Il 2 novembre si festeggia il #WorldBalletDay 2022

Il Royal Ballet  e l’Australian Ballet sono lieti di annunciare che il #WorldBalletDay 2022 si svolgerà mercoledì 2 novembre . La celebrazione globale ritorna per il suo nono anno, riunendo una serie di compagnie leader a livello mondiale per un’intensa giornata di danza.

Nel corso della giornata, prove, discussioni e lezioni verranno trasmesse gratuitamente in streaming in 6 continenti , offrendo scorci unici dietro le quinte delle più grandi star del balletto e dei futuri artisti.

L’edizione 2022 del #WorldBalletDay è destinata a essere la più grande di sempre. In collaborazione con TikTok e con i flussi su YouTube e Facebook , si prevede che il numero di visualizzazioni di quest’anno supererà il record precedente stabilito nel 2019, quando i contenuti del #WorldBalletDay sono stati visualizzati oltre 300 milioni di volte.

Sara Zuccari

“Roberto Bolle and Friends” a Expo Dubai

Il conto alla rovescia è nuovamente partito. Si terrà il 2 marzo 2022 l’attesissimo spettacolo “Roberto Bolle and Friends” a Expo Dubai.

Come sempre il Gala dell’Étoile dei Due Mondi – come il famoso ballerino è stato definito dalla stampa per la sua fama internazionale – sarà un compendio di alcuni dei brani di danza più emozionanti del repertorio classico e contemporaneo, pensati dallo stesso Bolle e dalla sua Compagnia per rappresentare l’eccellenza italiana in questo importante appuntamento planetario.

L’Étoile e i suoi Friends, i migliori danzatori della scena internazionale, incanteranno Dubai con un gala tutto nuovo che ogni anno mescola sapientemente balletto classico, moderno e contemporaneo, tra effetti speciali e nuove tecnologie. Un evento speciale che con tutta la sua energia ed emozione saprà regalare una serata davvero indimenticabile per stupire, appassionare, commuovere e divertire un pubblico trasversale in un palcoscenico unico al mondo.

Sara Zuccari

Re-Dance Your Life è lo slogan di Danzainfiera 2022

RE-DANCE YOUR LIFE è lo slogan scelto per celebrare questa ripartenza, dopo un anno di fermo dovuto all’emergenza sanitaria tuttora in corso. Tornare a danzare e poterlo fare in sicurezza è il primo e più grande obiettivo della manifestazione, che in maniera scrupolosa ha predisposto una logistica ampia e contingentata, nel totale rispetto delle misure rafforzate, che obbligano all’uso di mascherina FFP2 all’interno del polo fieristico e all’accesso consentito con rilevamento della temperatura e mostrando green pass rafforzato per chiunque, a partire dai 12 anni – o documentazione che attesti l’esenzione.

Molti gli espositori storici sia tra i brand commerciali che nel mondo accademico, con importanti new entry internazionali: segnale che l’economia della danza, duramente messa alla prova, ha voglia di ripartire e soprattutto di non fermarsi più.

Anticipiamo qui solo alcuni dei prodotti e delle tendenze 2022 in anteprima a Dif: nell’area dedicata alle aziende Grishko presenta la collezione Bolshoi Stars Magnifique, dai toni primaverili e floreali, che promette di rivelare la dea che c’è in ogni ballerina, Merlet Dance presenta Lena, la scarpa da punta francese ecotecnologica, mentre Bloch ha ideato la punta Balance Lisse per permettere un lavoro prolungato sulle punte senza sforzo. Attenzione dunque non solo alla “divina” bellezza ma anche all’ecologia e al rispetto della natura nei cicli produttivi, oltre massimo sviluppo della tecnologia a garanzia della protezione dagli infortuni sono le linee guida che hanno ispirato i produttori di centinaia di brand del settore.

Un punto di ripartenza importante anche per il comparto formazione, con un programma di livello e ospiti internazionali, a partire dalle audizioni: i direttori Thelma Louise di Joffrey Ballet School, Tracy Inman di The Ailey School, Davis Robertson di New York Dance Project e Antonio Fini di Fini Dance New York (conosciuto al grande pubblico come giudice di Ballando on the Road) dall’America a Firenze in cerca dei migliori talenti, da inserire nei prestigiosi programmi di studio riservati a pochi fortunati e meritevoli, che a Dif avranno modo di poter sostenere audizioni anche per le migliori accademie professionali presenti in tutta Italian – dalla Lombardia A.U.B., ArteMente, Artichoke, Liceo Coreutico Giuditta Pasta, R.B.S., S.T.M., dal Veneto Dreaming Academy ed MM Eventi, dall’Emilia Romagna Professione Danza Parma, Professione Musical Italia, Dance Movement Ballet; dalla Toscana Centro Opus Ballet, Ateneo della danza, dal Lazio Balletto di Roma, Matrix legato ad AICS, R.I.D.A., dalla Campania realtà legate ad ACSI ed MSP.

Anche il programma stage si fregia di artisti internazionali, affrontando nell’ambito del contemporaneo il tema del repertorio – rara ed esclusiva opportunità da cogliere al volo! – con compagnie internazionali come Akram Khan Company, una delle più innovative al mondo con una visione artistica che rispetta e sfida la forma kathak indiana contaminata con la danza contemporanea o come Les Ballets de Monte-Carlo diretta da Jean-Christophe Maillot, di ispirazione più NeoClassica, con particolare attenzione agli aspetti interpretativi.

Altro focus è quello delle tecniche: per la prima volta a Danzainfiera il celebre Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance di Londra presenta uno stage di tecnica Release e la scuola ufficiale della compagnia Alvin Ailey American Dance Theater di New York conduce uno stage di tecnica Horton, repertorio Ailey.

Non mancheranno momenti di formazione e approfondimento dedicate ai docenti, con un master sulla tecnica didattica modern contemporary, le presentazioni di nuovi metodi di approccio quali la Danzatricità® che sviluppa il ben-essere attraverso il gioco, la Ritmica Dalcroze o Metodo Jaques-Dalcroze che consente di avvicinarsi alla musica in modo creativo, il Metodo P.A.S.S. per le arti performative.

Sempre per un pubblico di operatori del settore, nel weekend si terranno due convegni di interesse generale promossi da ADI, associazione di tutela e rappresentanza del mondo della Danza: “Le Scuole di Danza verso il futuro” e “La qualifica professionale dell’insegnante di danza“, tema quest’ultimo che verrà approfondito dall’Agenzia Formativa accreditata per la formazione professionale dalla Regione Piemonte in un momento di orientamento alla formazione e certificazione degli insegnanti di danza in Italia.

A Dif c’è voglia di…mettersi alla prova: tornano a grande richiesta gli immancabili eventi coreografici, animando i palchi del prestigioso Concorso Internazionale Expression, organizzato da I.D.A e giunto alla 17edizione, di Musical: il Concorso che festeggia il suo 10° compleanno con i direttori dei più importanti centri professionali in Italia e del più giovane Pop Tap Festival, che per la 6 a volta dà appuntamento agli amanti delle claquettes, in tutti gli stili di tap dance e clog dance…dunque spazio alle danze irlandesi e alle performance dei guest artist internazionali Ruben Sanchez e D’Angelo Bros, impegnati anche negli stage!

Come sempre, c’è posto per tutti, anche per chi, fermo da tempo, non si sente pronto per competere ma non rinuncia a calcare le scene, trovando accoglienza nelle storiche rassegne Dance e Junior Parade, o all’interno di eventi organizzati da Associazioni ed Enti di Promozione del Coni e rivolti ai propri affiliati.

Chi invece ha la sfida nel proprio DNA, non rinuncia a scendere in pista e farsi valere: gli amanti del freestyle si danno appuntamento alla all style battle Kidz Hip Hop Hurrah, dedicata ai minuscoli della cultura urbana e non solo – tra i giudici Sly e i docenti degli stage in tema “urban” Rada, una delle massime esponenti del Waacking in Italia e all’estero e il Bboy Roman Froz, campione italiano ed europeo di breakdance. Chi dice che i ballerini contemporanei non sappiano combattere?! Ne vedremo delle belle anche alla e alla Contemporary Battle, per aggiudicarsi un viaggio a New York!

E poi c’è la Jam Dance Session, per chi desidera solo ballare, senza pubblico, semplicemente per il piacere di lasciarsi andare sulle note della musica dal vivo dell’artista, performer e compositore Stefano Simmaco.

Attesissimo momento di spettacolo, unico per grazia e bellezza è il Gala di questa edizione, previsto per domenica pomeriggio, che vede protagonisti Les Italiens de l’Opéra, i ballerini della compagnia fondata e diretta da Alessio Carbone che riunisce i danzatori italiani del Corpo di ballo dell’Opéra di Parigi: Bianca Scudamore, Bleuenn Battistoni, Francesco Mura, Andrea Sarri e Giorgio Foures si esibiranno in assoli e pas de deux alternando il repertorio classico a quello contemporaneo, da Nureyev fino a Bigonzetti.Guest artist i solisti principali della compagnia Les Ballets de Monte-Carlo Francesco Mariottini – ce lo ricordiamo bene anche per la partecipazione al programma tv Amici – e Alessandra Tognoloni. Gli artisti si esibiranno in due brani del repertorio della compagnia, si tratta del famoso passo a due di Cenerentola e il principe da “Cendrillon” – Coreografia Jean-Christophe Maillot e di “Hope Mountain” – Coreografia Evan McKei. Il Gala Danzainfiera 2022 non è solo un grande spettacolo per il grande pubblico, ma è stato concepito come un momento speciale in cui culmina l’esperienza degli allievi che a Dif hanno colto l’occasione di studiare in sala con i protagonisti dello spettacolo, frequentando lo stage di repertorio con la coppia Mariottini Tognoloni e lo stage classico avanzato con Les Italiens de L’Opéra e il Maître de ballet Francesco Vantaggio, dove l’obiettivo è far respirare l’atmosfera che si crea in scena.

Altri special guest da segnalare in questa edizione:  Marcello Sacchetta e Santo Giuliano, noti al pubblico per la partecipazione al programma Amici étoile e artisti internazionali quali Monica Perego, Raffaele PaganiniVladimir Derevianko, oltre alla coppia “Madre e figlio” Paola Manghisi e Lorenzo Azzolini, 42 anni lei, 21 lui, il vero fenomeno social del momento, con centinaia di migliaia di follower a cui danno appuntamento nel loro speciale stage di Hip Hop!

E ancora casting per agenzie di management o di animazione come PeterPan e per noti programmi televisivi, oltre a lezioni aperte a chiunque, dal tango argentino, alle danze dell’800 della Compagnia Nazionale Danza Storica, con borse di studio per eventi estivi tra mari e monti – da TauriaDance a Pinzolo in Danza – e con una speciale area dedicata alle danze aeree dove grandi e piccini possono sperimentare tessuti e cerchio.

Un programma variegato, approfondito e scrupolosamente sicuro quello di Dif 2022, perché chiunque possa partecipare con serenità alla manifestazione più attesa dell’anno!

Scopri gli eventi sul sito www.danzainfiera.it e seguici sui social!

25 – 27 Febbraio 2022
Fortezza da Basso, Firenze

Sara Zuccari

Lo Schiaccianoci la storia di un Balletto senza tempo

Centoventidue anni fa, precisamente il 18 dicembre 1892, il Mariinskij Theater di San Pietroburgo mise in scena un‘opera destinata ad entrare nella storia del balletto: si tratta de Lo Schiaccianoci, interpretato per la prima volta da Antonietta Dell’Era e Pavel Gerdt, sulle coreografie di Lev Ivanov e musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

La trama è ambientata in casa del ricco signor Stralhbaun, durante una festa organizzata per celebrare la vigilia di Natale. Tra addobbi e danze caratteristiche, il vecchio amico di famiglia Drosselmeyer intrattiene gli ospiti con giochi di prestigio, regali e pupazzi meccanici da lui stesso costruiti. Clara, figlia degli Stralhbaun, riceve in dono uno schiaccianoci con le fattezze di soldatino.

Entusiasta, alla fine della serata si addormenta abbracciata al suo schiaccianoci, immaginando un mondo fantastico che di lì a poco prenderà vita sotto i suoi occhi. Dopo aver combattuto contro il Re dei Topi e il suo esercito, inizia un viaggio nel Regno dei Dolci, in cui le leccornie diventano personaggi e ballano per allietare Clara e Fritz, lo schiaccianoci trasformatosi in uno splendido principe. Ma tutto è solo un sogno: Clara, si desta accanto all’albero di Natale con in braccio il suo dono inanimato, a rimanerle è solo il ricordo di creature incantate e affascinanti avventure.

Il balletto era stato commissionato al compositore dal capo dei Teatri Imperiali Russi, Ivan Aleksandrovič Vsevoložskij, in seguito allo straordinario successo ottenuto nel 1890 da La bella addormentata. Ad ispirare lo scenario un racconto di E.T.A. Hoffman, Schiaccianoci e il re dei topi (1816), riscritto da Alexandre Dumas padre nel 1844 in toni più vicini alla favola romantica, meno cruenti rispetto all’originale e adattati in forma di libretto da Marius Petipa. Malgrado la prima rappresentazione non riscosse un gran favore di pubblico, ad oggi la combinazione d’incantevoli coreografie e trame fiabesche hanno reso Lo Schiaccianoci uno dei più amati balletti di tutti i tempi.

Frequentemente rappresentato dalle maggiori compagnie internazionali, questo capolavoro ha subito conosciuto diverse versioni: nella produzione di Ivanov, la protagonista Masha (o Maria, poi Clara) è interpretata da una giovane allieva della scuola di ballo del teatro, un ruolo differente rispetto alla Fata Confetto, mentre i due personaggi si fondono nella versione di Aleksandr Gorskij del 1917. Nel 1923 Fëdor Lopokov rimaneggia a sua volta la trama del balletto, trasformandola sei anni dopo in un’opera eterogenea, talmente distante dalla tradizione da uscire immediatamente dal repertorio del Mariinskij.

Il debutto europeo avviene a Londra nel 1934 al Sadler’s Wells con la coreografia originale di Ivanov, seguito quattro anni più tardi, il 19 febbraio 1938, dall’esordio italiano alla Scala di Milano con grandi interpreti quali Olga Amati, Nives Poli e Pierluigi Marzoni, coreografie di Margarita Petrovna Froman. È proprio da quest’epoca che si susseguono le versioni più fortunate del balletto, come ad esempio quella di Vasily Vajnonen del 1934, che introduce per la prima volta aspetti introspettivi e psicologici nella favola. Proposto nel periodo natalizio in tutti i teatri internazionali seguendo i diversi arrangiamenti, Lo Schiaccianoci è ormai entrato a far parte della tradizione celebrativa mondiale.

Aldilà delle differenze, delle trame particolareggiate, dei protagonisti, Lo Schiaccianoci è ormai considerato la fiaba di Natale per antonomasia. É impossibile non farsi catturare dalla musica del Valzer dei Fiori, dal fascino esotico della Danza Araba, dall’incanto dei Fiocchi di Neve. La danza ha questa qualità meravigliosa: ci accompagna a suon di passi lungo un sentiero fatato, facendoci sentire parte di essa.


Trama del Balletto

Atto I
La storia si ambienta all’inizio del XIX secolo, in Germania. È la vigilia di Natale e il signor Stahlbaum organizza una festa per i suoi amici e per i loro bambini.
Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, lo zio di Clara e Fritz, che porta regali per tutti loro, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all’inizio incuta paura per la sua figura un po’ particolare. Drosselmeyer comincia a mostrare i suoi regali: Arlecchina, il soldatino e uno Schiaccianoci, automi meccanici, così perfetti da sembrare veri. Lo Schiaccianoci attira l’attenzione dei fratellini, che litigano e se lo strappano di mano fino a che Fritz, indispettito, lo rompe. Dopo averlo riparato lo zio lo affida alle cure di Clara. Stanca per le danze della serata la bambina, dopo che gli invitati si sono ritirati, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l’albero di Natale, i giocattoli. All’improvviso si sentono insoliti fruscii e squittii, strane presenze si aggirano per la stanza: sono topi che cercano di rubarle lo Schiaccianoci. Clara tenta di cacciarli quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz. Alla fine dello scontro rimangono lui e il Re dei Topi, che lo mette in difficoltà. Per salvare lo Schiaccianoci Clara afferra la sua scarpetta e la lancia addosso al Re dei Topi, permettendo allo Schiaccianoci di colpirlo a morte. Questi si trasforma allora in un Principe e Clara lo segue, entrando in una foresta incantata mentre la neve inizia a cadere. L’atto si chiude con uno splendido Valzer dei fiocchi di neve.

Atto II
I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo Reale li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia contro il Re dei Topi.
Subito dopo tutti i cortigiani si esibiscono in una serie di danze che compongono il divertissement più famoso e conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nel conosciutissimo Valzer dei fiori. Infine, la Fata Confetto e il Principe si esibiscono in un delicatissimo Pas de deux.  Il balletto si conclude con il celeberrimo Valzer dei fiori e il sogno finisce: una volta risvegliatasi, mentre si fa giorno, Clara ripensa al suo magico sogno, con lo Schiaccianoci stretto fra le braccia.

Sara Zuccari

Foto Luciano Romano

Torino Danza d’Autunno premio alla carriera alla stella Liliana Cosi

Torino Danza d’Autunno torna live sabato 11 e domenica 12 dicembre 2021 alla Lavanderia a Vapore di Collegno. Moltissime le coreografie iscritte, tanti partecipanti e un cast docenti e giurati d’eccezione: Mauro Astolfi, Matteo Addino e Liliana Cosi.

Liliana Cosi riceverà domenica 12 uno speciale Premio alla Carriera in quanto Eccellenza della Danza Italiana, interprete assoluta e indimenticabile, divulgatrice dell’Arte Coreutica nel mondo. Come Étoile presso il Teatro alla Scala di Milano interpreta i ruoli più impegnativi del repertorio classico e danza al fianco degli interpreti più importanti del panorama mondiale.

Liliana Cosi è tra le più grandi étoile della danza italiana. Milanese, nasce nel 1941. Compie i suoi studi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala sotto la guida della direttrice Esmée Bulnes e si diploma nel 1958 quale miglior allieva, ricevendo un premio dal Sovrintendente Antonio Ghiringhelli  per le mani di Wally Toscanini. Viene subito assunta nel corpo di ballo della Scala con contratto a tempo indeterminato e partecipa a tutti gli spettacoli d’opera e balletto. Nel 1963 si aprono i primi scambi culturali tra il Teatro Bolshoi di Mosca e il Teatro alla Scala di Milano. La Cosi viene inviata per un corso di perfezionamento.

Nel 1968 è promossa Prima Ballerina alla Scala e vi interpreta i ruoli più impegnativi del repertorio classico come “Romeo e Giulietta” di Prokofiev-Cranko”, “L’Uccello di Fuoco” di Stravinski-Fokine, “Petrouchka” di Stravinski-Milloss, “Coppelia” di Delibes, “Les Sylphides”. Nello stesso anno compie la prima tournée in Unione Sovietica su invito del Goskonzert con il “Lago dei Cigni” e “Giselle” a Mosca, Riga, Odessa, Tbilissi. Questo evento diventerà un appuntamento annuale e addirittura bi-annuale per cui, in otto anni totalizza 130 spettacoli nei Teatri di tutte le capitali dell’URSS, ballando sempre coi primi ballerini dei diversi Teatri che la ospitano nel “Lago dei Cigni”, “Giselle”, “La bella Addormentata nel Bosco”, “Don Chisciotte”. Nel 1969 alla Scala è richiesta da Nureyev a ballare “La Bella Addormentata nel Bosco” ed è con lui che sarà la protagonista del suo “Schiaccianoci” alla Scala. Nello stesso anno debutta, sempre alla Scala, nella ‘prima’ di “Romeo e Giulietta” di Berlioz-Skibin con Attilio Labis e più avanti in “Daphnis e Cloe” di Debussy-Skibin con Bortoluzzi. Nel 1970 è nominata “étoile”.

Nel settembre 1978 inaugura la sede dell’Associazione a Reggio Emilia che diviene presto un grande Centro di Produzione, sede della Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu e della Scuola di Balletto a livello professionale e anche residenziale. Con tutto il repertorio della Compagnia formato da più di 20 nuove produzioni create da Stefanescu e da diversi balletti del repertorio classico, balla in più di 2000 spettacoli in tournée in circa 350 città italiane e 50 estere.

Sara Zuccari

Cinque benefici della danza: perché studiarla?

Danza, arte e teatro sono spesso considerati materie di ‘serie B’ negli istituti scolastici, quando invece dovrebbe vedere riconosciuto lo stesso status di discipline come scienze, matematica e lingua straniera, in quanto contribuiscono all’educazione del bambino nella sua interezza, fisica ed emozionale, per le ragioni che vediamo nel seguito.

5 Benefici

  1. Migliora la memoria – In ogni classe di danza si imparano dei passi nuovi, anche delle semplici sequenze alla sbarra che aiutano a stimolare la nostra memoria. E’ un validissimo esercizio per la mente che piano piano troverà sempre più facile memorizzare anche sequenze più lunghe.
  2. Diminuisce lo stress – La musica che guida la lezione, lo stretching prima e dopo gli esercizi sono tutti elementi che aiutano il corpo a liberarsi dello stress accumulato. Ecco perché sempre più aziende, soprattutto all’estero, offrono ai dipendenti la possibilità di seguire delle classi di danza.
  3. Corregge la postura – Chi lavora in ufficio sa bene quando la nostra schiena assomigli più a una S a fine giornata che a un dorso sano. La danza, fatta con la dovuta attenzione, ci aiuta a distenderla, a tenerla dritta e a creare spazio fra una vertebra e l’altra evitando facili schiacciamenti.
  4. Rende flessibili i muscoli – Studiare danza classica permette di riacquistare una buona flessibilità muscolare e consente pian piano di ritrovare agilità ed evitare spiacevoli contratture.
  5. Aiuta la formazione del carattere e apporta alla persona consapevolezza del proprio corpo e della propria autostima.

L’importanza della danza tuttavia non riguarda esclusivamente le relazioni sociali, ma anche il rendimento scolastico. Fattori fisici come obesità, problemi cardiovascolari, pressione sanguigna e densità ossea infantile, così come depressione, ansia e bassa autostima chiaramente influenzano il rendimento scolastico. La danza ha dimostrato quindi di poter influenzare positivamente l’apprendimento, unendo linguaggio corporeo e verbale, regalando benessere psico-fisico e dando vita a un circolo virtuoso che non possiamo più ignorare.

Sara Zuccari

Rudolf Nureyev. Biografia di un ribelle per ricordare l’ultimo zar della danza

Aveva il carisma e la semplicità di un uomo della terra, e l’arroganza inaccessibile degli dei.” Michail Barysnikov

È questa la citazione che si legge, accanto a quella di Paul Valéry, sulla prima pagina del volume “Rudolf Nureyev, biografia di un ribelle”, pubblicato dalla casa editrice torinese Lindau  e firmato da Bertrand Meyer-Stabley. Il giornalista e scrittore francese, tra le numerose biografie dedicate a grandi personalità come James Dean, Juan Carlos, Elton John e Audrey Hepburn, ne dedica una anche a colui che fu l’ultimo zar della danza, come lo definisce lui stesso con le ultime parole della sua corposa ed appassionante biografia.

Suddivisa in 17 capitoli, questa biografia ha l’aspetto di un vero e proprio romanzo che ripercorre la vita eccezionale di un mito intramontabile della danza. Fin dalla nascita, avvenuta nel 1938 su un vagone della Transiberiana, quando la madre Farida Nureeva incinta di otto mesi e mezzo sale sul quel treno diretto a Vladivostok, l’intera vicenda esistenziale di Rudolf Nureyev è stata a tutti gli effetti un romanzo ed uno dei più belli ed emozionanti che si possa leggere. Rudolf Nureyev un giorno ha detto: “Mi piace parlare della mia nascita… Ci ripenso sempre come all’avvenimento più romantico della mia vita”.

Si apre con questa testimonianza il primo capitolo titolato non a caso “Primi passi” che ci racconta anche dell’incontro di Rudolf con la sua prima maestra di danza, la Signora Udal’cova, che aveva ballato anni prima nella compagnia dei Balletti Russi di Djagilev e che, non appena vide ballare il piccolo Rudy di appena undici anni, disse con sorprendente lungimiranza: “Ragazzo mio, hai il dovere di imparare la danza classica. Con un dono così, bisogna che tu vada a studiare con gli allievi del Kirov a Leningrado…”.

Nel 1955 entra a far parte infatti della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado, la scuola che aveva formato anche Pavlova e Nijinsky. Tre anni dopo viene ammesso nella Compagnia e da lì Nureyev avrebbe letteralmente spiccato il volo raggiungendo vette non ancora eguagliate e diventando per tutti, anche per noi oggi, il “tartaro volante”.

Ai racconti artistici si intrecciano quelli umani che spaziano dall’asilo politico del 1961 alle relazioni omosessuali con famosi artisti, all’incarico di direttore della danza all’Opéra di Parigi, alle perfomance come direttore d’orchestra, fino alla morte, avvenuta per aids nel 1993.

“Sotto un sole freddo simile a quello della Russia, in quel paesaggio di croci ortodosse, tombe zariste, pinnacoli a bulbo, betulle e abeti argentati, ognuno si chiude in un assorto raccoglimento. Poi gli ammiratori si avvicinano per gettare un giglio bianco sul feretro di colui che, attraversando il mondo di corsa, fu l’ultimo zar della danza”. Si conclude così questa avvincente biografia che oltre ad essere un’importante testimonianza storica, vuole essere soprattutto un omaggio al genio indimenticabile di Rudolf Nureyev.