Mothers, Fathers, Sons & Daughters in scena a Piacenza

Figli si nasce, genitori si diventa. Entrambe le cose sono un’arte, l’arte di essere. Nella sua semplicità è questo il pensiero di uno spettacolo dal titolo inglese, ma dal messaggio universale: Mothers, Fathers, Sons & Daughters (“Madri, padri, figli e figlie”). Va in scena in prima assoluta domenica 19 maggio alle ore 16, al Teatro Municipale di Piacenza, inserito nella stagione della Fondazione Teatri di Piacenza. Uno spettacolo dove le arti della danza e della parola si sposano, complice l’arte della musica in un “viaggio” audace che porta da Ciaikovsky a Cat Stevens, passando per le composizioni e alcune canzoni rese indimenticabili dall’ugola di Claudio Villa.

Protagonisti nel ruolo (in scena e nella vita) dei “genitori”, sono Eleonora Abbagnato, la ballerina italiana più ammirata oggi – già étoile del Opéra di Parigi, oggi direttrice del Teatro dell’Opera di Roma – e l’attore Kaspar Capparoni, con la partecipazione straordinaria di Vladimir Derevianko, già étoile del Teatro Bolshoi di Mosca. Nei ruoli dei “figli”, invece, Julia Balzaretti (figlia di Eleonora Abbagnato) e Alessandro Capparoni (figlio di Kaspar), entrambi allievi presso la Scuola di Ballo dell’Opera di Roma. La terza “figlia” è Aurora Pica, figlia di Claudio Villa.

Ideato da Daniele Cipriani su testi di Vittorio Sabadin (con la regia di Luis Ernesto Doñas, il disegno luci di Alessandro Caso) in Mothers, Fathers, Sons & Daughters diversi filoni si sono venuti a intrecciare in maniera quasi karmica, sicché viene da chiederci se si diventi figli d’arte, oppure lo si sia fin dalla nascita; o meglio, se non sia stato il nascituro a scegliere consapevolmente i genitori per entrare in una famiglia dove si respirasse arte, per ereditare quei geni che predisponessero a una ricerca di bellezza…

Un rapporto, quasi di simbiosi, si intuisce tra Eleonora Abbagnato e la figlia dodicenne Julia nel balletto di ispirazione scespiriana Giulietta, firmato dai danzatori/coreografi Sasha Riva e Simone Repele (che ne sono anch’essi interpreti) e danzato sulle note dell’ouverture-fantasia Romeo e Giulietta di Piotr I. Ciaikovsky. Vediamo una bionda bambina assorta in romantici sogni ad occhi aperti: una piccola Giulietta dei nostri giorni la quale immagina se stessa adulta, bellissima e appassionata, accanto al suo innamorato. L’assomiglianza tra la piccola e la grande Giulietta è impressionante e non è un dettaglio da poco che la giovane porti lo stesso nome dell’eroina veronese.

Madre e figlia saranno poi interpreti di Sublime (sulla musica omonima di Dardust) ancora a firma del duo Riva-Repele, mentre questi, accompagnati dalla voce portentosa di Claudio Villa, il danzeranno, prestando la loro cifra coreografica, così moderna e personale, ad alcuni successi di ieri. Ovviamente non può mancare, visto il contesto, la celebre Mamma (Cesare Andrea Bixio e Bixio Cherubini)!

Nel cast di questo spettacolo, dedicato ai rapporti fra genitori e figli, o forse ai loro destini intrecciati,  c’è anche una rossovestita “madre”: la danzatrice Anne Jung (già Nederlands Dans Theater I), tra le più apprezzate interpreti dei maggiori coreografi nordeuropei ma che qui presenterà Undone Reverie, un assolo da lei stessa creato su alcuni Lieder di Franz Schubert.  

Mentre aleggia la presenza di suo padre, Aurora Pica leggerà un’inedita e toccante poesia dedicata a Villa e scritta insieme alla sorella Andrea Celeste. Alla figura paterna è dedicato anche il balletto Father and Son, sulle note dell’omonimo hit di Cat Stevens (oggi noto come Yusuf/Cat Stevens) che, dal 1970, descrive le eterne incomprensioni generazionali. Kaspar Capparoni dà voce alla difficoltà del padre a capire le ribellioni del figlio e ha un alter ego, Vladimir Derevianko che danzerà con il figlio quindicenne di Capparoni, Alessandro.

La coreografia è una creazione, presentata in prima assoluta, firmata da Giovanni Castelli, danzatore della Compagnia di Ballo del Teatro dell’Opera e di cui, guarda caso, Derevianko può in qualche maniera dirsi “padre artistico”, avendone scoperto il talento molti anni fa e proponendolo per una borsa di studio che permise, al bambino nativo di Porto Empedocle, di studiare al Scuola del Teatro dell’Opera. Chissà se aver ritrovato il suo mentore di allora, coreografando per lui un brano così significativo, rifletta un disegno karmico. “A me piace pensare di sì”, commenta Daniele Cipriani, ideatore dello spettacolo che aggiunge: “Quando ho cominciato a concepire questo spettacolo, le varie tessere che lo compongono si sono incastrate come d’incanto, secondo un piano preciso e assolutamente emozionante.”

Sara Zuccari

Mandala Dance Company in tournée in Italia e negli Stati Uniti

Con una tournée in Italia e negli Stati Uniti parte la stagione 2024 di Mandala Dance Company, compagnia internazionale di danza contemporanea diretta da Paola Sorressa che dal 6 fino al 21 aprile, sarà in scena con le prime date di spettacoli in Italia, in tre regioni Lazio, Sicilia e Sardegna, per approdare, dal 23 aprile al 4 maggio, in USA per il progetto Boarding Pass Plus a Jefferson e a New York per residenze, laboratori e spettacoli.

Il primo appuntamento della tournée di Mandala Dance Company è il 6 aprile presso lo Spazio Agorà di  Ladispoli (RM) con l’anteprima delle produzioni Balancier e Insieme, concept, coreografia e regia di Paola Sorressa. Balancier sarà poi in scena il 7 e l’8 aprile in Sicilia, al Palazzo beneventano di Lentini e all’Auditorium Leonardo di Carlentini all’interno della Rassegna Incontroscena. La produzione artistica che si interroga sulla ricerca di un equilibrio statico o dinamico, sarà presentata in versione site-specific presso l’Anfiteatro di Villa Lais a Roma il 19 aprile all’interno di Corpo Mobile Festival, mentre il 20 e il 21 aprile in Sardegna, in scena nella Sala Estemporada per la Rassegna Primavera a Teatro e al PalaSerradimigni di Sassari per la squadra di basket serie A  DINAMO Sassari.

Dal 23 aprile fino al 4 maggio, la compagnia, nell’ambito del progetto vincitore di Boarding Pass Plus, sarà negli USA insieme a Canova22 e la Luna Dance Center, ospite del Middlebrook Arts Research/Residency Center di Jefferson (New York) sede della compagnia Bodiestories per un percorso internazionale mirato allo sviluppo di processi di formazione, residenza e di produzione artistica a cura della coreografa Paola Sorressa, Simona Ficosecco e Teresa Fellion, che prevede la collaborazione internazionale tra artisti professionisti e allievi danzatori. Due settimane di intensa attività finalizzate alla realizzazione di un percorso internazionale di creazione, valorizzazione e diffusione della coreografia con un focus sugli elementi identitari della tradizione italiana.

Durante l’apertura pubblica dei laboratori e dei processi creativi frutto delle residenze, Mandala porterà in scena anche lo spettacolo cameo Insieme, omaggio all’amore del corpo dell’uomo o della donna, produzione che nata nel 2023 per il progetto CLOSE UP – Culture in Movimento bando di Roma Capitale/Siae, nel 2024 viene rivisitato per Mandala con i danzatori Alessia Stocchi e Davide Galuppi.

Sara Zuccari

Iana Salenko nominata “Berlin Chamber Dancer”

Iana Salenko, Principal Dancer dell’Opera di Berlino, ha ricevuto il titolo onorifico di “Berlin Chamber Dancer” il 17 marzo. Joe Chialo, senatore per la Cultura e la Coesione Sociale, hanno conferito  il riconoscimento dopo la rappresentazione di Giselle presso la Staatsoper Unter den Linden.

Il titolo «Berliner Kammertänzer*in» è stato conferito soltanto a Oliver Matz (1995), Raffaela Renzi (1995), Gregor Seyffert (1999), Vladmimir Malakhov (2014), Michael Banzhaf (2017), Polina Semionova (2017) e Marian Walter (2018).

La ballerina ucraina Iana Salenko ha fatto il suo debutto al Royal Ballet come Guest Artist nel 2013 come Kitri (Don Chisciotte ). Da allora è tornata a ballare Kitri e Odette/Odile ( Il lago dei cigni ) e nella stagione 2015/16 balla Giulietta ( Romeo e Giulietta ), Tchaikovsky Pas de deux, Giovane ragazza (I due piccioni ), Fata Confetto ( Lo Schiaccianoci ) e Giselle con il Royal Ballet.

Salenko è nata a Kiev e si è formata alla Pisarev Ballet School, Donetsk, diplomandosi nel 2000. È stata membro del Donetsk Ballet 2000-02 prima di entrare a far parte del Kiev Opera Ballet come preside. È entrata a far parte del Berlin State Ballet nel 2005 come demi-solista, promossa a solista nel 2006 e principale nel 2007. I suoi ruoli a Berlino hanno incluso Cenerentola di Vladimir Malakhov, Principessa Aurora (La bella addormentata nel bosco di Malakhov), Marie (Lo schiaccianoci di Patrice Bart) , Olga (Onegin di John Cranko), Tchaikovsky Pas de deux , Sylphide di Peter Schaufuss e Romeo e Giulietta di Cranko . I suoi numerosi premi includono i primi premi ai Concorsi Internazionali di Balletto di Helsinki e Nagoya nel 2005.

Salenko si esibisce regolarmente come artista ospite in tutto il mondo, con impegni tra cui Kitri a Firenze, Monaco, Mosca e Roma, Principessa Aurora a Essen e Bratislava, Odette/Odile (Il lago dei cigni ) a Bratislava e la Fata Confetto in Slovenia.

Sara Zuccari

Opera di Roma “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola diretta da Eleonora Abbagnato

Lunedì 25 marzo, alle 19.00, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sarà protagonista al Teatro Costanzi della “Lezione Aperta” con gli Allievi della scuola. Si tratta del secondo appuntamento dall’arrivo di Eleonora Abbagnato che, oltre al Corpo di Ballo, da settembre 2022 dirige anche la storica Scuola della Fondazione capitolina. Una serata speciale, un passaggio importante nel corso del quale la Direttrice presenterà al pubblico gli insegnanti, gli allievi dei vari livelli di formazione e le diverse discipline oggetto dello studio quotidiano nelle sale di una delle più antiche e prestigiose scuole di danza italiane. Tutti gli allievi avranno modo così di mostrare al pubblico il progetto didattico e il percorso formativo della Scuola. Durante l’esibizione, gli insegnanti annunceranno brevemente gli esercizi e interagiranno con gli allievi, proprio come durante le quotidiane lezioni che si tengono nello storico edificio di via Ozieri a Roma.

“Sono certa – ha dichiarato la Direttrice Eleonora Abbagnato –che la nostra esibizione sarà, anche quest’anno, motivo di grande interesse e che la Scuola di Danza sarà in grado di confermarsi quale polo di riferimento della formazione professionale coreutica.”

La serata sarà dedicata nella prima parte alla dimostrazione tecnica dei diversi Corsi: ogni insegnante presenterà la propria classe e il lavoro che con essa svolge abitualmente. Il programma proseguirà con la presentazione di brani estratti dal repertorio classico, tra cui La bottega fantasticarecentemente portata in scena al Teatro Nazionale dagli Allievi della Scuola, ma anche dal repertorio contemporaneo e dalle danze di carattere, e si chiuderà con un grande defilé finale.

Le musiche della serata sono eseguite dal vivo al pianoforte e su base registrata.

Sara Zuccari

Lili Elbe Show di Sasha Riva e Simone Repele torna in scena

Venerdì 8 marzo 2024, alle ore 20.30, sul palco del Teatro Ristori di Verona torna in scena Lili Elbe Show,  lo spettacolo porta la firma di  Sasha Riva e Simone Repele che porteranno in scena la storia del pittore paesaggista Einar Wegener e della moglie, la ritrattista Gerda Wegener.

Una storia vera. Una vicenda privata e intima che, in realtà, appartiene a ognuno di noi. Questo racconto apparentemente lontano, è invece più̀ vicino di quanto possa sembrare grazie all’interpretazione e alla scrittura coreografica di Sasha Riva e Simone Repele che esplorano il demone dell’insoddisfazione umana, il bisogno di accettazione che ognuno di noi pretende da se’ stesso e quel senso di inadeguatezza che spesso prende il sopravvento.Questa è la storia del pittore paesaggista Einar Wegener e della moglie, la ritrattista Gerda Wegener: viaggio di trasfigurazione e di metamorfosi oggi interpretato attraverso la magica lente della danza e della coreografia, dopo essere stata affrontata in un libro e in una pellicola cinematografica. Nella narrazione chiara e leggibile, caratteristica peculiare delle pièce di Riva & Repele, si affacciano in Lili Elbe Show due piani di realtà: il racconto della vicenda di Einar che, nell’ansia di ricerca della propria identità diventerà Lili e il livello della fiaba, degli “spiriti”, dei “fantasmi” che intorno a Lui/Lei si aggirano.

Una “petite femme fatale” scolpisce fin dall’inizio l’anima nuda di Einar ma è anche l’immagine della figlia desiderata che Gerda e Einar non sono mai riusciti a concepire seppure spinti da un profondo e controverso desiderio di genitorialità. Sulla scena una cornice senza specchio rappresenta uno “stargate”, un passaggio segreto che porta a questa dimensione altra, dove si scatenano le visioni dei sogni e dove la “petite femme” è già Lili: sagoma fedele delle emozioni più intime di Einar.
La cornice riprende quindi anche la figura forte e carismatica di Gerda che, compassionevole, sostiene il marito nella ricerca e nell’affermazione della sua identità̀ finale: è lei l’artista che sulla tela ha saputo disegnare l’immagine esatta di Einar vestito da donna e sono proprio questi i quadri che l’hanno resa famosa. L’altra figura senza nome, ma dalla forte connotazione maschile, è lo stereotipo del sesso forte che incarna il desiderio: quello che dovrebbe esserci, quello che in questa vicenda prende forme inaspettate, quello che sottolinea la spinosa “differenza”. Il pittoresco narratore, deus ex machina, è l’incarnazione  dell’estro artistico di Einar e Gerda  e del destino che si compie,: lui sa già quale sarà il finale. Einar seduto su una sedia rotelle, aiutato da tutti i personaggi che si vestono di camice bianco e strumenti operatori, trasforma la morte in metamorfosi. Con struggente ironia e gusto impeccabile, Einar lascia dunque la scena a Lili che è finalmente pronta per il suo sfavillante Show.

Sara Zuccari

“Madina” torna al Teatro alla Scala con Antonella Albano e Roberto Bolle

Dopo il successo della prima mondiale, dal 28 febbraio al 9 marzo torna alla Scala Madina, creazione musicale e coreografica, progetto nuovo nell’approccio e nelle tematiche, attuali ma universali, raramente declinate in balletto.

Antonella Albano e Roberto Bolle, dopo il successo della prima mondiale, tornano sul palcoscenico della Scala con Madina, creazione musicale e coreografica, progetto nuovo nell’approccio e nelle tematiche, attuali ma universali, raramente declinate nel balletto. A Roberto Bolle si alternerà nel ruolo principale Gabriele Corrado, mentre Antonella Albano sarà sempre nel ruolo di Madina in cui la sua drammaticità e la sua intensità vengono assai valorizzate. I protagonisti saranno affiancati da Alessandra VassalloGioacchino Starace, Emanuele Cazzato e il Corpo di Ballo scaligero.

La vicenda, ricalcata su un fatto di cronaca, ha per protagonista la giovane Madina, cresciuta in un teatro di guerra e spinta dalla famiglia a compiere un attentato suicida in una capitale occidentale. La ragazza sceglierà all’ultimo istante di non morire e non uccidere ma dovrà ugualmente affrontare un processo. Pulsioni ancestrali, luoghi simbolici, dinamiche perverse di una violenza che stritola se stessa, in cui il bene e il male si contrappongono ma continuano a mescolarsi. Con le coreografie di Mauro Bigonzetti, la composizione di Fabio Vacchi su libretto di Emmanuelle de Villepin tratto dal romanzo La ragazza che non voleva morire,  un lavoro di Danza e di Teatro, dove coesistono parola, canto, musica e corpo per una sintesi delle forme tradizionali e contemporanee dei tanti generi del teatro musicale, che cancella i confini fra queste diverse espressioni.

Sara Zuccari

Roma la Danza omaggia Bernini

La Danza omaggia Bernini: sulla scia dei numerosi eventi di danza e musica da lui ideati e allestiti all’interno di siti storici e culturali, Daniele Cipriani annuncia il suo progetto speciale per il Ministero della Cultura che si svolgerà alla Galleria Borghese di Roma, mercoledi 13 settembre alle 20,30 e 21,30. Una performance itinerante di danza tra le sale della Galleria Borghese che prende ispirazione dalla potenza teatrale dell’opera di uno dei più grandi e poliedrici artisti di tutti i tempi, Gian Lorenzo Bernini (1598-1680).

A rendere omaggio al geniale architetto/scultore/pittore, ideale rappresentante del barocco, saranno dei protagonisti della danza internazionale, Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opéra de Paris e direttrice del Corpo di ballo dell’Opera di Roma, Benjamin Pech, anch’egli già étoile dell’Opéra de Paris, e Sergio Bernal, già primo ballerino del Ballet Nacional de España. Con loro, i coreografi/danzatori Sasha Riva Simone Repele, ognuno dei quali condurrà il pubblico lungo un percorso immersivo, un viaggio tra suggestioni coreutiche, artistiche, storiche e architettoniche che porterà alla scoperta di opere, storie, miti e artisti, in un inedito dialogo tra antichità d’arte e modernità d’ispirazione, tra storia e contemporaneità.  Danzano, inoltre,  Rosaria Di MaroAlessio Rezza, étoile del Teatro dell’Opera di Roma, e altri ballerini del teatro capitolino.

Con un cast complessivo di dieci artisti, La Danza omaggia Bernini si concentra su tre capolavori del Bernini custoditi all’interno della Galleria Borghese – Il ratto di Proserpina, Apollo e Dafne, David – simboli di un’arte in grado di infondere movimento all’immobilità della materia e colore al candore della pietra. Il percorso si snoda dalla sala degli Imperatori, dominata dalla celebre scultura Il ratto di Proserpina, a quelle del David e di Apollo e Dafne, per concludersi nel monumentale salone di Mariano Rossi.

Dal balletto Le Parc (cor. Angelin Preljocaj), diventato uno dei cavalli di battaglia della celebre ballerina, Eleonora Abbagnato interpreterà due momenti clou:  il passo a cinque detto “dei Giardinieri” e, insieme a Benjamin Pech, il passo a due, detto “del bacio”. Sergio Bernal ci propone una danza di grande intensità dal lavoro da lui stesso creato in onore di un altro celebre scultore: Rodin. C’è attesa per la nuova creazione di Sasha Riva e Simone Repele, interpreti e autori sempre più apprezzati nel panorama tersicoreo mentre, ancora in chiave moderna, un momento particolarmente suggestivo sarà l’assolo creato da Adriano Bolognino, giovane coreografo tra i più apprezzati sull’attuale scena contemporanea, per la danzatrice Rosaria Di Maro, quasi una novella Galatea completamente ricoperta di creta.

La Danza omaggia Bernini, frutto dell’incontro tra espressioni artistiche differenti (danza, musica, e video design), presenta storie che appartengono a tutti, la proiezione danzante di stati d’animo che abitano il nostro mondo interiore, opere d’arte “in movimento” in un passaggio senza soluzione di continuità, da scene marmoree a momenti tersicorei: dall’attimo eterno della scultura a quello fuggente del gesto danzato.

Si rinnova il messaggio di una capitale accogliente e sperimentatrice che spalanca le porte di uno dei suoi luoghi simbolo, la Galleria Borghese, scrigno di capolavori artistici tra i più celebri al mondo, con uno spettacolo site-specific appositamente immaginato per farne risplendere di nuova luce la già straordinaria bellezza e per regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile. Roma, città eterna e capitale d’eterna bellezza, punta sull’arte e la cultura quali strumenti d’elevazione dell’animo e del pensiero.

Sara Zuccari

“Deserto tattile” – NID Platform Cagliari 2023

Prenderà il via il 30 agosto 2023, con spettacoli fino al 2 settembre, la settima edizione di NID Platform Cagliari 2023, la nuova piattaforma della danza italiana intitolata Fluidity: corpo – spazio – movimento. Il primo degli spettacoli inclusi nella Sezione “Open Studio” è Deserto tattile, coreografia, luci, costumi, scene e regia di Nicola Galli, interpreti, Margherita Dotta, Massimo Monticelli, Nicola Galli, una produzione TIR Danza, Nebula, in co-produzione Oriente Occidente, residenze artistiche TROIS C-L, Ballet de l’Opéra national du Rhin, Oriente Occidente, con il sostegno di Network Grand Luxe.

Deserto tattile è il secondo episodio della ricerca coreografica di Nicola Galli dedicata al deserto e alla più ampia nozione di paesaggio. A partire dal percorso di ricerca che ha dato vita nel 2018 al primo episodio intitolato Deserto digitale, la visione immaginifica del deserto prende nuovamente forma nel rinnovato desiderio di indagare i tratti della società contemporanea e il riflesso dell’attività umana sul mondo: una crescente solitudine sociale, la velocità antropica e l’evaporazione dei concetti di distanza e di limite.

La poetica del coreografo – votata all’assenza di gerarchie tra i linguaggi e gli elementi che compongono la scena – unisce e condensa in una relazione organica e interdipendente il gesto, la luce e il suono per generare un archivio figurativo che racconta il deserto inteso come spazio fisico disabitato, paesaggio del corpo e condizione esistenziale interiore. In scena prende forma un abisso di luoghi del mondo e dell’animo umano attraversati da figure viaggiatrici opache e mute che invitano il nostro sguardo a contemplare immagini tattili e muscolari, a toccarne i margini sfuocati e a smarrirsi in prospettive multiple che affiorano e si dissolvono in un magma sonoro capace di sospendere la cadenza del quotidiano fino a sfilacciare la percezione dello spazio-tempo.

NID Platform è un progetto nato dalla condivisione d’intenti tra gli organismi della distribuzione della danza aderenti ad ADEP (Associazione Danza Esercizio e promozione), FEDERVIVO-AGIS e costituiti in RTO (Raggruppamento Temporaneo d’Operatori), la Direzione Generale Spettacolo del MiC e le Regioni di riferimento con lo scopo di promuovere e sostenere la migliore produzione coreutica italiana. Mette in contatto le compagnie italiane e gli operatori del settore italiani e internazionali, creando un dialogo tra produzione e distribuzione e dando visibilità alla qualità artistica della scena italiana, nel rispetto della pluralità di linguaggi e poetiche che essa esprime.

Sara Zuccari

Dal 17 al 20 agosto a Bassano B.Motion Danza: 21 appuntamenti in 4 giorni

Dal 17 agosto Operaestate passa il testimone a B.Motion, la sezione dedicata ai linguaggi del contemporaneo che fino al 20 agosto si concentra sulla danza. Attraverso performance in prima nazionale, attività di formazione, e una densa programmazione di spettacoli B.Motion Danza diventa un luogo di incontro a livello internazionale per la scena emergente della danza contemporanea.
La giornata del 17 agosto si apre alle ore 9 al Giardino Parolini con la consueta pratica fisica aperta a tutti e gratuita, quest’anno affidata ai Dance Well teachers, per delle classi Dance Well che torneranno anche il 18 e 19 agosto. A seguire, sempre al Giardino Parolini (e in caso di maltempo in Palestra Brocchi), gli incontri con gli artisti del programma dedicati al tema del repertorio, coordinati da Ariadne Mikou, dramaturg e ricercatrice.
Il programma di spettacolo inizia invece alle 16.00 nella Chiesa di San Giovanni con lo spettacolo To cut loose della coreografa francese Leila Ka, parte della selezione Aerowaves 2023, la piattaforma europea dedicata alla danza contemporanea. To cut loose è un salto nel vuoto senza rete di salvataggio, un atto di insolenza e ribellione, un desiderio indomabile di libertà: una performance in cui Leïla Ka appare in scena scalza, con una camicia semplice, mossa da un’energia vulnerabile e inar¬restabile, come quella di un leone in gabbia. Lo spettacolo sarà poi di nuovo in scena, in replica, anche alle 19.30.
Anche i Dance Well dancers, parte della comunità di danza per persone con Parkinson ma aperta a tutti, ora anche un progetto europeo sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea, tornano protagonisti. Quest’anno nello spettacolo How to. A Score. Bassano. della coreografa norvegese Mia Habib dalle ore 16.30 nella Palestra del Liceo Brocchi; una prima nazionale, prodotta de Operaestate Festival e realizzata con il sostegno dell’Ambasciata di Norvegia in Italia. Per questa creazione Mia Habib si è ispirata a pratiche di danza per la creazione e coesione di nuove e diverse comunità, e ai temi del lutto e dell’ecologia. Accanto alle performance, il pubblico è invitato a visitare l’“archivio vivente” del progetto: creato dallo scenografo Liam Al Zafari, darà una chiave di accesso davvero unica al processo creativo. La performance sarà presentata ogni giorno dal 17 al 20 agosto, alla stessa ora.
Alle ore 18.00 al CSC San Bonaventura va in scena la creazione del giovane danzatore Aurelio Di Virgilio: Jeplane. Lo spettacolo nasce dal desiderio di ricostruire le dinamiche che si scatenano davanti a un paesaggio. L’orizzonte, l’appiattimento del mondo in una linea, il sentimento del futuro. Le proprietà specifiche di questo territorio sono instabilità e iridescenza. Jeplane è il luogo dei legami impossibili, invisibili, interrotti, in cui vedere un orizzonte insieme; e nasce dal desiderio di proiettarsi insieme oltre, e di aspettare fino l’ultimo raggio di sole.
La serata termina con un’altra prima nazionale: Fruit Tree di Lara Barsacq, in scena alle ore 21.30 al Teatro Remondini, con il sostegno di WBTD – Wallonie Bruxelles Theatre Danse. La coreografa e danzatrice belga si ispira ai Balletti russi, ed esplora diverse tematiche tra cui la femminilità, il rito di passaggio, la libertà e la forza. Uno spettacolo costruito come una cerimonia, in cui la gioia e la malinconia si fondono insieme, in una pièce intensa e sensuale, un’ode alla natura e un richiamo alla forza della vita.
Sara Zuccari

 Una noche con Sergio Bernal 

È il ballerino del momento, il protagonista assoluto della danza spagnola oggi. Quando appare nella penombra la sua silhouette, esile e possente al contempo, un frisson attraversa la platea. E al primo suo balzo felino il pubblico, già completamente ipnotizzato, sa senza il minimo dubbio che quel danzatore, flessuoso come un gatto e scattante come una pantera, è proprio lui: Sergio Bernal.

L’emozione sta per ripetersi con la tournée dello spettacolo Una noche con Sergio Bernal (“Una Notte con Sergio Bernal”) con la Sergio Bernal Dance Company che è partita in primavera, riscuotendo un enorme successo in molte città italiane. La compagnia al Festival La Versiliana (1 agosto), alla Scalinata San Bernardino, L’Aquila (2 agosto,) e poi a Catona Teatro, Reggio Calabria (3 agosto).

Insieme a Cristina Cazorla, iconica con la “bata de cola” (strascico) tradizionale del flamenco e presenza femminile di Una noche con Sergio Bernal, il carismatico il bailaor madrileno offrirà al pubblico italiano uno spettacolo in tutte le declinazioni spagnole della danza, dalle più tradizionali alle più sofisticatamente moderne, con però momenti anche di balletto classico. Coreografie originali come l’assolo Il cigno (coreografia di Ricardo Cue) in cui un quasi “desnudo” Bernal danza sulle celebri note di Camille Saint-Saëns, oppure El ultimo encuentro sulle note di Hable con ella di Alberto Iglesias (dalla colonna sonora del film omonimo di Pedro Almodóvar): danzato da Bernal con la Mendoza, questo balletto (sempre di Cue) narra di due amanti assomiglianti non poco a Fred Astaire e Ginger Rogers che, con movenze iberiche, danzano insieme un’ultima volta prima di lasciarsi per sempre.

Impossibile menzionare i numerosi brani che saranno offerti in Una noche con Sergio Bernal; spicca l’iconico Boléro sulle celeberrime note di Maurice Ravel; possiamo anche anticipare che il programma sarà ricco di momenti di flamenco e di intermezzi musicali e cantati dal vivo, come Siempre Lorca su testo del grande poeta spagnolo. Sempre della Sergio Bernal Dance Company sono gli artisti che suonano e cantano dal vivo: Daniel Jurado (chitarra), Roberto Lorente (voce) e Javier Valdunciel (percussioni). Insomma, lo spettacolo ci offre un visionario racconto per quadri in cui si fondono la tradizione iberica, l’eleganza della danza classica e il fuoco e la passione del flamenco, espressione e simbolo della cultura gitana. (Vedi programma allegato.)

Ci saranno altri appuntamenti per Sergio Bernal nel corso del 2023 e possiamo persino anticipare alcune importanti date del prossimo anno: 28 e 29 gennaio 2024: Auditorium Parco della Musica Roma – Las Estrellas del Flamenco con Sergio Bernal e 15,16 e 17 marzo 2024: Auditorium Parco della Musica – Les Étoiles.

Stella internazionale, popolarissimo in Italia soprattutto per le sue apparizione negli spettacoli a cura di Daniele Cipriani (ospite, nelle ultime settimane, in molti programmi TV), Bernal porta in scena il calore rovente del sole spagnolo, ma anche il suo fulgore, grazie alla duplice cifra della sua danza che sposa la forza della danza tradizionale spagnola con la luminosità del balletto classico. Lui è, come lo descrive il coreografo Ricardo Cue che firma alcune delle sue coreografie di maggior impatto, “la forza e la bellezza”. Di Bernal si può dire che incarna al contempo il vigore primordiale della danza iberica, alla ricerca del contatto con la terra, sposato con la raffinatezza estetica del danza classica, sempre in procinto di spiccare il volo poiché protesa verso l’aria.

Commenta Daniele Cipriani, che presenta Una noche con Sergio Bernal: “Sergio è il beniamino del gala Les Étoiles ed è stato tra i protagonisti di molti altri miei spettacoli. Con ognuno dei suoi spettacoli, l’amore del pubblico italiano per lui è andato crescendo (così come anche quello di Sergio per l’Italia che considera ormai la sua seconda patria): i suoi fan potranno ora goderselo in uno spettacolo tutto suo in cui sono certo che ancora una volta li manderà in visibilio con il suo flamenco scatenato (quando egli è, come si dice in termini gitani, posseduto dal suo “duende”), e il suo virtuosismo estremo.”

Al termine di questo spettacolo infuocato gli aficionados (ci sembra appropriato usare la parola spagnola) di Bernal avranno bisogno della freschezza delle fontane zampillanti dell’Alhambra di Granada… o forse di qualche goccia di “Sergio”, fragranza a lui ispirata e firmata della celebre creatrice di profumi Laura Bosetti Tonatto (collezione Les Étoiles di Daniele Cipriani). Una cosa è certa ed è che grazie all’esperienza di Una noche con Sergio Bernal, gli spettatori avranno già nelle narici il sensuale profumo di una notte nei celebri giardini di Spagna.

Sara Zuccari