costumi dipinti a mano disegnati come trompe l’oeil, tutti esempi di eccellenza del linguaggio creativo e artigianale della Maison e della sua Direttrice Artistica, danno vita a effetti spettacolari. Le scene sono firmate da Andrea Miglio, le luci da Eric Soyer.

Dopo la “prima” di martedì 13 settembre (ore 20.00), lo spettacolo torna in scena per cinque repliche consecutive: mercoledì 14 (20.00), giovedì 15 (20.00), venerdì 16 (20.00), sabato 17 (18.00) e domenica 18 (16.30). Le musiche di Serata Preljocaj sono su base registrata.

Sara Zuccari

IL Teatro alla Scala riparte con due grandi balletti

Mentre prosegue la campagna abbonamenti per la nuova Stagione di Balletto 2022 – 2023, la Compagnia si prepara a suggellare la programmazione in corso con un capolavoro coreografico di John Cranko: dal 14 al 26 settembre tornerà in scena Onegin, esempio perfetto di moderno “dramma in danza” ispirato al romanzo in versi di Aleksandr Puškin¸ che Cranko riscrisse con maestria e sensibilità.  Onegin vedrà nuovamente protagonista la nostra étoile Roberto Bolle assieme a Marianela Nuñezprincipal del Royal Ballet, in quattro delle nove rappresentazioni in cui si alterneranno  gli artisti di punta della Compagnia.

In occasione di questa produzione, il 13 settembre è previsto l’usuale appuntamento per il ciclo Prima delle prime – Balletto:  Alfio Agostini introdurrà il balletto di Cranko incontrando il pubblico su Il recitar danzando. Il 20 settembre, prima della recita, si svolgerà un nuovo incontro del ciclo “Il benessere in scena”, organizzato in collaborazione con Guna: medici, studiosi e artisti dialogano sul tema della fruizione dell’arte e della sua influenza benefica sull’equilibrio psico-fisico della persona.

A settembre e ottobre il Balletto esce dalla Scala per incontrare la città e i cittadini,  e ripartire assieme verso una nuova stagione di danza, con i primi ballerini, i solisti e gli artisti del Corpo di Ballo che ne saranno i protagonisti, e programmi appositamente strutturati dal Direttore Manuel Legris  per metterne in evidenza la versatilità in brani ed estratti da titoli classici e moderni.

Dal 27 settembre al 1 ottobre, il Corpo di Ballo sarà infatti tra i protagonisti di La Scala in città, che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha riscosso grande entusiasmo e ampissima partecipazione. I programmi della edizione 2022 saranno presto comunicati.

Dal 6 al 9 ottobre appuntamento al TAM – Teatro Arcimboldi Milano per rinnovare la collaborazione che lo scorso anno ha visto la Compagnia tornare a danzare su questo importante palcoscenico cittadino: i primi ballerini al gran completo – Antonella Albano, Martina Arduino, Nicoletta Manni, Alice Mariani,  Virna Toppi, Marco Agostino, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Nicola Del Freo –  i solisti e gli artisti del Corpo di Ballo tornano al TAM con Variazioni di bellezza: tra classici, recenti creazioni e balletti di fresca acquisizione in repertorio, un viaggio nella bellezza della danza e  nelle sue variazioni stilistiche, nelle diverse anime della compagnia scaligera, che omaggia la tradizione e si apre alle più interessanti espressioni contemporanee. In scena balletti di Marius Petipa, Manuel Legris, Patrick de Bana, Natalia Horecna, András Lukács

Sara Zuccari

Eleonora Abbagnato in Serata Preljocaj al Teatro dell’Opera di Roma

In programma due coreografie a firma Angelin PreljocajAnnonciation, coreografia splendida e ormai classica del coreografo franco-albanese, su musiche di Antonio Vivaldi e di Stéphane Roy, già proposta nel 2017 dal corpo di ballo capitolino, e Nuit Romaine, una nuova creazione che unisce moda, musica e danza e che vede in scena Eleonora Abbagnato, Direttrice del balletto del Teatro dell’Opera di Roma, accanto al ballerino étoile Friedemann Vogel.

Annonciation, duetto al femminile creato nel 1995 da Angelin Preljocaj, racconta, attraverso il confronto tra due interpreti, la vicenda dell’annunciazione e del confronto tra l’angelo Gabriele e la vergine Maria.

Nuit Romaine ha un concept che si avvicina al riuscito esperimento di Nuit Blanchepresentato nel 2019 nell’ambito della Serata Philip Glass: in entrambi i casi si tratta di un progetto che unisce moda, musica e danza e che vede protagonisti in scena Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel accanto al corpo di ballo con i costumi creati da Maria Grazia Chiuri della Maison Dior.

Il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma è in scena al Teatro Costanzidal 13 al 18 settembre 2022 con Serata Preljocaj.

Sara Zuccari

Alessandra Ferri, una stella a Civitanova Danza

Una vera e propria festa della danza per la conclusione della ventinovesima edizione del Festival Civitanova Danza – dedicato al maestro Enrico Cecchetti, promosso da Comune di Civitanova, Azienda Teatri di Civitanova e Amat con il sostegno di Regione Marche e MiC – giovedì 4 agosto, con Alessandra Ferri, icona della danza mondiale che celebra i quarant’anni di carriera interpretando Winnie in L’heure exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett. Accanto a lei sul palcoscenico del teatro Rossini, sommersa qui non dalla famosa collina di sabbia bensì da una montagna di vecchie scarpette da punta, il talentuoso danzatore del Royal Ballet Thomas Whitehead.

“Non ho avuto dubbi, ho sentito che era quello il ruolo che cercavo. Per me un altro personaggio femminile – dichiara Alessandra Ferri -, come sono state Virginia Woolf, Eleonora Duse e la Léa di Chéri, donne straordinarie che appartengono a questo secondo capitolo della mia vita. Nel 2021 sono 40 anni da quando sono entrata al Royal Ballet a Londra iniziando così il mio viaggio artistico. Per celebrare e festeggiare con il pubblico questo traguardo cercavo un ruolo significativo, mai interpretato, giusto ed emozionante per l’artista che sono ora. Riordinando il mio archivio ho trovato una pagina che parlava di un lavoro di Maurice Béjart basato su uno straordinario testo di Samuel Beckett, Giorni Felici. Un caso? Mi piace pensare piuttosto a un “segno”, una concatenazione di date, anniversari, emozioni: ho scoperto che nel 2021 saranno 60 anni da quando Beckett scrisse il famoso play. Il ruolo della protagonista, immaginato da Béjart nel 1998 è assolutamente fantastico, la sua Winnie è una ballerina âgée che nella sua malinconica solitudine vive nei gioiosi ricordi dei suoi giorni felici, il suo Willy, è un suo ex-partner e la famosa collina di sabbia che la sommerge è una montagna di vecchie scarpette da punta”.

Tutti i grandi musicisti hanno fatto delle “variazioni“ su un tema di un altro grande. Variazioni di Brahms su un tema di Haydn, di Chopin su un tema di Mozart, di Beethoven su Diabelli, e così via. Io – scriveva Maurice Bèjart – mi sono permesso di lavorare su una pièce tra le più importanti del ventunesimo secolo, Oh,les beaux jours!. In verità non si tratta di un adattamento danzato ma di un lavoro di composizione fedele allo spirito dell’autore e tuttavia nel contesto di una creatività puramente astratta e coreografica. La musica è un montaggio su temi di Webern in primo luogo, ma anche di Mahler e di Mozart. I pochi testi sono delle parole pronunciate da una ballerina nel momento della danza o del riposo. Infine il silenzio: l’elemento principe di questa liturgia”.

Sara Zuccari

Alla Scala torna “Giselle” con Jacopo Tissi ospite speciale

Dal 9 al 16 luglio ‘Giselle’ riabbraccia il suo pubblico e il Corpo di Ballo si congeda prima della pausa estiva con una produzione che fa parte dalla sua storia e di queste recenti stagioni di ripresa: primo titolo che ha inaugurato nuovamente l’attività di trasferte del Teatro alla Scala (ad aprile al Teatro Comunale di Bologna), balletto che ha segnato un indimenticabile momento di incontro con Carla Fracci e il suo ultimo saluto al palcoscenico scaligero prima della sua scomparsa.  La coreografia di Coralli-Perrot torna sul palcoscenico scaligero, nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come ‘Giselle’ ha esaltato la tradizione classica.

Torna dunque in scena fino al 16 “Giselle”, datato 1841, firmato da Jean Coralli e Jules Perrot su musiche di Adolphe-Charles Adam e proposto nella classica versione di Yvette Chauviré. Alla coppia protagonista della prima di stasera, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, seguiranno tutti i primi ballerini della Scala (Nicoletta Manni, Martina Arduino, Nicola Del Freo, Vittoria Valerio, Claudio Coviello, Virna Toppi, Marco Agostino), con la partecipazione, il 12 e il 15, in coppia con Manni, di un ospite speciale: Jacopo Tissi, cresciuto al Piermarini e tornato in Italia dopo un’esperienza al top al Bol’šoj e una drammatica fuga da Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.

Giselle è tra i più classici e iconici balletti dell’ottocento. Il libretto è opera dello scrittore Théophile Gautier e le musiche sono di Adolphe-Charles Adam. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra feste contadine e lo stuolo delle Willi, affascinanti e spietate, che da sempre commuove e affascina il pubblico, col contrasto tra il mondo solare dei vivi e quello oscuro degli spiriti.

Titolo eterno, in più di due secoli di storia questo balletto rappresenta per gli artisti che lo danzano un’occasione  unica per comprendere la relazione tra tecnica, pantomima e espressività: avere avuto in sala ballo un anno fa Carla Fracci ha dato agli artisti scaligeri una possibilità di approfondimento straordinaria su cui, con emozione, tornare a riflettere preparandoci alle attuali recite. Un viaggio nella femminilità e nel rapporto odierno con il balletto romantico al quale ogni ‘nostra’ ‘Giselle’ darà il suo speciale, intimo tocco.

Sara Zuccari

Festival Internazionale della Danza e delle Danze

Giovedì 7 luglio si dà inizio a Nepi, alla sesta edizione del Festival Internazionale della Danza e delle Danzefondato da Paolo Tortelli e Maria Pia Liotta, organizzato da Alta Classe Accademia dello Spettacolo, sotto la direzione artistica di Maria Pia Liotta e con il patrocinio del Comune di Nepi e dell’AFI (Associazione Fonografici Italiana). Giorni di grandi esibizioni con ospiti prestigiosi e rappresentanti autorevoli del settore tersicoreo.

La serata di giovedì 7 luglio è riservata, per la prima volta, a una masterclass di Danza Storica. Infatti, la direttrice artistica del Festival Internazionale della Danza e delle Danze Maria Pia Liotta, ha deciso, per questa nuova edizione, di dedicare una intera serata alla Danza Storica, regalando momenti di apprendimento e momenti di grande spettacolo a tutti gli appassionati della disciplina proprio con una Masterclass con uno  dei più apprezzati Maestri Internazionali del settore Nino Graziano Luca. Saranno insegnate quadriglie, valzer, contraddanze e danze regency, tratte dai più celebri manuali storici, trascritte dai film in costume storico. Alla fine della masterclass, il Castello di Nepi si trasformerà in un Salone ideale delle Feste per il “Gran Ballo del Festival Internazionale della danza e delle danze” con Nino Graziano Luca nei panni di maestro di cerimonia.

Grande attesa, invece, per la seconda serata del Festival, venerdì 8 luglio, che quest’anno, sempre in onore di Carla Fracci, da sempre sostenitrice del Festival, sin dalla sua prima edizione, verrà presentata, in anteprima Mondiale, “Pesci nella rete”, una creazione del maestro Beppe Menegatti con protagonista Alma Manera. Al pianoforte Kozeta Prifti e musiche di J. Sebastian Bach, G. Puccini, G. kurtàg, G. D’Anzi, Tito Manlio e testi di Jànos Pilinszky. La serata continua, poi, con i danzatori della Experience Dance Company con “Chorus Line” con coreografie di Matteo Addino.

Come ormai da tradizione, durante la seconda serata, ritorna lo spazio dedicato al cinema con la consegna del premio “Schiaccianoci d’oro” sezione “Visioni in Movimento”, alla presenza di una giuria prestigiosa e del Presidente di Giuria il produttore Sergio Giussani e dal Presidente Onorario Fabrizio Del Noce. Special Guest della serata Franco Nero. 

Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni, il Festival, nelle tre serate del 7, 8 e 9 luglio, è una grande maratona della danza e garantisce un programma vasto, innovativo di grande apertura di spirito e di sicura qualità artistica. Il direttore del Festival, Maria Pia Liottacome sempre guarda al futuro, proponendo anche quest’anno sulla scena italiana uno spettacolo che, basato sulla solida struttura del balletto tradizionale, si apre verso nuovi stili e cresce verso le varie discipline della danza, dal classico al contemporaneo, dal tango ai balli caraibici e latino americani. Un progetto unico nel suo genere, quindi un incontro internazionale di danza e danzatori nelle varie tecniche e discipline, con l’obiettivo di coinvolgere tutti gli operatori del settore per uno scambio culturale.

A rappresentare le varie discipline nelle tre serate in programma la massima espressione della danza, grandi stelle di chiara fama, ognuna protagonista indiscussa nel proprio genere. Quest’anno il Premio “Carla Fracci per i giovani” verrà consegnato proprio durante la serata finale del Festival dal maestro Beppe Menegatti. Il nome del vincitore verrà reso noto durante la serata.  Curiosità e interesse per l’arrivo di Sergio Bernal Alonso, star mondiale della danza e primo ballerino del Ballet Nacional de Espana. La sua sarà una esibizione che impressionerà anche i neofiti della danza dal titolo “Zapateado”.  Il Festival si colora di ritmo, allegria, sonorità brasiliane con una squadra rivoluzionaria di danzatori, “Le Cacao Meravigliao”, capitanata da Marcia Sedoc, l’originale, quella di “Indietro Tutta” di Renzo Arbore. E, poi tanta qualità con le eccellenze del corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Lubiana diretto da Renato Zanella, con i primi ballerini del Balletto del Sud, diretto da Fredy Franzutti e con Simone Agrò del Teatro dell’Opera di Roma. Ancora, durante le serate del Festival, si alterneranno sul palco: la Experience Dance CompanyAnastasia Kuzmina e Luca Favilla, Roberta Beccarini e Pablo Garcia con il tango, La Compagnia di Danza Storica, diretta da Nino Graziano Luca. A completare la serata le magiche e emozionanti interpretazioni di Alma Manera e il recital di Placido Domingo junior. Al pianoforte Kozeta Prifti. Le serate sono condotte da Beppe Convertini e da Maria Elena Fabi. Alla presenza della madrina Giusy Versace.

Durante l’ultima serata del Festival ritorna il premio “Schiaccianoci d’Oro”, istituzionalizzato nella prima edizione del Festival. A grandi artisti, a esponenti autorevoli del settore, un riconoscimento per la loro fedele dedizione ad un’arte, quale la danza, e che hanno fatto della danza la loro espressione di vita. Il premio è stato creato dall’artista Enrico Manera. Quest’anno i premiati: Liliana Cosi, il Teatro dell’Opera e del Balletto di Lubiana con la presenza del direttore artistico del Corpo di ballo Renato Zanella, Lia Calizza, Fredy Franzutti, Gai Mattiolo, Sergio Bernal Alonso, Matteo Addino, Simone Agrò, Sara Zuccari, Franco Nero. Sarà presente l’ambasciatore della Slovenia in Italia, S.E. Tomaž Kunstelj, con una delegazione istituzionale. Radio ufficiale del Festival Radio Radio.

Sara Zuccari

Al via il Premio Ginestra d’Oro 2022

Lunedì 4 luglio alle ore 19.00, presso la sala consiliare del Comune di Marcellina ,  si svolgerà  la 22°esima edizione del Premio Internazionale Ginestra d’Oro, riconoscimento annuale dedicato al mondo della danza e della cultura,  negli anni sono stati insigniti più di 100 personalità portando lustro e successo in ventidue anni di edizioni al Comune di Marcellina  diventando uno degli eventi più seguiti dell’area della sabina e della Valle dell’Aniene.

Festival Marcellina in Danza 2edizione

La kermesse si svolgerà in una delle serate del “Festival Marcellina in Danza” 2 edizione, che si svolgerà da venerdì 1 luglio a lunedì 4 luglio 2022. Il festival si articola in svariati momenti che vedono protagonista la danza e il balletto a 360 gradi: stage, lezioni, conferenze, spettacoli, proiezioni, rassegna e la serata di gala del premio. Venerdì 1 luglio sarà il giorno dedicato alla formazioni dei ragazzi con stage, lezioni  e incontri, aperti al pubblico. Sabato 2 luglio andrà in scena il consueto Spettacolo di fine anno degli allievi dell’Accademia La gioia di Danzare – Balletto di Marcellina , alle ore 21.00 presso Piazza Santa Maria delle Grazie,  per l’occasione queat’anno la scuola di danza  festeggerà il 25 anniversario di attività. Per concludere lunedì 4 luglio si consegneranno gli ambiti  Premi Ginestra d’Oro 2022, alle ore 19.00 presso l’Aula Consiliare del Comune di Marcellina e per l’occasione ricorderemo l’étoile Carla Fracci, recentemente scomparsa, come cittadina onoraria di Marcellina dal 2006.

Premio Ginestra d’Oro e la sua storia

Il premio, che nasce per iniziativa – dell’Associazione Culturale La Gioia di Danzare-  presieduta  con il patrocinio del Comune di Marcellina e del Giornale della Danza, nel corso delle precedenti edizioni il premio Internazionale Ginestra d’Oro è stato conferito a personalità di spicco di livello internazionale del mondo della danza e del balletto, per citarne alcuni, come: Carla Fracci, Raffaella Carrà, Roberto Bolle, Giuseppe Picone, Raffaele Paganini, Don Lurio, Fabrizio Mainini, Misha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Valter Zappolini, Andrè De La Roche, Silvio Oddi, Kledi Kkadiu, Ugo dell’Ara, Alberto Testa, Petra Conti, Rossella Brescia, Igor Yebra, Franca Bartolomei, Laura Comi, Francesco Ventriglia, Gaia Straccamore, Alessandra Amato, Alessandro Riga, Claudio Coviello, Luciano Cannito, Paola Jorio, Margherita Parrilla, Elettra Morini, Alessandra Celentano, Carmen Russo e Enzo Paolo Turchi.

I premiati sono sempre stati nominati da una giuria presieduta da Emilio Carelli e direttore artistico, ne fanno parte  il sindaco di Marcellina Alessandro Lundini e l’assessore alla cultura Alessandra Danieli, Paola Saluzzi, Stefania Fiorucci, Alessandra Paoloni, Mauro Meucci,  Pino Passacantilli, Rita Celanetti, Gino Ferretta, Marcello Santarelli, Laura Rossetti, Gian Domenico Meucci e Rossano Balzotti.

Carla Fracci Cittadina Onoraria di Marcellina

Nel 2006 l’ètoile mondiale Carla Fracci  venne insignita del Premio Internazionale Ginestra d’Oro e in quell’occasione gli venne conferita la “Cittadinanza Onoraria di Marcellina”, evento che vede una targa affissa per ricordare il memorabile evento all’interno dell’edificio del Comune di Marcellina.

Sara Zuccari

Grandi ritorni al Teatro alla Scala: Alessandra Ferri e Wayne McGregor

Dopo l’eccezionale successo del suo balletto Woolf Works nel 2019, Wayne McGregor torna al Teatro alla Scala nel giugno del 2022 con AfteRite + LORE, un dittico di lavori che reimmaginano le iconiche opere di Igor’ Stravinskij Le Sacre du printemps e Les noces .

AfteRite vedrà il ritorno di Alessandra Ferri (nelle recite del 24, 29 giugno, 6 e 7 luglio) alla Scala di cui è stata prima ballerina assoluta, e che ha creato il ruolo della Madre in occasione della prima all’American Ballet Theatre nel 2018 (fu anche protagonista in Woolf Works), mentre il secondo titolo, LORE, sarà una prima mondiale creata da McGregor sui ballerini della Compagnia scaligera.

Originariamente ispirato a “Silent Spring” – fondamentale libro di Rachel Carson sull’impatto dei pesticidi prodotti dall’uomo sulla natura – AfteRite è ambientato in un arido paesaggio alieno che evoca il clima estremo del deserto di Atacama in Cile, dove una colonia di esseri umani lotta per il cibo e la sopravvivenza contro una natura inesorabile. Nella rivisitazione moderna di McGregor, la storia del sacrificio rituale di Stravinskij viene rivisitata dal punto di vista della Madre, che deve scegliere ciò che ha di più caro e ciò che è disposta a perdere.

Raccolta di frammenti tratti da rituali nuziali della tradizione slava,  Les noces  di Stravinskij fu composta dieci anni dopo il suo capolavoro modernista La Sagra. Scritto per quattro pianoforti, quattro voci,  percussioni e  coro,  evidenzia il procedere di Stravinskij verso un suono più meccanico e impersonale – un senso della vita umana guidato da un potere esterno. In LORE – il titolo si riferisce a un corpus collettivo di conoscenze, tradizioni popolari e storie – McGregor esplora il difficile connubio degli esseri umani con la natura e la tecnologia attraverso un prisma di rituali frammentati che si intrecciano tra tempi e tradizioni. Le consuetudini si spezzano, si intrecciano e rinascono mentre una generazione lascia il posto a un’altra, il sacro si ricostituisce continuamente. Scartiamo e ricordiamo.

Nato nel 1970, il pluripremiato coreografo e regista britannico Wayne McGregor è noto a livello internazionale per le innovazioni pionieristiche nella performance che hanno radicalmente ridefinito la danza nell’era moderna. Spinto da un’insaziabile curiosità per il movimento e il suo potenziale creativo, i suoi esperimenti lo hanno portato a collaborare con una varietà di discipline artistiche, scientifiche e tecnologiche. Le opere sorprendenti e multidimensionali nate da queste interazioni hanno proiettato McGregor in una posizione di primo piano nelle arti contemporanee da quasi trent’anni.

Sara Zuccari

Laurent Hilaire nuovo Direttore del Bayerisches Staatsballett

Nel maggio 2022 Laurent Hilaire è stato annunciato come Direttore della Bayerisches Staatsballett.

Nel 1979, diplomato alla scuola dell’Opera di Parigi, Laurent Hilaire è entrato a far parte del Balletto dell’Opera di Parigi. Nel 1985, è nominato “Etoile” da Rudolf Noureev dopo un’esibizione del Lago dei cigni. Il suo repertorio comprendeva i ruoli principali in balletti di Pierre Lacotte, George Balanchine, Jerome Robbins, Serge Lifar, Rudolf Nureyev, Mikhail Fokine, Kenneth MacMillan, Roland Petit, Maurice Bejart, Merce Cunningham, Jiří Kylián, William Forsythe, Angelin Preljocaj, tra gli altri .

È stato solista ospite del Royal Ballet di Londra, del Teatro alla Scala di Milano, dell’American Ballet Theatre, dell’Australian Ballet, del Balletto della Staatsoper di Berlino. I suoi partner permanenti erano Sylvie Guillem, Isabelle Guérin, Elisabeth Platel, Altinai Assylmouratova, Darcey Bussel, Alessandra Ferri e Svetlana Zakharova.

Dal 2005 ha ricoperto la carica di maestro di balletto al Balletto dell’Opera di Parigi. Ha lavorato a balletti di Jerome Robbins, Pierre Lacotte, Rudolf Nureyev, Serge Lifar, George Balanchine, Maurice Bejart, Angelin Preljoicaj, Jiří Kylián, William Forsythe, Anne Teresa De Keersmaeker, Alexei Ratmansky, tra gli altri.

Nel 2011 è stato nominato “Maître de ballet associé à la direction de la danse”. Successivamente ha lavorato a stretto contatto con Brigitte Lefèvre, direttrice artistica del Balletto dell’Opera di Parigi. In questa posizione ha preso parte alla progettazione creativa del repertorio del balletto ed è stato responsabile dell’intero processo di produzione del Balletto dell’Opera di Parigi.

Come maestro di ballo ha lavorato anche con il National Ballet of Canada, il Teatro dell’Opera di Roma, il Royal Swedish Ballet, La Scala di Milano, la Shanghai Ballet Company ecc.

Dal 2017 al 2022 è stato nominato direttore artistico dello Stanislavsky Ballet. Sotto la sua direzione sono entrati balletti di Alexander Ekman, Serge Lifar, William Forsythe, George Balanchine, Paul Taylor, Jacques Garnier, Marco Goecke, Ohad Naharin, Johan Inger, Trisha Brown, Angelin Preljocaj, Sharon Eyal, Andrei Kaidanovsky, Max Sevaguin, Hofesh Schechter il repertorio del Teatro Stanislavsky.

Nel 2018 e nel 2019 lo Stanislavsky Ballet ha ricevuto il premio “Golden Mask” rispettivamente come miglior balletto classico e miglior balletto contemporaneo dell’anno in Russia. Nel febbraio 2022 si è dimesso dalla carica di direttore artistico dello Stanislavsky Ballet.
Ulteriori premi includono: Benois de la Danse (2004, 2007), Chevalier de la Légion d’honneur (2004), Commandeur des Arts et des Lettres (2007), Médaille de la Renaissance française (2019).

Sara Zuccari

A Cesena “Giselle” dell’Ukrainian Classical Ballet

Con la rappresentazione di Giselle dell’Ucrainian Classical Ballet, fuori programma previsto giovedì 19 maggio (ore 21.00) al Teatro Bonci di Cesena, ERT / Teatro Nazionale risponde all’appello del corpo di ballo ucraino che allo scoppio del conflitto e fino al 14 marzo scorso era impegnato in una tournée in Francia: i 55 artisti della compagnia si sono rivolti ai teatri italiani per avere l’opportunità di prolungare la permanenza nell’Europa occidentale, evitando di essere costretti al rientro e alla inattività nel proprio paese in guerra e allo stesso tempo continuando a sostenere economicamente i propri cari rimasti a casa.

L’arrivo in Italia dell’Ukrainian Classical Ballet, che riunisce i migliori ballerini provenienti dai principali teatri del Paese (Opera Nazionale dell’Ucraina, Teatro Taras Shevchenko, Teatro del Opera e balletto di Odessa, Teatro Accademico di Kharkiv e Opera Nazionale di Lviv) e conta come solisti le étoiles Olga Golitsya e Yan Vana, è stato reso possibile da una rete di solidarietà partita dalla città di Ferrara a cui hanno aderito 10 teatri che ne ospiteranno le performance. In Romagna, al Teatro Galli di Rimini, il 18 maggio alle ore 21 gli artisti metteranno in scena Don Chisciotte. Le prevendite sono aperte da mercoledì 27 aprile.

Giselle, balletto in due atti con la coreografia di Jules Perrot, Jean Coralli e Marius Petipa e le musiche di Adolphe Adam, è considerato l’apice del repertorio dell’Ottocento romantico europeo, uno dei più amati dai ballerini e dal pubblico di tutto il mondo.  Il libretto si basa sulla leggenda delle Villi, spiriti delle giovani morte prima del matrimonio, che non hanno potuto realizzare il loro sogno di felicità. Quando cala la notte, si dice che escano dalle loro tombe e costringano i giovani viandanti a danzare fino a che non muoiono per la stanchezza.
Il primo a scriverne è il poeta tedesco Heinrich Heine; poi l’autore francese Théophile Gautier, che insieme a Henri de Saint-Georges adatta la storia. La musica è di Adolphe Adam, celebre compositore per opere liriche e balletto. La coreografia è affidata a Jean Coralli ma i passi della prima ballerina, l’italiana Carlotta Grisi al suo debutto parigino nel 1841, sono curati da Jules Perrot.

Nel 1880 Marius Petipa, fratello di Lucien Petipa, il primo interprete, ne rivede la coreografia adattandola alla tradizione della scuola russa e crea una sua produzione che debutta a San Pietroburgo.
Il merito del successo del titolo nel Novecento è da attribuirsi soprattutto alla produzione dei Balletti russi di Sergej Djagilev.

Sara Zuccari