Gala Rudolf Nureyev a Milano

Rudolf Nureyev, il più grande ballerino di tutti i tempi il cui talento rimane ancora oggi ineguagliato, ha segnato un’epoca dal punto di vista interpretativo e creativo nella storia della danza. Eccelso danzatore, le cui doti espressive e virtuosistiche hanno esaltato talento ed irrequieta genialità, unendosi ad un incredibile carisma e una presenza scenica unica ed ammaliante.

Le sue coreografie, hanno saputo infondere nuova linfa ai classici del repertorio, rivitalizzandoli con un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione.

Nureyev ha saputo motivare alla passione per la danza e alla ricerca per la perfezione tecnica tante giovani promesse, che oggi, arricchite dal suo prezioso bagaglio artistico, gli rendono omaggio nel “Gala di danza omaggio a Rudolf Nureyev” che sarà in scena al TAM Teatro Arcimboldi Milano sabato 7 maggio 2022.

Il pubblico potrà assistere ai celebri pas de deux del repertorio classico e assoli contemporanei portati in scena da étoiles e primi ballerini  provenienti dal Royal Ballet di Londra, American Ballet Theater, City Ballet di New York, National Ballet Theatre of Ukraine, Hungarian National Ballet e dal Teatro alla Scala di Milano.

Ad arricchire la serata sarà la straordinaria partecipazione di due grandi stelle della danza mondiale: Natalia Osipova e Danil Siimkin.

Natalia Osipova star del Bolshoi di Mosca e ora Principal del Royal Ballet è stata definita “la ballerina degli estremi” con la sua tecnica impeccabile, i sui giri e i suoi balzi estremi che stupiscono tutti coloro che la vedono ballare.

Daniiel Simkin, étoile dell’American Ballet di New York e vincitore di numerosi riconoscimenti, ha già conquistato i palcoscenici di tutto il mondo con la sua tecnica fatta da virtuosismi mozzafiato, pirouettes interminabili, salti unici per la magica sospensione in aria.

Il “Gala di danza omaggio a Rudolf Nureyev”, reduce dal grande successo al Teatro Sferisterio nell’ambito del Macerata Opera Festival 2021, torna ad emozionare il pubblico in una nuova brillante produzione.

Sara Zuccari

Roberto Bolle and Friends Gala 2022: date e città

Da Milano a Taormina, ecco tutte le date dei prossimi appuntamenti con il Gala Roberto Bolle and Friends!
Il pubblico avrà ancora una volta un’occasione imperdibile per vedere sullo stesso palco l’étoile dei due mondi Roberto Bolle con star internazionali della danza, un vero e proprio viaggio attraverso la bellezza e la magia di questa forma d’arte.
Roberto Bolle non è solo interprete ma anche Direttore Artistico dei suoi Gala, che sono diventati uno straordinario strumento di diffusione della danza e delle sue eccellenze ad un pubblico trasversale, composto da migliaia di appassionati e non solo.
Forte della sua esperienza sui palcoscenici più importanti del mondo, Bolle riesce a rendere ognuno di questi spettacoli unico nel suo genere ricreando un’atmosfera magica che celebra la bellezza e l’eleganza della danza.
Accanto a lui alcuni ballerini appartenenti alle più importanti compagnie di danza internazionali per realizzare un programma sorprendente, in grado di affascinare un numero di spettatori sempre più vasto ed eterogeneo. Roberto Bolle, protagonista assoluto della danza, infrange costantemente i tabù che costringono il balletto ad arte di nicchia portando sullo stesso palco grandi classici e coreografie nuove e innovative scegliendo di esibirsi con il meglio della danza mondiale. …
MILANO, TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI | Dal 18 al 26 giugno 2022
ROMA, TERME DI CARACALLA | Dal 12 al 14 luglio 2022
FIRENZE, PIAZZA DELLA SS. ANNUNZIATA | 16 luglio 2022
VERONA, ARENA DI VERONA | 20 luglio 2022
GENOVA, PARCHI DI NERVI | 27 luglio 2022
TAORMINA, TEATRO ANTICO | 29 luglio 2022
Sara Zuccari

Alessandra Ferri in scena a Milano per i suoi 40 anni di carriera

Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera interpretando Winnie, la ballerina âgée immaginata da Béjart. Nella sua malinconica solitudine, il personaggio vive il ricordo dei giorni felici: Willy è un suo ex-partner, mentre la collina di sabbia che la sommerge è una montagna di vecchie scarpette da punta.

Con L’heure exquise, basato su Oh, les beaux jours (Giorni felici), uno dei momenti più alti del teatro di Samuel Beckett, Alessandra Ferri celebra i quarant’anni di carriera interpretando Winnie – la ballerina “âgée” immaginata nel 1998 da Maurice Béjart – che, nella sua malinconica solitudine, vive nei gioiosi ricordi di giorni felici. Willy, impersonato da Thomas Whitehead, è un ex-partner di Lei, sommersa qui non dalla famosa collina di sabbia, bensì da una montagna di vecchie scarpette da punta. È un altro personaggio femminile per Alessandra Ferri, dopo Virginia Woolf, Eleonora Duse e Léa di Chéri, tutte donne eccezionali che appartengono a questo capitolo della sua vita. Scrive Béjart: «Tutti i grandi musicisti hanno fatto delle “variazioni” su un tema di un altro grande… Io mi sono permesso di lavorare su una pièce tra le più importanti del ventunesimo secolo. In verità non si tratta di un adattamento danzato, ma di un lavoro di composizione fedele allo spirito dell’autore e tuttavia nel contesto di una creatività puramente astratta e coreografica. La musica è un montaggio su temi di Webern, in primo luogo, ma anche di Mahler e Mozart. I pochi testi sono le parole pronunciate da una ballerina nel momento della danza o del riposo. Infine, il SILENZIO: l’elemento principe di questa liturgia».

Dal 20 al 22 aprile al Teatro Strehler di Milano L’heure exquise.

Sara Zuccari

Buon compleanno a Roberto Bolle!

Roberto Bolle è senz’altro oggi il ballerino più conteso dai teatri e dai coreografi di tutto il mondo e non potrebbe essere diversamente quando si nasce con un talento come il suo e lo si coltiva con tanta cura e dedizione. E’ nato a Casale Monferrato il 26 marzo del 1975 ed ha iniziato giovanissimo i suoi studi nella Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano: “La carriera nel mondo della danza si sviluppa prestissimo, da giovanissimo. Bisogna sviluppare doti da atleta, curare l’interpretazione e lo studio. Dopo i 40 anni c’è un evitabile declino fisico. La carriera è breve, bisogna darsi da fare per dare il massimo molto presto”.

Il primo a notarlo fu il più grande danzatore della storia, Rudolf Nureyev, che gli affidò il ruolo di Tadzio nell’opera “Morte a Venezia” di Benjamin Britten.

Roberto aveva solo 15 anni e un futuro da stella davanti a sé. L’incontro con Nureyev è stato determinante: “Mi ha dato soprattutto dei consigli tecnici, correggendomi alla sbarra e in alcuni esercizi. In un certo senso, mi ha aggiustato l’impostazione di base. Ero molto giovane e ne avevo davvero un grande bisogno”.

Nel 1990 ha ricevuto numerosi riconoscimenti, nazionali e internazionali, come promessa della danza italiana. Nel 1994, appena diplomato, entrò nel corpo di ballo del Teatro alla Scala e soli due anni dopo venne nominato primo ballerino da Elisabetta Terabust, stella lucente della danza, allora direttrice del ballo; fu un evento storico perché alla Scala non era mai successo che un danzatore ricevesse tale nomina a soli 21 anni. Ma la sua ascesa continuò in maniera fulminea e senza tregua; rinunciò, infatti, poco dopo a tale contratto sicuro per diventare “freelance”, ospite della Scala. In questo modo poteva esibirsi nei diversi teatri del mondo e con le migliori compagnie: Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Royal Ballet di Londra, New York City Ballet, Tokio Ballet, ecc….

Tuttavia, la sua compagnia di adozione è senz’altro il Royal Ballet, rinomata per la poliedricità dei suoi artisti, dotati sia di un’ottima tecnica che di una grande capacità di interpretazione drammatica. Questo suo legame con Londra è un elemento che lo avvicina a Rudolf Nureyev: “Abbiamo in comune una città: Londra. Infatti anche Nureyev ha trovato una consacrazione internazionale proprio nella capitale inglese, come è accaduto a me. E’ qui che ho trovato un grande affetto da parte del pubblico”.

Ha interpretato i ruoli principali in molti balletti del repertorio classico: “Giselle”, “Il Lago dei Cigni”, “La Baiadera”, “Lo Schiaccianoci”, “Don Chisciotte”, “Romeo e Giulietta”, ecc…

Riconosciuto da tempo come il principe della danza per la sua strabiliante tecnica e per la sua bellezza scenica, Roberto Bolle ricopre spesso il ruolo da principe poiché gli calza a pennello. D’altra parte il suo fisico scultoreo incarna perfettamente l’ideale della bellezza classica e i suoi grandi occhi chiari, su un volto dai lineamenti estremamente delicati, esaltano questo suo aspetto naturale da “Principe Azzurro”. Commenta così il fatto che spesso i critici parlino più del suo aspetto fisico che della sua tecnica (eccelsa!): “Il fisico, nella danza è fondamentale per aggiungere credibilità al personaggio”.

Ma, nonostante egli sappia di avere un talento e una vita fuori dal comune, eccezionale, conserva una grande umiltà, sa essere critico verso se stesso, mettersi in discussione e rinnovarsi continuamente. Afferma infatti: “Ho già interpretato la maggioranza dei balletti che volevo fare. Ora mi sto concentrando a trovare nuove sfumature per dare al pubblico nuove emozione” e confessa: “Nella carriera di un danzatore è importante interpretare anche ruoli poco congeniali. Bisogna ampliare la sfera delle interpretazioni”.

Si è distinto anche nei ruoli neoclassici di “Agon”, “Ciaikovskij Pas de Deux”, “Apollon Musagète” e in alcune coreografie di William Forsythe come “In the Middle somewhat” (“la danza astratta mi è congeniale perché ha la necessità di maggiore plasticità e fisicità”).

Molti coreografi contemporanei hanno creato per lui dei balletti: Derek Deane, direttore dell’English National Ballet, Il lago dei Cigni e Romeo e Giulietta diRoberto Zanella, direttore dell’Opera di Vienna, un assolo sull’Ave Verum di Mozart e di recente la Giselle del coreografo, svedese, Mats Ek al Teatro San Carlo di Napoli.

E’ Stato ospite di eventi importanti: al Bolshoi per la celebrazione del 75° anniversario di Maya Plitseskaya, al Golden Jubilee della Regina Elisabetta a Buckingam Palace nel 2002.

Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’Unicef.

Tra le numerose e illustri partners con cui ha ballato ricordiamo: Carla Fracci, Alessandra Ferri, Sylvie Guillem, Viviana Durante, Svetlana Zakarova, Tamara Rojo, Darcey Bussell, Laura Comi, ecc.

Nonostante trascorra la maggior parte delle sue giornate tra lezioni e prove in teatro, nel tempo libero ama andare in teatro a vedere i musicals, soprattutto quelli londinesi, la sua seconda passione “sono un mix di teatro, danza, musica, interpretazione, quindi mi interessano anche per la mia professione”. Quando si trova a Milano, ama anche andare a nuotare, lo trova un modo per rilassarsi. Una curiosità: ha un fratello gemello…ma sono eterozigoti!!!

Nel 2004, balla sul sagrato di Piazza San Pietro al cospetto del Papa in occasione della Giornata Mondiale della gioventù.

Nel giugno 2007 è il primo italiano invitato a danzare al Metropolitan di New York. Nel 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala “Roberto Bolle and Friends” in luoghi finora sconosciuti dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e piazza Plebiscito di Napoli, dove è stato seguito da un pubblico di migliaia di persone. Con la collaborazione del FAI ha inoltre realizzato spettacoli eccezionali al Colosseo di Roma e nella Valle dei Templi di Agrigento, nello spazio antistante il suggestivo Tempio della Concordia.

Recentemente la sua performance nella Giselle, di Mats Ek, al San Carlo di Napoli, che lo ritraeva in alcune scene completamente nudo è stato uno dei video più cliccati su youtube degli ultimi tempi.

E alla domanda: “che cos’è per Roberto Bolle la danza?”

Lui risponde così: “La danza è quello che ho sempre desiderato fin da bambino, ho la fortuna di poterlo fare e spero di continuare ancora per molto. La danza è la mia vita e tutta la mia vita è dedicata alla danza”.

Sara Zuccari

Pace for Peace gala a Milano

Giovedì 7 aprile il TAM Teatro Arcimboldi di Milano accoglierà PACE FOR PEACE – A RITMO DI DANZA, un emozionante gala con le étoiles europee e le grandi personalità del mondo del balletto internazionale, per una serata di grande danza a sostegno degli artisti ucraini e per i profughi colpiti dalla guerra.

I ballerini coinvolti si ritroveranno per la prima volta a danzare insieme per un importante progetto benefico: l’incasso della serata sarà infatti devoluto al FONDO #MilanoAiutaUcraina, promosso dal Comune insieme a Fondazione di Comunità Milano, e alla Croce Rossa Italiana, per sostenere lo sforzo straordinario di aiuto immediato e accoglienza sul nostro territorio di donne, bambini e anziani in fuga dalla guerra.

Sul palcoscenico del TAM assisteremo agli assoli e ai pas de deux di numerose e celebri personalità del mondo della danza europea, étoiles e primi ballerini che stanno abbracciando il progetto con passione, determinazione e a titolo gratuito. Una serata che si preannuncia imperdibile per tutto il pubblico che partecipando potrà rendersi protagonista di un’importante opera di aiuto alla comunità internazionale.

Così Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano: “Ringrazio Gianmario Longoni, direttore artistico di TAM, per dare forza a un grido di pace unisono che viene emesso dalla città di Milano tramite le voci di tutte, le sue istituzioni culturali, che hanno deciso autonomamente di agire secondo la propria missione. Mi sento partecipe di una grandissima voce collettiva, di un progetto di solidarietà culturale forte e concreto”.

Sara Zuccari

Gala Carla Fracci alla Scala: il programma

Gala Fracci sarà in scena sabato 9 aprile e vedrà protagonisti i primi ballerini, i solisti, il corpo di ballo della Scala e straordinari ospiti del calibro di Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Olga Smirnova, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Carsten Jung.

Carla Fracci è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, personaggio di riferimento per il Teatro alla Scala e per tutta la cultura italiana. Una storia di talento, ostinazione e lavoro che ha ispirato e tuttora ispira generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto.

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Prima edizione
Direttore Manuel Legris
Artisti ospiti: Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Olga Smirnova, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Carsten Jung
Direttore Valery Ovsyanikov
Luci Marco Filibeck

PROGRAMMA
da Giselle
coreografia Jean Coralli-Jules Perrot, ripresa di Yvette Chauvirè, musica Adolphe Adam
Dall’Atto II: Myrtha e le Willi
Alice Mariani
Alessandra Vassallo, Agnese Di Clemente
e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

da Excelsior
coreografia Ugo Dell’Ara, musica Romualdo Marenco
(musica su base registrata)
Passo a due dall’Atto II
Virna Toppi, Mattia Semperboni

da Chéri
balletto di Roland Petit, musica Francis Poulenc
(musica su base registrata)
Passo a due dal quadro secondo
Emanuela Montanari, Nicola Del Freo

da Romeo e Giulietta
coreografia Rudolf Nureyev, musica Sergej Prokof’ev
Pas de deux dall’Atto I
Vittoria Valerio, Claudio Coviello

da L’heure exquise
regia e coreografia Maurice Béjart, musica Gustav Mahler
Variazioni su un tema di Samuel Beckett (Oh, les beaux jours)
Estratto
Alessandra Ferri, Carsten Jung

da La vedova allegra
coreografia Ronald Hynd,
per gentile concessione di The Australian Ballet
musica  Franz Lehár
Passo a due dall’Atto III
Marianela Nuñez, Roberto Bolle

da Lo schiaccianoci
coreografia e regia Rudolf Nureyev, musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Dall’Atto II : Valzer dei fiori  e  Grand pas de deux
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko

da La strada
coreografia Mario Pistoni, musica Nino Rota
(musica su base registrata e musica con l’orchestra)
Ensemble
Alessandra Vassallo, Gioacchino Starace e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Passo a due
Antonella Albano, Massimo Garon

da La Péri
coreografia Jean Coralli, ripresa Loris Gai, musica Friedrich Burgmüller
Passo a due
Martina Arduino, Marco Agostino

Cachucha
coreografia da Jean Coralli, musica Casimir Gide
Caterina Bianchi

da La Bella addormentata nel bosco
coreografia e regia Rudolf Nureyev, musica Pëtr Il’ič Čajkovskij
Adagio della Rosa  – dall’Atto I
Marianela Nuñez
Gabriele Corrado, Christian Fagetti, Edoardo Caporaletti, Navrin Turnbull

da Onegin
balletto di John Cranko, musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Arrangiamento e orchestrazione di Kurt-Heinz Stolze
Passo a due dell’Atto I, secondo quadro
Olga Smirnova – Roberto Bolle

La morte del cigno
coreografia Mikhail Fokin, musica Camille Saint-Saëns
Svetlana Zakharova

da Symphony in C
coreografia George Balanchine© School of American Ballet, musica Georges Bizet
IV movimento e finale
Maria Celeste Losa, Nicola Del Freo, Martina Arduino, Timofej Andrijashenko Nicoletta Manni, Marco Agostino,
Virna Toppi, Claudio Coviello e il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Sara Zuccari

Gli Smeraldi, i Rubini e i Diamanti di Jewels, danzano alla Scala

A George Balanchine è dedicato il titolo di marzo, dall’11 al 24 per una serata preziosa che riporterà in scena tre gemme coreografiche e musicali: gli Smeraldi, i Rubini e i Diamanti di JewelsNel 2011, alla Scala e nelle tournée successive, cosi come nella ripresa del 2014, i “Gioielli” scaligeri per la prima volta riuniti ottennero il plauso di pubblico e critica. Otto anni sono passati dalle ultime rappresentazioni e queste nuove recite porteranno, accanto a ritorni in scena anche tanti nuovi debutti.

Balanchine fu ispirato dall’arte del disegnatore di gioielli Claude Arpels e scelse una musica che rivelasse l’essenza di ciascun gioiello (Gabriel Fauré, da Pelléas et Mélisande e da Shyloch per gli “Smeraldi”; il Capriccio per pianoforte e orchestra di Stravinskij per i “Rubini”; estratti dalla Sinfonia n.3 in re magg. op. 29 di Čajkovskij per i “Diamanti”). Ogni sezione di Jewels è differente per musica e atmosfera, e permette di riconoscere alcune linee fondamentali del percorso creativo di Balanchine, del suo rapporto con la musica e i suoi compositori d’elezione, con le scuole e gli stili della storia della danza.

Emeralds richiama le danze ottocentesche del romanticismo francese e vedrà in scena nelle due coppie principali Martina Arduino  con Nicola Del Freo  e Alice Mariani con Marco Agostino, a cui si alterneranno Vittoria Valerio con Claudio Coviello e Caterina Bianchi con Gabriele Corrado (18 e 20 marzo),  Gaia Andreanò con Navrin Turnbull e Vittoria Valerio con Edoardo Caporaletti (24 marzo )

Rubies è frizzante e spiritoso, e incarna appieno la collaborazione fra Stravinskij e Balanchine. Maria Celeste Losa sarà la ballerina solista, ruolo che sarà anche interpretato da Nicoletta Manni  (18 e 20 marzo) e da Alice Mariani (24 marzo). Nella coppia solista Virna Toppi con Claudio Coviello,  poi Agnese Di Clemente con Domenico Di Cristo (18 e 20 marzo), Alessandra Vassallo con Rinaldo Venuti (23 marzo)

Diamonds rievoca l’ordine e la grandeur della Russia Imperiale e del Teatro Mariinskij, dove Balanchine crebbe artisticamente. La coppia principale risplenderà con Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, con Maria Celeste Losa e Navrin Turnbull (18 e 20 marzo), Martina Arduino e Nicola Del Freo (24 marzo).

Sara Zuccari

Accademia Ucraina di Balletto al Teatro Arcimboldi Milano

Ritornano gli spettacoli degli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto di Milano al TAM Teatro Arcimboldi Milano. E anche quest’anno l’appuntamento sarà con due titoli del repertorio classico tra i più famosi ed amati: sabato 30 aprile alle ore 21.00 e domenica 1° maggio alle ore 16.00 il sipario si alzerà sulle celebri note de La Bella Addormentata. Negli stessi giorni e precisamente sabato 30 aprile alle ore 16.00 e domenica 1° maggio alle ore 11.00, i giovani danzatori dell’Accademia proporranno invece un balletto molto conosciuto, ma poco rappresentato in Italia, Coppelia.

La Bella Addormentata sarà presentata nella sua versione più famosa, nel rispetto della tradizione del repertorio classico. I tre atti, complessi per i virtuosismi dei solisti e per l’insieme a cui sarà chiamato il corpo di ballo, porteranno il pubblico nel mondo incantato di una favola con la quale siamo tutti cresciuti. Scenografie di alto livello, ricchi costumi e qualità tecnica saranno al centro di un grande lavoro di precisione, sia a livello esecutivo che a livello espressivo. Al fianco degli allievi dell’Accademia due nomi della danza classica che il pubblico milanese ha conosciuto, ammirato ed applaudito nelle sette repliche del Lago dei Cigni andate in scena lo scorso anno: Michal Krcmar, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Helsinki e già protagonista di altri titoli proposti dall’Accademia (da Don Quixote a Schiaccianoci) e Violetta Keller, stella nascente dello stesso teatro tanto da ricoprire tutti i ruoli più complessi del repertorio classico nonostante la sua giovane età.

La Bella Addormentata SINOSSI:

Alla corte di re Floristano, è indetta una festa per il battesimo della principessa Aurora: vengono invitati cavalieri, dame e le fate buone del regno, che portano con loro doni per la principessa. Tra gli invitati manca la strega Carabosse. Per vendicarsi la maga getta una maledizione alla piccola: al sedicesimo anno di età, la principessa morirà pungendosi con un fuso. La fata dei Lillà, però, non avendo ancora fatto il suo regalo, decide di modificare la maledizione: la principessa non morirà, ma sprofonderà solamente in un lunghissimo ed eterno sonno, che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solamente grazie al bacio di un giovane principe. Nonostante le precauzioni prese nel regno, nel giorno del sedicesimo compleanno della principessa Aurora, la maga Carabosse, travestita da vecchia mendicante porge un fuso alla principessa. Aurora tocca la punta del fuso e sviene: la fata dei Lillà, come promesso, trasforma la morte in sonno, con il suo dono. Gli invitati si addormentano e il castello viene avvolto da rovi e circondato da un fitto bosco. Trascorrono cento anni e, in una radura nei pressi del castello, una compagnia di nobili è impegnata in una battuta di caccia, allietandosi nel fitto bosco con pic-nic e danze. Tra questi è presente anche il principe Desiré. A un certo punto, l’atmosfera cambia e appare la fata dei Lillà, che in un sogno conduce il principe da Aurora, avvisandolo dell’accaduto. La visione di questa splendida principessa fa innamorare il giovane principe che risvegliatosi dal sogno si dirige al castello incantato. Trovata la principessa, le dà un bacio, spezzando l’incantesimo; la corte allora si risveglia e le danze ricominciano; il principe potrà ora sposare la principessa Aurora.

Nelle stesse giornate, sulle celebri note di Leo Delibes, Coppelia, un’altra favola che ci porterà in un mondo incantato, tra personaggi divertenti e una dimensione avventurosa e intrisa di umorismo. La bambola meccanica e le sue briose danze di carattere, il misterioso Coppelius, l’intrigo d’amore tra Swanilda e Franz saranno protagonisti di un balletto che storicamente rappresenta un audace cambiamento, rispetto al mondo più triste e cupo tipico dei balletti romantici. Gli allievi dell’Accademia in questo caso avranno l’onore di condividere il palco con i primi ballerini del Teatro dell’Opera di Praga Adam Zvonar e Alina Nanu, già applauditissima protagonista di Don Quixote e di Schiaccianoci dell’Accademia.

Coppelia SINOSSI:

Swanilda, uscendo di casa sua, vede qualcosa di strano. Al balcone della casa del Dottor Coppélius, che è di fronte alla sua, vi è una bellissima ragazza seduta a leggere un libro. Potrebbe essere la misteriosa figlia di Coppélius che nessuno in villaggio ha mai visto. Swanilda cerca inutilmente di attirare la sua attenzione ma, vedendo arrivare Franz, si nasconde per fargli una sorpresa. Appena Franz entra nella piazza, la sua attenzione è catturata da Coppélia: Franz si dimostra galante e le lancia un bacio. Swanilda esce dal suo nascondiglio ed inveisce contro Franz in preda alla gelosia. La sera, quando Coppélius esce di casa e si allontana non accorgendosi di aver perso la chiave, Swanilda e le sue sei amiche vedono la chiave per terra e decidono di entrare nella casa del Dottor Coppélius: Swanilda vuole assolutamente scoprire chi è Coppélia. Dopo poco Coppélius torna indietro, scopre che la porta è stata aperta e decide di tendere una trappola agli intrusi. Nel frattempo anche Franz, con una scala, si intrufola in casa entrando dal balcone. Tutto è buio e misterioso, in un angolo vi è una tenda dietro la quale Swanilda trova Coppélia, sempre seduta a leggere un libro. Toccandola, Swanilda scopre che la causa di tutte le sue gelosie è in realtà una bambola meccanica. Esultando di gioia, le amiche mettono in moto tutte le bambole meccaniche presenti nel laboratorio, ma proprio in quel momento Coppélius irrompe nella stanza e scaccia le ragazze. Solo Swanilda non riesce a fuggire e si nasconde dietro la tenda prendendo il posto di Coppelia. A quel punto entra Franz dalla finestra e dichiara a Coppélius il suo amore per la figlia. Il mago prima lo caccia, ma poi cambia idea e lo invita a bere del buon vino che in realtà è narcotizzato. Franz cade addormentato e Coppélius gli porta vicino la sua bambola (in realtà ora è Swanilda) sperando di riuscire, attraverso le arti magiche, a trasferire la vita da Franz a Coppelia. Swanilda sta al gioco e incanta il mago con una danza spagnola ed una danza scozzese. Alla fine Swanilda sveglia Franz, lo mette al corrente dell’inganno e scappano dal laboratorio mentre Coppélius abbraccia sconsolato il suo manichino.

Teatro alla Scala un Gala in ricordo di Carla Fracci

Dopo il successo dell’apertura di stagione con La bayadère di Rudolf Nureyev, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala è ora al lavoro per il prossimo titolo in programma: lo sfavillante trittico balanchiniano di Jewels: in scena dall’11 al 24 marzo gli Smeraldi, i Rubini e i Diamanti torneranno in scena dopo otto anni con tanti ritorni ma anche tanti debutti nei ruoli principali e nel corpo di ballo. Una serata preziosa: tre gemme declinate in danza, ognuna differente per musica, colore e atmosfera; uno dei capolavori di George Balanchine, maestro indiscusso del Novecento.

Subito dopo la scomparsa di Carla Fracci il Direttore del Ballo Manuel Legris aveva annunciato un gala per onorarne la memoria nel segno della grande danza: il Gala Fracci sarà in scena sabato 9 aprile e vedrà protagonisti i primi ballerini, i solisti, il corpo di ballo della Scala e straordinari ospiti del calibro di Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Olga Smirnova, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Carsten Jung.

Carla Fracci è stata e rimane una figura cardine della storia della danza, personaggio di riferimento per il Teatro alla Scala e per tutta la cultura italiana. Una storia di talento, ostinazione e lavoro che ha ispirato e tuttora ispira generazioni di giovani, non solo nel mondo del balletto.

Per celebrare questa stella, leggendaria, il Direttore del Ballo Manuel Legris ha voluto istituire un Gala a lei intitolato, un tributo alla sua grandezza; un omaggio a colei che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura e della danza italiana nel mondo che vuole divenire, ad ogni stagione, un appuntamento fisso, per convogliare e celebrare nel suo nome la danza e il balletto con un ampio respiro internazionale.

“Spirito che resta con noi, riempie le sale ballo, il palcoscenico e i nostri cuori, come la sua energia mai sopita, che ci ha catturato e affascinato quando è tornata a riabbracciare il Teatro e i suoi artisti. Un grande vuoto che, allo stesso tempo, ci fa sentire ricolmi e ricchi di tutta la sua storia, che è la storia del balletto, privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine”. Così aveva commentato Manuel Legris alla notizia della scomparsa di Carla Fracci.

E con questo spirito, la prima edizione del Gala a lei intitolato non poteva che essere avvolto dalla sua storia, e da suggestioni legate a titoli di repertorio che hanno visto in Carla Fracci una protagonista speciale,  che ha saputo, con la sua cifra interpretativa, rendere unici e memorabili questi ruoli (Giselle, La Péri, Lo schiaccianoci, Symphony in C, Onegin, La vedova allegra, Cachucha, La morte del cigno, La Bella addormentata nel bosco), e titoli creati per lei che restano indissolubilmente legati alla sua iconica immagine (Excelsior, Chéri, La strada, L’heure exquise, Romeo e Giulietta). Protagonisti di questo appuntamento, che vedrà sul podio Valery Ovsyanikov a dirigere l’Orchestra della Scala, tutto il Corpo di Ballo con i suoi primi ballerini e solisti, e artisti internazionali del calibro di Alessandra Ferri, Marianela Nuñez, Olga Smirnova, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle e Carsten Jung. Alessandra Ferri, accanto a Carsten Jung, ballerino di punta per molti anni dell’Hamburg Ballett porta alla Scala per la prima volta un estratto da L’heure exquise, con cui ha celebrato lo scorso giugno i suoi quarant’anni di carriera e che è diventato, con la scomparsa di Carla, un omaggio ancora più commosso a colei che creò con Maurice Béjart il personaggio di Winnie. L’eterea fragilità e la struggente eleganza della Morte del cigno sarà impersonata da Svetlana Zakharova, mentre nell’Adagio della rosa dalla Bella addormentata vedremo una inedita Aurora per la Scala: Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet che assieme a Roberto Bolle danzerà anche il passo a due da La vedova allegra. Roberto Bolle avrà anche una altra partner d’eccezione, che per la prima volta si esibisce alla Scala: nel passo a due dal primo atto di Onegin, Olga Smirnova, prima ballerina del Teatro Bol’ŝoj.

Sara Zuccari

La Scala alla Versiliana Festival 2022

La nuova generazione di artisti del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, oggi diretto da Manuel Legris, si sta imponendo sempre più sulla scena internazionale per bellezza, versatilità, bravura.

Pronti ad affrontare sfide complesse – sia nel grande repertorio classico-accademico, sia nelle nuove forme che la danza di oggi assume attraverso creazioni di grandi maestri- gli interpreti scaligeri dimostrano infatti stagione dopo stagione non solo di formare un meraviglioso ensemble, ma anche di essere, individualmente, personalità affascinanti e carismatiche.

Di fatto di possedere quella ‘ star quality ’ che fa di un grande danzatore un vero artista. Ne è perfetta dimostrazione questo Gala di Danza presentato in esclusiva alla Versiliana, in scena il 20 agosto al Teatro Grande,  nel quale l’unicità di questi talenti sarà evidente grazie alla sapiente scelta dei lavori interpretati ma anche per lo special touch che ciascuno di loro sa aggiungere a coreografie ben note: da Nicoletta Manni a Virna Toppi, da Vittoria Valerio a Alice Mariani, da Timofei Andrijashenko a Nicola del Freo, Claudio Coviello Mattia Semperboni e Gabriele Corrado, i primi ballerini e solisti scaligeri protagonisti della serata sono infatti dei veri fuoriclasse, perfetti rappresentanti di un’arte capace di rinnovarsi ed essere eterna allo stesso tempo.

Sara Zuccari