Milano, il Teatro alla Scala in città

Dal 27 settembre al 1 ottobre, il Corpo di Ballo sarà infatti tra i protagonisti di ‘La Scala in città’, che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha riscosso grande entusiasmo e ampissima partecipazione.

Dal 6 al 9 ottobre appuntamento al TAM – Teatro Arcimboldi Milano per rinnovare la collaborazione che lo scorso anno ha visto la Compagnia tornare a danzare su questo importante palcoscenico cittadino: i primi ballerini al gran completo (Antonella Albano, Martina Arduino, Nicoletta Manni, Alice Mariani, Virna Toppi, Marco Agostino, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Nicola Del Freo) i solisti e gli artisti del Corpo di Ballo tornano al TAM con ‘Variazioni di bellezza’: tra classici, recenti creazioni e balletti di fresca acquisizione in repertorio, un viaggio nella bellezza della danza e nelle sue variazioni stilistiche, nelle diverse anime della compagnia scaligera, che omaggia la tradizione e si apre alle più interessanti espressioni contemporanee. In scena balletti di Marius PetipaManuel Legris, Patrick de BanaNatalia HorecnaAndrás Lukács.

Quattro serate gratuite in quattro location diverse in giro per la città e nel teatro, per far appassionare il pubblico milanese.

27 settembre alle ore 20.30  Arena Milano Est Al Martinitt in Via Riccardo Pitteri, 60

28 settembre  alle 20.30 ai Bagni Misteriosi in Via Carlo Botta, 18

29 settembre alle 20.30 Allianz Cloud in Piazza Carlo Stuparich, 1

1 Ottobre alle 20 al Teatro alla Scala

Sara Zuccari

IL Teatro alla Scala riparte con due grandi balletti

Mentre prosegue la campagna abbonamenti per la nuova Stagione di Balletto 2022 – 2023, la Compagnia si prepara a suggellare la programmazione in corso con un capolavoro coreografico di John Cranko: dal 14 al 26 settembre tornerà in scena Onegin, esempio perfetto di moderno “dramma in danza” ispirato al romanzo in versi di Aleksandr Puškin¸ che Cranko riscrisse con maestria e sensibilità.  Onegin vedrà nuovamente protagonista la nostra étoile Roberto Bolle assieme a Marianela Nuñezprincipal del Royal Ballet, in quattro delle nove rappresentazioni in cui si alterneranno  gli artisti di punta della Compagnia.

In occasione di questa produzione, il 13 settembre è previsto l’usuale appuntamento per il ciclo Prima delle prime – Balletto:  Alfio Agostini introdurrà il balletto di Cranko incontrando il pubblico su Il recitar danzando. Il 20 settembre, prima della recita, si svolgerà un nuovo incontro del ciclo “Il benessere in scena”, organizzato in collaborazione con Guna: medici, studiosi e artisti dialogano sul tema della fruizione dell’arte e della sua influenza benefica sull’equilibrio psico-fisico della persona.

A settembre e ottobre il Balletto esce dalla Scala per incontrare la città e i cittadini,  e ripartire assieme verso una nuova stagione di danza, con i primi ballerini, i solisti e gli artisti del Corpo di Ballo che ne saranno i protagonisti, e programmi appositamente strutturati dal Direttore Manuel Legris  per metterne in evidenza la versatilità in brani ed estratti da titoli classici e moderni.

Dal 27 settembre al 1 ottobre, il Corpo di Ballo sarà infatti tra i protagonisti di La Scala in città, che lo scorso anno, alla sua prima edizione, ha riscosso grande entusiasmo e ampissima partecipazione. I programmi della edizione 2022 saranno presto comunicati.

Dal 6 al 9 ottobre appuntamento al TAM – Teatro Arcimboldi Milano per rinnovare la collaborazione che lo scorso anno ha visto la Compagnia tornare a danzare su questo importante palcoscenico cittadino: i primi ballerini al gran completo – Antonella Albano, Martina Arduino, Nicoletta Manni, Alice Mariani,  Virna Toppi, Marco Agostino, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Nicola Del Freo –  i solisti e gli artisti del Corpo di Ballo tornano al TAM con Variazioni di bellezza: tra classici, recenti creazioni e balletti di fresca acquisizione in repertorio, un viaggio nella bellezza della danza e  nelle sue variazioni stilistiche, nelle diverse anime della compagnia scaligera, che omaggia la tradizione e si apre alle più interessanti espressioni contemporanee. In scena balletti di Marius Petipa, Manuel Legris, Patrick de Bana, Natalia Horecna, András Lukács

Sara Zuccari

Alla Scala torna “Giselle” con Jacopo Tissi ospite speciale

Dal 9 al 16 luglio ‘Giselle’ riabbraccia il suo pubblico e il Corpo di Ballo si congeda prima della pausa estiva con una produzione che fa parte dalla sua storia e di queste recenti stagioni di ripresa: primo titolo che ha inaugurato nuovamente l’attività di trasferte del Teatro alla Scala (ad aprile al Teatro Comunale di Bologna), balletto che ha segnato un indimenticabile momento di incontro con Carla Fracci e il suo ultimo saluto al palcoscenico scaligero prima della sua scomparsa.  La coreografia di Coralli-Perrot torna sul palcoscenico scaligero, nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come ‘Giselle’ ha esaltato la tradizione classica.

Torna dunque in scena fino al 16 “Giselle”, datato 1841, firmato da Jean Coralli e Jules Perrot su musiche di Adolphe-Charles Adam e proposto nella classica versione di Yvette Chauviré. Alla coppia protagonista della prima di stasera, Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, seguiranno tutti i primi ballerini della Scala (Nicoletta Manni, Martina Arduino, Nicola Del Freo, Vittoria Valerio, Claudio Coviello, Virna Toppi, Marco Agostino), con la partecipazione, il 12 e il 15, in coppia con Manni, di un ospite speciale: Jacopo Tissi, cresciuto al Piermarini e tornato in Italia dopo un’esperienza al top al Bol’šoj e una drammatica fuga da Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina.

Giselle è tra i più classici e iconici balletti dell’ottocento. Il libretto è opera dello scrittore Théophile Gautier e le musiche sono di Adolphe-Charles Adam. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra feste contadine e lo stuolo delle Willi, affascinanti e spietate, che da sempre commuove e affascina il pubblico, col contrasto tra il mondo solare dei vivi e quello oscuro degli spiriti.

Titolo eterno, in più di due secoli di storia questo balletto rappresenta per gli artisti che lo danzano un’occasione  unica per comprendere la relazione tra tecnica, pantomima e espressività: avere avuto in sala ballo un anno fa Carla Fracci ha dato agli artisti scaligeri una possibilità di approfondimento straordinaria su cui, con emozione, tornare a riflettere preparandoci alle attuali recite. Un viaggio nella femminilità e nel rapporto odierno con il balletto romantico al quale ogni ‘nostra’ ‘Giselle’ darà il suo speciale, intimo tocco.

Sara Zuccari

Roberto Bolle and Friends tutte le tappe

Da Milano a Taormina, ecco tutte le date dei prossimi appuntamenti con il Gala Roberto Bolle and Friends!
Il pubblico avrà ancora una volta un’occasione imperdibile per vedere sullo stesso palco l’étoile dei due mondi Roberto Bolle con star internazionali della danza, un vero e proprio viaggio attraverso la bellezza e la magia di questa forma d’arte.
Roberto Bolle non è solo interprete ma anche Direttore Artistico dei suoi Gala, che sono diventati uno straordinario strumento di diffusione della danza e delle sue eccellenze ad un pubblico trasversale, composto da migliaia di appassionati e non solo.
Forte della sua esperienza sui palcoscenici più importanti del mondo, Bolle riesce a rendere ognuno di questi spettacoli unico nel suo genere ricreando un’atmosfera magica che celebra la bellezza e l’eleganza della danza.
Accanto a lui alcuni ballerini appartenenti alle più importanti compagnie di danza internazionali per realizzare un programma sorprendente, in grado di affascinare un numero di spettatori sempre più vasto ed eterogeneo. Roberto Bolle, protagonista assoluto della danza, infrange costantemente i tabù che costringono il balletto ad arte di nicchia portando sullo stesso palco grandi classici e coreografie nuove e innovative scegliendo di esibirsi con il meglio della danza mondiale.

 Gala Roberto Bolle and Friends le date:

MILANO, Teatro degli Arcimboldi – dal 18 al 26 giugno 2022
ROMA, Terme di Caracalla – dal 12 al 14 luglio 2022
FIRENZE, Piazza SS. Annunziata – 16 luglio 2022
ARENA DI VERONA – 20 luglio 2022
GENOVA, Parchi di Nervi – 27 luglio 2022

Sara Zuccari

Grandi ritorni al Teatro alla Scala: Alessandra Ferri e Wayne McGregor

Dopo l’eccezionale successo del suo balletto Woolf Works nel 2019, Wayne McGregor torna al Teatro alla Scala nel giugno del 2022 con AfteRite + LORE, un dittico di lavori che reimmaginano le iconiche opere di Igor’ Stravinskij Le Sacre du printemps e Les noces .

AfteRite vedrà il ritorno di Alessandra Ferri (nelle recite del 24, 29 giugno, 6 e 7 luglio) alla Scala di cui è stata prima ballerina assoluta, e che ha creato il ruolo della Madre in occasione della prima all’American Ballet Theatre nel 2018 (fu anche protagonista in Woolf Works), mentre il secondo titolo, LORE, sarà una prima mondiale creata da McGregor sui ballerini della Compagnia scaligera.

Originariamente ispirato a “Silent Spring” – fondamentale libro di Rachel Carson sull’impatto dei pesticidi prodotti dall’uomo sulla natura – AfteRite è ambientato in un arido paesaggio alieno che evoca il clima estremo del deserto di Atacama in Cile, dove una colonia di esseri umani lotta per il cibo e la sopravvivenza contro una natura inesorabile. Nella rivisitazione moderna di McGregor, la storia del sacrificio rituale di Stravinskij viene rivisitata dal punto di vista della Madre, che deve scegliere ciò che ha di più caro e ciò che è disposta a perdere.

Raccolta di frammenti tratti da rituali nuziali della tradizione slava,  Les noces  di Stravinskij fu composta dieci anni dopo il suo capolavoro modernista La Sagra. Scritto per quattro pianoforti, quattro voci,  percussioni e  coro,  evidenzia il procedere di Stravinskij verso un suono più meccanico e impersonale – un senso della vita umana guidato da un potere esterno. In LORE – il titolo si riferisce a un corpus collettivo di conoscenze, tradizioni popolari e storie – McGregor esplora il difficile connubio degli esseri umani con la natura e la tecnologia attraverso un prisma di rituali frammentati che si intrecciano tra tempi e tradizioni. Le consuetudini si spezzano, si intrecciano e rinascono mentre una generazione lascia il posto a un’altra, il sacro si ricostituisce continuamente. Scartiamo e ricordiamo.

Nato nel 1970, il pluripremiato coreografo e regista britannico Wayne McGregor è noto a livello internazionale per le innovazioni pionieristiche nella performance che hanno radicalmente ridefinito la danza nell’era moderna. Spinto da un’insaziabile curiosità per il movimento e il suo potenziale creativo, i suoi esperimenti lo hanno portato a collaborare con una varietà di discipline artistiche, scientifiche e tecnologiche. Le opere sorprendenti e multidimensionali nate da queste interazioni hanno proiettato McGregor in una posizione di primo piano nelle arti contemporanee da quasi trent’anni.

Sara Zuccari

Un anno fa ci lasciava Carla Fracci, ITsART omaggia la grandiosa icona della danza

Un anno fa ci lasciava Carla Fracci, emblema della danza nel mondo, il fulgore della sua grazia continua a illuminare il patrimonio artistico lasciato in eredità alle generazioni future. ITsART omaggia la grandiosa icona della danza, attraverso il migliore ballet blanc dell’Ottocento: la Giselle, oggi restaurato in ultra HD. 

Ideato da Théophile Gautier, il balletto in due atti Giselle è ambientato nella Renania medioevale e racconta la storia travagliata di una contadinella cagionevole, per cui la danza è la più ardente passione, che si innamora di Loys, un popolano in apparenza. La madre di Giselle, Berthe, temendo che la figlia subisca una trasformazione in Villi, diffida fin da subito di Loys, dietro cui si cela il principe Albrecht. Gli innamorati affidano al destino il loro amore, ma presagi funesti sono in agguato.

Donna dei contrasti, riservata e amatissima, umile figlia di un tramviere milanese e regale icona dell’arte della danza, nei panni di Giselle nel balletto del Romanticismo per antonomasia, Carla sembra aver ripercorso la sua esistenza: una vita dedicata al balletto, grandissimo amore che valica tutto, perfino la delusione e il sacrificio.

Sara Zuccari

La scuola di ballo del Teatro alla Scala in scena in ricordo di Loreta Alexandrescu

Il 15 e il 17 maggio ( ore 20) il Teatro alla Scala accoglie gli allievi della Scuola di Ballo e dell’Orchestra della sua Accademia, sotto la direzione di Pietro Mianiti, per uno spettacolo che li mette alla prova nell’esecuzione di coreografie del grande repertorio neoclassico e in nuove creazioni. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Loreta Alexandrescu, insegnante della scuola di ballo, scomparsa prematuramente lo scorso mese di febbraio, alla quale l’Accademia ha deciso di intitolare le borse di studio del Dipartimento Danza, a cui chiunque potrà contribuire anche con un piccolo gesto, grazie alla nuova sezione online del sito dedicata alle donazioni nell’ambito della prima campagna di digital fundraising ‘Aiutiamoli a sognare’.

Nata in Romania, Loreta Alexandrescu aveva presto intrapreso una brillante carriera come ballerina professionista nel suo paese. Giunta in Italia alla fine degli anni ’70, aveva sin da subito affiancato all’attività artistica l’insegnamento per il quale dimostrava doti rare. Approdata alla Scuola di Ballo scaligera nel 1988, ha formato generazioni di ballerini che oggi, forti del suo magistero, sono diventati grandi interpreti sui palcoscenici più importanti del mondo. Lo spettacolo si apre con la presentazione ideata da Frédéric Olivieri sulle note del Concerto per due violini e orchestra in re minore di Johann Sebastian Bach. Violini solisti, Paloma Martin e Da Won Ghang, allieve della stessa orchestra, che in più occasioni si sono distinte come brillanti spalle.

La presentazione consente di dimostrare i diversi livelli tecnici e interpretativi raggiunti dagli allievi a seconda del corso frequentato fra gli otto in cui si articola il loro percorso formativo. Per alcuni dei danzatori più piccoli si tratta del debutto assoluto sul palcoscenico. In particolare, per le sei bimbe ucraine – Polina, Aleksa, Daria, Olha, Mariia, Sofiia – che l’Accademia ha accolto dallo scoppio della guerra non solo offrendo loro l’opportunità di frequentare gratuitamente la scuola di ballo, ma fornendo anche un sostegno concreto alle loro famiglie. Grazie al contributo della Comunità di Sant’Egidio e all’Associazione di Comunità Spazio Aperto e grazie a una raccolta fondi a cui hanno contribuito i mecenati e gli stessi dipendenti dell’Accademia, sono stati trovati per loro degli alloggi, sono state inserite nelle scuole statali e sono state predisposte lezioni di lingua italiana per le famiglie.

Lo spettacolo prosegue con due pezzi affidati a due coreografi italiani. Il primo porta la firma di Matteo Levaggi, danzatore e coreografo di grande esperienza, che della contaminazione fra molteplici linguaggi artistici ha fatto una delle sue cifre stilistiche. Si tratta di una delle sue creazioni più conosciute, ‘Largo’, andata in scena per la prima volta nel 2007 per il ‘Gala des Etoiles du XXI siècle’ al Théâtre des Champs-Elysées a Parigi su musiche di Šostakóvič per i due danzatori Céline Cassone e Bruno Roy, pezzo entrato poi a far parte del repertorio del Ballet du Grand Théâtre de Genève. Levaggi aveva ideato il pezzo inserendo una forte componente contemporanea, pur avendolo pensato per danzatori dalla forte matrice classica.

Oggi il coreografo aggiunge una figura maschile, scegliendo un’altra composizione musicale, la Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, che verrà eseguita sul palcoscenico da Sofia Bellettini, ex allieva del Corso per professori d’orchestra. Della seconda creazione è autore Valentino Zucchetti, formatosi fra la scuola scaligera e la Royal Ballet School, oggi first soloist del Royal Ballet, che si è già fatto notare per diverse esperienze coreografiche per le quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti, non ultima Anemoi, andata in scena in prima mondiale alla Royal Opera House nel 2021 con notevole successo. La creazione appositamente pensata per la scuola di ballo, dal titolo Canone Allegro, impegna sul primo movimento del Concerto per violino e orchestra, op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy quattordici danzatori, undici ragazzi e tre ragazze di età compresa fra i 16 e i 18 anni, dal VI all’VIII corso, in un susseguirsi di passi che richiedono grandi doti tecniche ed espressive.

Si chiude con ‘Serenade’, uno dei balletti più noti di George Balanchine, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ripreso da Patricia Neary, che dopo la brillante carriera come solista del New York City Ballet sotto l’egida dello stesso Balanchine ne ha raccolto l’eredità, riproponendone in tutto il mondo gli allestimenti.

Sara Zuccari

Accademia Ucraina di Balletto a Milano

Ritornano gli spettacoli degli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano al Tam Teatro Arcimboldi. E anche quest’anno l’appuntamento sarà con due titoli del repertorio classico tra i più famosi ed amati: sabato 30 aprile alle ore 21.00 e domenica 1° maggio alle ore 16.00 il sipario si alzerà sulle celebri note de La Bella Addormentata.

Negli stessi giorni e precisamente sabato 30 aprile alle ore 16.00 e domenica 1° maggio alle ore 11.00, i giovani danzatori dell’Accademia proporranno invece un balletto molto conosciuto, ma poco rappresentato in Italia, Coppelia.

La Bella Addormentata sarà presentata nella sua versione più famosa, nel rispetto della tradizione del repertorio classico. I tre atti, complessi per i virtuosismi dei solisti e per l’insieme a cui sarà chiamato il corpo di ballo, porteranno il pubblico nel mondo incantato di una favola con la quale siamo tutti cresciuti.

Scenografie di alto livello, ricchi costumi e qualità tecnica saranno al centro di un grande lavoro di precisione, sia a livello esecutivo che a livello espressivo. Al fianco degli allievi dell’Accademia due nomi della danza classica che il pubblico milanese ha conosciuto, ammirato ed applaudito nelle sette repliche del Lago dei Cigni andate in scena lo scorso anno: Michal Krcmar, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Helsinki e già protagonista di altri titoli proposti dall’Accademia (da Don Quixote a Schiaccianoci) e Violetta Keller, stella nascente dello stesso teatro tanto da ricoprire tutti i ruoli più complessi del repertorio classico nonostante la sua giovane età.

Sara Zuccari

La Scuola di ballo del Teatro alla Scala in scena al Piccolo

 

Dal 27 al 30 aprile 2022 si rinnova l’annuale appuntamento della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano-Teatro Strehler. Gli allievi della Scuola scaligera, diretti da Frédéric Olivieri, si cimenteranno nell’interpretazione di pagine del repertorio neoclassico e contemporaneo.

Lo spettacolo si apre con la Presentazione ideata da Frédéric Olivieri sulle note del Concerto per due violini e orchestra in re minore di Johann Sebastian Bach. La presentazione consente agli allievi di dimostrare i diversi livelli tecnici e interpretativi raggiunti a seconda del corso frequentato fra gli otto in cui si articola il loro percorso formativo.

Seguono due creazioni firmate da due artisti della scena contemporanea.

La prima è uno dei pezzi più noti di Matteo Levaggi, danzatore, coreografo eclettico e versatile, da sempre aperto alla contaminazione fra diversi linguaggi artistici.  Si tratta di Largo, ideato nel 2007 per il Ballet du Grand Théâtre de Genève su musiche di Šostakóvič, per due grandi ballerini come Céline Cassone e Bruno Roy. Il balletto, andato in scena per la prima volta a Parigi, quindi a Miami e New York fra gli altri, è nato per danzatori dalla forte formazione classica, ma vira verso un vocabolario di movimento più contemporaneo. Oggi Levaggi aggiunge una figura maschile, scegliendo un’altra composizione musicale, la Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo di Johann Sebastian Bach. È lo stesso Levaggi a sottolineare come tali cambiamenti gli abbiano permesso di “rigenerare i passi originali del balletto infondendo più energia e facendo un lavoro più ampio nello spazio, con una nuova musicalità, una nuova vita”. Prosegue Levaggi: “Devo dire che lavorare con giovani danzatori ha sempre fatto parte del mio percorso artistico, sin dall’esperienza al Balletto Teatro di Torino e ho spesso ideato delle creazioni per dei ballerini all’inizio della loro carriera. Riprendere oggi per i ragazzi dell’Accademia scaligera un pezzo per me così fortunato, che ha segnato il momento in cui mi sono reso conto che la coreografia sarebbe stata il mio lavoro e consegnarlo loro in una nuova veste mi dà profonda gioia. Mi piace trattare questi danzatori come fossero già dei professionisti, lasciandoli anche liberi di esprimersi affinché possano smuovere qualcosa nel loro corpo e nella loro mente, cosicché il loro impegno non rimanga sul piano prettamente didattico, ma si trasformi già in un lavoro artistico”.

La seconda creazione è stata affidata a Valentino Zucchetti, formatosi fra la scuola scaligera e la Royal Ballet School, oggi First Soloist del Royal Ballet, che si è già distinto per diverse esperienze coreografiche per le quali ha ricevuto numerosi riconoscimenti, non ultima Anemoi, andata in scena in prima mondiale alla Royal Opera House nel 2021 con notevole successo. La creazione appositamente pensata per la Scuola di Ballo, dal titolo Canone Allegro, impegna sul primo movimento del Concerto per violino e orchestra, op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy quattordici danzatori, undici ragazzi e tre ragazze di età compresa fra i 16 e i 18 anni, dal 6° all’8° corso, in un susseguirsi di passi che richiedono grandi doti tecniche ed espressive. Come ha affermato Zucchetti “la scelta di una coreografia “a canone”, interessante perché permette di cavalcare l’onda di certe strutture musicali, nasce dalla volontà di portare i ragazzi a un livello tecnico superiore, stimolandone soprattutto le capacità interpretative e chiedendo loro di danzare con vibrante energia come richiede la musica di Mendelssohn-Bartholdy caratterizzata da un ritmo molto incalzante”. “Ho voluto” continua Zucchetti “accompagnare gli allievi in un percorso di crescita, aiutandoli non solo a comprendere ogni passo, ogni sequenza, prendendoli per mano, ma anche ad affrontare la scena dal punto di vista psicologico, soprattutto dopo due anni in cui tale crescita è stata molto rallentata a causa della sosta forzata per la pandemia. Vedere il loro progresso in queste settimane di lavoro mi ha colpito tantissimo”. La Masterclass di preparazione a Canone Allegro è stata sostenuta da Equita, banca d’affari indipendente italiana.

Si chiude con Serenade, uno dei balletti più conosciuti di George Balanchine, su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, ripreso da Patricia Neary, che dopo la brillante carriera come solista del New York City Ballet sotto l’egida dello stesso Balanchine ne ha raccolto l’eredità, riproponendone in tutto il mondo gli allestimenti. La scuola aveva già interpretato il celebre balletto nel 2013 e nel 2014.

George Balanchine crea Serenade sulle note dell’omonima composizione di Čajkovskij Serenata in do maggiore per orchestra d’archi, op. 48 nel 1934 per gli allievi della School of American Ballet, appena fondata con Lincoln Kirstein e Edward M. M. Warburg ed è il primo balletto a serata intera che porta la sua firma a distanza di pochissimi mesi dal suo arrivo negli Stati Uniti. Balanchine, volendo infondere al balletto una vena malinconica, inverte l’ordine dei movimenti musicali spostando il terzo, Elegia, alla fine.

Serenade, che costituisce uno degli esempi più alti del suo stile, vede 28 ballerini in costumi celesti danzare davanti a un fondale della medesima tonalità. Come lui stesso scriveva in Complete Stories of the Great Ballets: “Per Serenade molti pensano che ci sia una storia nascosta nel balletto. Non c’è. Sono semplicemente danzatori in movimento su un bel pezzo di musica. L’unica storia è la storia della musica, una serenata, una danza, se si preferisce, al chiaro di luna”.

Gli allievi torneranno sul palcoscenico il 15 e 17 maggio. E sarà il Teatro alla Scala ad ospitare lo spettacolo della Scuola di Ballo, con l’Orchestra dell’Accademia diretta da Pietro Mianiti.

Sara Zuccari

Gala Rudolf Nureyev a Milano

Rudolf Nureyev, il più grande ballerino di tutti i tempi il cui talento rimane ancora oggi ineguagliato, ha segnato un’epoca dal punto di vista interpretativo e creativo nella storia della danza. Eccelso danzatore, le cui doti espressive e virtuosistiche hanno esaltato talento ed irrequieta genialità, unendosi ad un incredibile carisma e una presenza scenica unica ed ammaliante.

Le sue coreografie, hanno saputo infondere nuova linfa ai classici del repertorio, rivitalizzandoli con un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione.

Nureyev ha saputo motivare alla passione per la danza e alla ricerca per la perfezione tecnica tante giovani promesse, che oggi, arricchite dal suo prezioso bagaglio artistico, gli rendono omaggio nel “Gala di danza omaggio a Rudolf Nureyev” che sarà in scena al TAM Teatro Arcimboldi Milano sabato 7 maggio 2022.

Il pubblico potrà assistere ai celebri pas de deux del repertorio classico e assoli contemporanei portati in scena da étoiles e primi ballerini  provenienti dal Royal Ballet di Londra, American Ballet Theater, City Ballet di New York, National Ballet Theatre of Ukraine, Hungarian National Ballet e dal Teatro alla Scala di Milano.

Ad arricchire la serata sarà la straordinaria partecipazione di due grandi stelle della danza mondiale: Natalia Osipova e Danil Siimkin.

Natalia Osipova star del Bolshoi di Mosca e ora Principal del Royal Ballet è stata definita “la ballerina degli estremi” con la sua tecnica impeccabile, i sui giri e i suoi balzi estremi che stupiscono tutti coloro che la vedono ballare.

Daniiel Simkin, étoile dell’American Ballet di New York e vincitore di numerosi riconoscimenti, ha già conquistato i palcoscenici di tutto il mondo con la sua tecnica fatta da virtuosismi mozzafiato, pirouettes interminabili, salti unici per la magica sospensione in aria.

Il “Gala di danza omaggio a Rudolf Nureyev”, reduce dal grande successo al Teatro Sferisterio nell’ambito del Macerata Opera Festival 2021, torna ad emozionare il pubblico in una nuova brillante produzione.

Sara Zuccari